Amici di Maria De Filippi 2026/2027

Alessandro Errico: “Dopo Amici andai in crisi e mi chiusi in un eremo. Maria De Filippi non capì, ci fu una rottura”

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Alessandro Errico, la prima star di Amici, racconta la sua storia su Fanpage.it. Fu Maria De Filippi a scoprirlo negli anni ’90. Seguirono due album e due Festival di Sanremo, fino alla decisione di fermarsi. Oggi Alessandro ha 52 anni e a dicembre riabbraccerà il suo pubblico al Forum Theatre.

Il cantante Alessandro Errico è stato il primo artista lanciato da Amici. Era il 1994 e il programma di Maria De Filippi, che oggi è riconosciuto come uno dei migliori talent televisivi, era un talk show. Tra coloro che prendevano parte alla trasmissione, c'era anche un timido ragazzo dai lunghi capelli neri. La conduttrice lo sfidò a cantare al karaoke e, in diretta, Alessandro dimostrò di sapere il fatto suo intonando My Way.

Maria De Filippi decise di puntare su di lui. Seguirono due album e due Festival di Sanremo, nel 1996 e nel 1997. A 23 anni, Alessandro Errico entrò in una crisi profonda e decise di rescindere il contratto con la casa discografica di Caterina Caselli e di chiudersi per mesi in un eremo.

Maria De Filippi, inizialmente, non capì la sua scelta e il loro rapporto si interruppe. Due anni dopo, però, fu la stessa conduttrice a chiamarlo e a scusarsi per aver pensato che un ragazzo così giovane potesse gestire quella mole di notorietà, giudizi e responsabilità. Oggi Alessandro Errico ha 52 anni e il 19 e 20 dicembre riabbraccerà il suo pubblico al Forum Theatre di Roma. La sua storia su Fanpage.it.

Nei primi anni '90 partecipasti ad Amici, all'epoca era un talk show.

Avevo 19 anni. C'erano vari ospiti, si parlava di temi importanti come l'anoressia, la bulimia. E poi c'erano momenti divertenti. Un giorno, senza dirci niente, Maria De Filippi organizzò un karaoke. Dato che avevo questa immagine da timidino, mi sfidò chiedendomi di cantare. Ma io cantavo e suonavo da una vita, quindi intonai My way. Di recente ho ritrovato quel video ed è stato commovente rivedermi, perché da lì è iniziato tutto.

Come reagì Maria De Filippi?

Mi disse: "Ma come! Non me l'avevi detto che cantavi". Le raccontai che la mia sala prove era in un garage. Da lì poi ho firmato un contratto con la casa discografica di Caterina Caselli.

Hai pubblicato due album "Il mondo dentro me" e "Esiste che". 

Il primo disco conteneva canzoni scritte ancora prima del successo. Si nota perché si sente quella leggerezza che poi nella vita impariamo a comprimere. C'era quella sensazione adolescenziale di poter toccare tutte le emozioni, dagli abissi in cui precipitiamo alle punte più alte. Sono fiero di quei due dischi. Andarono entrambi benissimo.

Hai partecipato due volte al Festival di Sanremo, prima tra i Giovani e poi tra i Big. Come è stato salire sul palco dell'Ariston la prima volta?

Una botta emotiva fortissima. C'era innocenza e ingenuità. Mi sentivo forte perché credevo davvero nella mia canzone. Fino a due minuti prima di salire sul palco ero sereno. Quando si è aperto il sipario, per poco non mi andava via la voce. Pensai: "Oddio, non respiro più, adesso cado dalle scale". Durante il primo minuto della canzone quasi non usciva il fiato.

Era un momento di straordinario successo per te. Avevi tantissimi fan. 

All'epoca funzionava diversamente. Non avevi modo di seguire sui social il cantante che apprezzavi. Quando lo incontravi per caso era un evento. Ricordo che avevo spesso i fan sotto casa. Gli dicevo: "Ma non avete una vita?" (ride, ndr). Alcuni di loro poi li ho ritrovati all'università. Riconnettermi con questi ex adolescenti in una dimensione più adulta è stato bellissimo, perché c'è stata una condivisione di ciò che in questi anni abbiamo passato. Spesso la vita ti mette alla prova.

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Alessandro Errico al Festival di Sanremo 1996

Ho notato che l'affetto che provano per te sembra essere rimasto cristallizzato nel tempo.

Per me è un miracolo, la cosa più bella ed emozionante perché ho sempre avuto un po' la sindrome dell'impostore.

Da cosa dipende?

Sai, all'epoca mi mettevano sempre in discussione. La gioia di pubblicare il primo disco era stata messa in ombra dal dovermi difendere. A 20 anni mi ritrovai a essere colpito da una shitstorm, quando volevo solo che ascoltassero le mie canzoni.

Di cosa ti accusavano?

Di essere un raccomandato e di non essere io a scrivere i brani. I giornalisti, nelle interviste, mi accoglievano con il cd incellofanato. Ora fanno la fila per parlare con gli artisti di Amici. Non hanno più la rigidità di un tempo.

