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Quanto sono costati (davvero) 13 anni di occupazione dello Spin Time, a Roma

Spin Time - sala ricreativa
Spin Time - sala ricreativa
Lo Spin Time rappresenta un costo prodotto da fancazzisti che non pagano le bollette, o un valore aggiunto per la città di Roma e in generale un modello per esperienze simili in tutta Italia? Abbiamo deciso di capirlo con l’economista Luigi Corvo.

Due giorni fa su Magnetica è uscito il pezzo Se Spin Time fosse una persona, sarebbe la mia mamma. Si trattava di un'anticipazione di quello che sarà il nostro video sullo Spin Time, in uscita a metà settembre.
Abbiamo deciso di non tenere il lancio segreto per un altro mese perché Spin Time ha bisogno ora, e noi quel posto lo abbiamo conosciuto e filmato dall'interno, perciò anche il nostro racconto poteva essere utile per capire meglio la situazione. Per questo abbiamo deciso di uscire due giorni fa con un primo pezzo scritto, perché da quando alle famiglie dello Spin Time è stato impedito di rientrare nelle case all'interno del palazzo, oggi soltanto 66 nuclei su 127 hanno trovato un'altra sistemazione. Le altre sono costrette a vivere in tenda, davanti al palazzo.

Passo indietro: Magnetica è nata per raccontare le storie da dentro, vivendo le storie in prima persona e ponendo tutte le domande più scomode a chi quelle storie le vive tutti i giorni. Il nostro pezzo Se Spin Time fosse una persona, sarebbe la mia mamma è stato (prevedibilmente) preso d'assalto da ogni tipo di commentatori, soprattutto (bisogna dirlo) attraverso dei copia-incolla di manifesti di Fratelli d'Italia che ponevano l'accento sui costi dell'occupazione dello Spin Time, fino a oggi: 21 milioni.

E noi proprio da qui vogliamo partire: quanto sono costati alla cittadinanza, tredici anni di occupazione dello Spin Time? A oggi esiste una valutazione di impatto, lunga 58 pagine e redatta da una molteplicità di soggetti che ruotano intorno allo Spin Time. La testa principale dietro questo enorme lavoro – uscito tempo fa e mai smentito in nessuna sede, da nessuno dei soggetti coinvolti – è l'economista Luigi Corvo, con cui abbiamo parlato.

Buonasera Luigi Corvo, parto da qui: cos'è una valutazione di impatto?
Si tratta di un processo per rendere misurabile il valore sociale prodotto, in questo caso dallo Spin Time. Integriamo in questo lavoro i cambiamenti sociali positivi generati dai servizi che si svolgevano all'interno. Dall'integrazione scolastica ed etnica, agli enti del Terzo settore coinvolti.
Fino a quel momento eravamo abituati a fornire sempre una spiegazione narrativa, con la valutazione d'impatto possiamo finalmente esprimerla anche con i numeri. Cioè possiamo capire – oltre al valore umano – quanto sarebbe costata in termini economici la dispersione scolastica che invece Spin Time è riuscita a portare a zero.

In che modo?
Abbiamo individuato delle proxy, cioè delle variabili capaci di simulare quanto varrebbe sul mercato produrre quello che produce Spin Time al suo interno, rivolgendolo anche all'esterno. Questi proxy si usano in una metodologia chiamata Sroi – Social return on investiment. Non ci siamo inventati niente, sono modelli economici su cui c’è una ricca letteratura.

E cosa dice questa valutazione di impatto?
Primo: Spin Time in questi anni non ha rubato risorse, ma ha messo in moto un modello produttivo, già tradotto in valore sociale.

Come siete riusciti a dimostrarlo?
La metodologia ha una formula di calcolo specifica: a numeratore si considera il valore sociale generato, tenendo conto della durata temporale e poi l'abbiamo scontata con il tasso di attualizzazione, che rappresenta una sorta di adattatore intertemporale del valore. Per dirla facile: abbiamo sottratto i mitigatori di impatto per ottenere un valore netto.

Per me non è così facile da capire.
Te la spiego così: per ogni euro investito in Spin Time, l'equivalente monetario del valore sociale prodotto è stato di 1,95 euro. Quasi il doppio. In termini di mercato sarebbe stato considerato un successo enorme. E' come se avessimo raddoppiato il capitale! Guarda, ad esempio, quanto sta costando gestire l’emergenza di 400 persone per strada, quanto costerà in futuro: Spin Time, con il suo modello produttivo ad impatto sociale, ha evitato costi alla collettività. Costi che, quando hanno sgomberato Spin Time, sono immediatamente emersi.

Cosa significa?
Vuol dire che la sentenza ha quantificato il costo dell'occupazione in 21 milioni, condannando il Ministero a risarcire quella cifra. Ma a fronte di quei 21 milioni è stato generato un valore nettamente superiore. Noi – partendo dall’ipotesi di dover sostenere un costo per la regolarizzazione di Spin Time – avevamo ipotizzato addirittura 36 milioni di euro. A fronte però di una capacità di ritorno economico molto, molto superiore in termini di servizi, per tutta la cittadinanza; non solo per le abitanti e gli abitanti dello Spin Time!

Cosa pensi se ti dico la parola "futuro"?
Ci immaginiamo un modello di compartecipazione pubblico-privato (in primis economia sociale) di Spin Time. Sicuramente con il Comune di Roma, ma senza escludere altri soggetti pubblici che volessero entrare. E poi, ovviamente, tutti quei soggetti che traggono valore (e lo danno) dal modello Spin Time, perciò gli enti del Terzo settore già coinvolti e una parte rilevante dei quotisti del fondo.

Anche i quotisti del fondo? Questa non l'ho capita.
Cerco di spiegartela in modo semplice. Il fondo ha sottratto valore pubblico alla collettività, questo è un fatto. Ha preso dalle risorse pubbliche molto più di quanto un investitore tipicamente percepisce. E non è nemmeno colpa diretta del fondo, che semplicemente nel 2004 ha ricevuto un “regalo” dalla politica: poter conseguire e distribuire ai quotisti ampi dividendi. E come si fa a dire di no a un "regalo?" Però resta il fatto: in questi vent'anni il fondo ha prodotto circa 2 miliardi di dividendi. Potrebbero ora prendere una percentuale irrisoria di questi soldi e investirli in Spin Time. Perché il movimento Spin Time non vuole né recitare la parte di vittima del mercato, è quella di assistito dallo Stato. Vuole mettersi in gioco in un percorso di protagonismo sociale: continuare a generare valore sociale e raggiungere la sostenibilità economica. Il mix fra queste due dimensioni renderà Spin Time un caso da venire a studiare da tutto il Mondo: un passo verso un post capitalismo possibile e concreto. Per questoi auspichiamo una compartecipazione fra pubblico e privato, perchè entrambi hanno bisogno di ripensarsi e di ripensare il modello economico. Penso anche alla possibilità di nuove cooperative che possono nascere fra gli abitanti, che possono produrre servizi di valore, misurabili, perciò gli investimenti del Comune (o degli altri privati) non sarebbero più una donazione a fondo perduto, ma un vero e proprio investimento economico ed umano. Che tra l'altro ha già dimostrato di esistere e di poter funzionare.

Sei ottimista?
Sono un economista, e sì, sono abbastanza ottimista.

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