Andy Williams è morto a 48 anni: il musicista degli Every Time I Die era anche il wrestler The Butcher

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Andy Williams degli Every Time I Die - ph Gary Miller:FilmMagic
Andy Williams, ex chitarrista degli Every Time I Die e wrestler noto come The Butcher, è morto a 48 anni dopo un malore al termine di un match.

Andy Williams, ex chitarrista degli Every Time I Die e wrestler professionista, è morto a 48 anni. A riportare la notizia è stato TMZ. Williams si è sentito male al termine di un incontro di wrestling di coppia che si è tenuto sabato 5 settembre. Sul ring aveva combattuto al fianco del suo storico compagno, The Blade, al Mr. Small's Theatre di Millvale, in Pennsylvania: "Andy è collassato al termine del suo incontro di questa sera", ha scritto su X Enjoy Wrestling, l'organizzatore dell'evento. "I nostri medici lo hanno soccorso immediatamente, praticandogli la rianimazione cardiopolmonare fino all'arrivo dell'ambulanza". Non è stato riportato quale sia stato il motivo del decesso.

La passione per il wrestling precedeva quella per la musica e per un certo periodo le due procedettero in maniera parallela. Williams suonò nei nove album pubblicati dalla band metalcore, fino allo scioglimento nel 2022 e combattendo nei vari circuiti. Nella AEW (All Elite Wrestling) aveva debuttato nel 2019 con il nome di "The Butcher", rimanendo sotto contratto fino a giugno 2026. Quello del wrestler non fu una passione nata grazie alla popolarità ottenuta con la musica ma un sogno che aveva fin da bambino. In un'intervista a LoudWire, infatti, raccontò: "Quando avevo circa 10 anni, mi chiesero di partecipare a un progetto artistico in cui dovevo ritagliare un'immagine da una rivista e dipingerla. Scelsi la foto di Ric Flair che pugnalava Greg Valentine – due dei personaggi più noti di quel mondo, ndr) alla testa e conservo ancora il dipinto. Sono appassionato di wrestling da tutta la vita".

A metà degli anni Novanta un problema al ginocchio lo costrinse a interrompere gli allenamenti e durante la riabilitazione imparò a suonare la chitarra, diventando il suo lavoro principale per i 20 anni successivi. Negli anni 90 Williams fondò, insieme al chitarrista Jordan Buckley e al batterista Michael Novak la band a cui si unirono poco dopo Keith Buckley e John McCarthy. La band si fece strada nella scena metalcore, punk hardcore e post hardcore, costruendosi una reputazione a livello nazionale. Uno dei dischi che contribuirono maggiormente alla loro affermazione fu Hot Damn!, pubblicato nel 2003.

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The Butcher e The Blade

Negli anni successivi la band continuò a fare musica, portandola live e pubblicando album, con Williams sempre come punto cardine alla chitarra. Sono nove gli album realizzati dalla band, fino a "Radical", uscito nell'ottobre 2021, dopo alcuni rinvii causati dalla pandemia. Pochi mesi dopo, però, quell'esperienza finì. Nel gennaio 2022 gli Every Time I Die annunciarono lo scioglimento della band. Williams, però, ha continuato a suonare con gli Atomic Rule, proseguendo, allo stesso tempo, la sua carriera nel mondo del wrestling.

La sua carriera da wrestler era cominciata quando aveva 39 anni, facendosi le ossa nei circuiti indipendenti, lottando con il suo nome. Solo successivamente diventò The Butcher e nel 2017 nacque la coppia con The Blade (il cui vero nome è Jesse Guilmette) che fece l'esordio tra i professionisti, nella AEW nel 2019, quando vinsero il primo incontrò, diventando una presenza fissa. Dopo la fine del suo contratto ha continuato a combattere nel mondo indipendente. Nonostante la fine del contratto che legava Butcher alla AEW, l'organizzazione ha voluto ricordare il loro ex wrestler con una nota in cui sottolineavano la transizione dal mondo musicale a quello della lotta professionistica: "Williams era incredibilmente rispettato dai suoi colleghi sia dentro che fuori dal ring. Le nostre condoglianze vanno alla famiglia, agli amici e ai fan di Williams".

Williams è stato l'esempio di come fosse possibile riuscire a portare avanti due carriere impegnative come quella di musicista e lottatore professionista in maniera parallela, alternando il ring ai palchi, senza che l'una o l'altra carriera prendesse il sopravvento o fosse sfruttata per avere maggiore visibilità.

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