Il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella e il sostituto Cecilia Baravelli hanno disposto il dissequestro della nave Mare Jonio della piattaforma Mediterranea, per "cessate esigenze probatorie, dopo gli accertamenti della Guardia di finanza". La nave era stata sequestrata dopo che aveva salvato, a 46 miglia dalla costa libica, 50 migranti e dopo essere approdata al molo di Lampedusa. La conferma del provvedimento è arrivata anche dal profilo Twitter del progetto umanitario. "Felici di annunciare che Mare Jonio è libera. Ci è stato notificato dalla Procura di Agrigento il dissequestro della nave. Andiamo avanti. A testa alta", annuncia Mediterranea in un tweet.

Nel registro degli indagati, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e per mancato rispetto dell'ordine di arrestare l'imbarcazione imposto dalla Guardia di finanza, sono stati iscritti il comandante della nave Pietro Marrone e il capo missione Luca Casarini, ascoltato per sette ore, la scorsa settimana, alla brigata delle Fiamme gialle di Lampedusa. Martedì, alla presenza del legale di fiducia, Casarini verrà interrogato alla procura di Agrigento.

Lo scorso 19 marzo Matteo Salvini aveva lanciato accuse pesanti: "Ho informazioni, faccio il ministro: è certo che questa imbarcazione non abbia soccorso naufraghi che rischiavano di affogare ma sia inserita in un traffico di esseri umani, organizzato, concordato e programmato".