Il mirino è stato puntato verso la Coca-Cola. E sulle bevande zuccherate più in generale. Il governo ha proposto di tassare tutte le bibite di questo tipo per cercare di coprire l'esclusione del regime Irap per le partita Iva fino a 100mila euro. Il lasciapassare è già arrivato dalla Commissione Finanze e ora l'emendamento, che porta la firma dell'esponente del Movimento 5 Stelle Carla Ruocco ed è sottoscritto da alcuni deputati leghisti, attende il riscontro della Commissione Bilancio. In realtà, le prime risorse saranno ricercate nella revisione delle spese fiscali e, nel caso i finanziamenti non fossero sufficienti, allora si farebbe ricorso anche a una tassa sulle bevande zuccherate, come la Coca-Cola e l'aranciata. Quindi, solo a quel punto verrebbe "istituita l'imposta sul consumo di bevande ad alto contenuto di zuccheri aggiunti". L'imposta, richiederebbe mezzo centesimo di euro per grammo di zucchero aggiunto superiore ai cinque grammi ed inferiore ai dieci grammi su 100 millilitri di bevanda e un centesimo di euro per grammo di zucchero aggiunto superiore ai dieci grammi per 100 millilitri di bevanda.

Non è l'unica proposta però: come riporta l'Ansa.it, tra quelle di modifica alla manovra in esame in commissione alla Camera, non c'è solo quella sulle bevande zuccherate. Un'altra idea che è stata presentata è quella di ampliare in tutte le scuole l'orario delle lezioni, prevedendo in tutti gli istituti elementari l'obbligo del tempo pieno. La proposta arriva direttamente dagli esponenti del Movimento 5 Stelle tramite un emendamento già approvato dalla commissione Cultura della Camera che ora passerà all'esame della commissione Bilancio. Secondo quanto riportato, entro febbraio il ministero dell'Istruzione dovrebbe stabilire le modalità con cui si attuerà la modifica, "la graduale generalizzazione del tempo pieno nella scuola primaria". Forse non saranno contenti tutti i bambini, ma lo saranno probabilmente le maestre e le aspiranti insegnanti: questo emendamento infatti prevede l'occupazione di 2mila maestre in più.

Un'altra proposta è quella di mettere a disposizione 2,2 milioni di euro in tre anni destinati al sostegno della musica jazz, con lo scopo di sponsorizzare e finanziare dei progetti musicali. Precisamente, verranno previsti 750mila euro annui per tre anni, dal 2019 al 2021, da suddividere a favore di progetti selezionati sulla base di appositi bandi annuali del ministero dei Beni culturali, prendendo le risorse dal fondo per l'attuazione del programma di governo. Anche questo emendamento è stato presentato dal Movimento 5 Stelle, approvato in commissione Cultura alla Camera e passerà al vaglio della commissione Bilancio.

Un tema che invece pare non essere presente tra le modifiche alla manovra, e probabilmente non verrà inserito, è quello della web-tax, inizialmente introdotto dalla Lega. Anche se in un primo momento il Carroccio sembrava intenzionato a far avanzare un emendamento sull'eliminazione dell'imposta approvata con la finanziaria dello scorso anno. La stessa era poi stata sostituita da un una nuova normativa che prevedeva l'aliquota al 6% sull'ammontare dei corrispettivi anziché quella del 3% sul valore della singola transazione e lo slittamento dell'entrata in vigore da gennaio ad aprile 2017. La modifica però non è stata messa ai voti in commissione Finanze alla Camera.