Amici di Maria De Filippi 2026/2027

Amici 26, una vetrina che convince poco: troppi dubbi sul percorso con le cover, soprattutto per Shari e Kashmere

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Tiaso, Kashmere e Shari, Amici 2026
Le prime due puntate di Amici 2026 evidenziano l’evoluzione del programma a incubatore di talenti già affermati. Evidente però quanto potrebbe diventare difficile costruire e raccontare con un percorso di cover nuovi mondi musicali, soprattutto dopo le prime prove.

Le prime due puntate del Pomeridiano di Amici 26 hanno distribuito, in maniera sparsa, alcuni elementi legati all'evoluzione del programma che non stanno convincendo del tutto. Infatti, il percorso intravisto già nell'ultima edizione con l'accesso di giovani artisti come Angie e Lorenzo Salvetti ha mostrato alcune peculiarità, come un'identità musicale ben definita. Orme che in queste edizioni sembrano rappresentare altri giovani artisti come Tìaso, nome d'arte di Claudia Litrico, già vincitrice nel 2024 del festival messinese Diventerò Una Stella, ma anche i più celebri Shari e Kashmere.

La prima ha un bagaglio televisivo e discografico molto denso: ha esordito giovanissima a Tú sí que vales nel 2015, è passata da Sanremo Giovani nel 2022 e ha partecipato tra i Big al Festival di Sanremo 2023 con il brano "Egoista". L'autore toscano, invece, si è aggiudicato la vittoria della sezione Nuove Proposte al prestigioso Premio Lunezia 2025, e ha conquistato il Premio della Critica TIM sul palco del Festival di Castrocaro, sempre nel 2025.

Senza dimenticare la quota urban, ovvero Erness, nome d'arte di Ernesto Esposito, classe 2006 di Sarno. Il rapper vanta già contratti di distribuzione per i suoi singoli con major discografiche come Warner Music Italy e Atlantic Records, ed è stato tra i protagonisti del rap show di Netflix Nuova Scena 2 nel 2025, arrivando fino alla fase dei cypher davanti a Fabri Fibra, Rose Villain e Geolier. Eppure, in questa classe non sembra essere ancora chiara la direzione, soprattutto per ciò che accadrà nei prossimi mesi con le assegnazioni dei professori.

In un talent in cui le cover scandiscono il tempo e la scoperta di ogni artista, la natura già ben definita dei percorsi dei futuri protagonisti, come Tìaso, Kashmere e Shari, sembra oscurare le loro possibili evoluzioni nei prossimi mesi. E il primo dubbio arriva proprio durante la seconda puntata, con Tìaso lanciata in una cover di "Fa male" di Sfera Ebbasta, una quota urban che fa il paio con l'inedito "Ananke" eseguito durante la prima puntata.

Una strada che per oggi nasconde ancora molte insidie, soprattutto dal punto di vista vocale. Discorso simile per Erness: anche se il giovane rapper di Sarno ha già un pregresso nella scena rap, anche con brani sopra i 200mila stream come "Comm Maje" e "Tutto a posto", per adesso l'inedito "Colpa Mia" e il medley di "Wake Me Up X Quevedo" mostrano le carenze vocali del giovane artista, che potrebbe avere difficoltà ad aderire a un universo pop, tipicamente legato alla scelta delle cover nel programma.

E se non ha convinto, finora, il lato urban rappresentato tra i professori dalla presenza di Samurai Jay, la curiosità attorno a Shari e Kashmere viene determinata soprattutto da ciò che hanno rappresentato in passato, rispetto alla loro proposta musicale delle prime due puntate. Su tutte spicca il secondo, con "Get Lucky" dei Daft Punk che viene salvato dallo standing portato sul palco dall'artista svizzero, mentre l'esibizione canora non appare centrata, quasi nella totalità.

Anche qui è chiaro il tentativo di rendere più eterogeneo il roster, ma, per adesso, l'evoluzione sembra essersi fermata alle intenzioni, più che al processo di selezione. Un aspetto che la trasmissione cerca di evidenziare, anche con progetti trasversali come Nicolò Bassani, allievo con un trascorso recitativo da attore nel film "Una figlia" e il suo "timbro". Ed è qui che sembra mancare prepotentemente la componente della vera scoperta. Quest'anno, anche più delle precedenti edizioni, il lavoro di scouting non sembra aver creato un roster adatto a sopravvivere per lunghi mesi, e in cui sarà complicato assistere a esibizioni straripanti, quanto a percorsi immediatamente pronti al grande pubblico.

Una deviazione rispetto al passato fisiologica, soprattutto per la gestione umana all'interno della casetta, che aveva portato la musica a secondo criterio per la permanenza di alcuni concorrenti, ma che si presenta spenta, accomodante sulle spalle di Shari e Aura. La prima ha chiarito quale possa essere il suo range, almeno in lingua italiana, lanciandosi già durante la seconda puntata su "Tempo piccolo". Gioca a suo favore la sua capacità di giocare con la natura tremolante della sua voce e l'uso di uno strumento, diventato anche nelle passate edizioni un criterio fondamentale per la permanenza in casetta.

Per adesso Aura rappresenta la "novità" più interessante. In un già evidente stato di indecisione sulla qualità media della classe, la cantante nativa di Castellammare di Stabia si è esibita con una buona prova di "Dilemma" di Nelly e Kelly Rowland. Un esercizio r'n'b che ha chiaramente evidenziato la bontà del suo timbro. Una scelta, rispetto alla sua recente partecipazione ai casting di X Factor 2024, più decisa e che non scompare dietro lo spagnolo di "Mi Regalo Más Bonito".

L'avvio di Amici 26 mostra chiaramente la differente modulazione del talento, non più amatoriale, dei giovani concorrenti. Allo stesso tempo, per adesso si raccolgono pochi segnali rassicuranti in merito ai concorrenti che si sono già esibiti, soprattutto se proiettati in mesi di cover forse lontane dal proprio recinto musicale. Sarà necessario trovare una chiave di lettura, non solo musicale, che possa far intravedere anche nuovi aspetti dei concorrenti, già conosciuti, in gara. Ma ancora di più trovare un significato chiaro alla nuova vetrina di Amici, non più una factory musicale.

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