Tre mesi dopo l'uscita del secondo album, hai deciso di rescindere il contratto con Sugar e di fermarti.

Il problema è che io non mi sentivo a mio agio in quel momento. Mi consideravano il mercante nel tempio. C'erano moltissimi pregiudizi nei miei confronti perché venivo dalla TV. Non riuscivo a far passare il messaggio che la musica non era una roba che mi avevano appiccicato addosso, ma ero un cantautore. Dicevo delle cose anche abbastanza profonde e avrei voluto essere ascoltato.

E qualcosa dentro di te si è spezzato.

Sentivo il desiderio di fare tabula rasa, volevo cancellare quello che avevo costruito fino a quel momento perché credevo nelle mie capacità ed ero fermamente convinto di poter continuare a fare musica anche staccandomi dal personaggio. Ecco, ho ucciso il mio personaggio.

Ci vuole coraggio a prendere una decisione simile. Molti temono di non riuscire più a risalire sulla giostra.

Ero consapevole che mi dovevo salvare. La prima cosa che ho fatto dall'oggi al domani è stata andare in un eremo in Veneto. Ho vissuto lì per 7 mesi.

Come scorreva la tua giornata nell'eremo?

Leggevo, scrivevo e suonavo la chitarra. Non sono religioso ma avevo stretto amicizia con Padre Ireneo che mi stava ospitando. Ogni tanto la sera facevamo lunghe chiacchierate. Si è risvegliata in me la necessità di coltivare la mia cultura. Infatti, sceso dall'eremo, sono andato all'università. Facoltà di Lettere. Preciso, però, che non ho mai avuto intenzione di lasciare la musica del tutto.

Volevi solo superare la crisi per poi ripartire.

Esatto. Ero dentro la crisi e sapevo di doverla fare evolvere in qualcos'altro. Non potevo morirci dentro. Decisi di staccare la spina. Diciamo che dall'altra parte, né Sugar, né Maria De Filippi compresero questa scelta. Ci fu una rottura.

Maria De Filippi ti comunicò i motivi della sua delusione?

Non direttamente, diciamo che lo fece per altre vie. Per me pure quello fu abbastanza traumatico perché pensavo e speravo di essere compreso. Però mi rendo conto che anche lei, in quel momento, stava costruendo se stessa. Io sono stato il primo artista che ha scoperto. Era una dimensione in cui credeva, tant'è che poi ha costruito il suo futuro professionale anche su questo. Quindi probabilmente si è sentita molto delusa dal fatto che io non avessi la capacità di reggere a quell'impatto. Ma io avevo bisogno di fare la mia strada.

Poco più di due anni dopo, però, Maria De Filippi ti chiamò perché aveva compreso che eri troppo giovane per affrontare un percorso simile.

Sì, si è scusata. Erano passati anni e io ero già in un'altra dimensione, frequentavo l'università. Avevo un progetto di ricerca musicale molto elaborato, i SoneTsenZ. Scrivevo con Edoardo Sanguineti e Gianni Maroccolo. Di certo ho apprezzato tanto le scuse e che abbiamo chiarito. Io non porto mai rancore a nessuno. Mai, per carità.

Qual è stato, invece, il problema con la casa discografica?

Premetto che nei primi due dischi c'era della sperimentazione. Le canzoni erano esattamente quello che volevo che fossero. Però volevo crescere, fare evolvere la mia musica. Non volevo ripetermi e fare sempre brani simili a Rose e fiori. Vedevo che questa dimensione non veniva capita, non comprendevano il fatto che io non fossi l'interprete a cui dai delle canzoni, ma un cantautore.

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Alessandro Errico oggi ha 52 anni

In questi 30 anni hai continuato a fare musica ma non hai pubblicato nulla. Come mai?

Perché tutti mi dicevano la solita frase: "Bisogna riposizionarsi". A me questa roba mette in difficoltà, mi dava proprio fastidio l'idea di dovermi riposizionare. Al limite si tratta di una riconnessione. Ho fatto il mio percorso. Non sono "tornato", non me ne sono mai andato. Ho finito tre dischi in cui penso di avere alzato l'asticella per me, mi sono messo alla prova e ho sperimentato.

Dato che non guadagni dalla tua musica, in questi anni hai fatto altri lavori?

Tantissimi. Ad esempio i primi del Duemila lavoravo in un call center notturno con il cappellino per non farmi riconoscere. Poi ho fatto anche altro, ma per me è sempre stato un modo per avere i soldi per sostenere la mia musica. Dopo trent'anni, quello che avevo guadagnato ormai me l'ero giocato (ride, ndr). E all'epoca un artista non diventava un brand, non guadagnava con la sua immagine come accade ora, quindi prendeva molti meno soldi. Per intenderci, non sono diventato ricco.

A dicembre riabbraccerai il tuo pubblico. Sabato 19 e domenica 20 sono previsti due concerti al Forum Theatre.

È nato tutto da una richiesta: "Ma cosa farai per i trent'anni dell'album Il mondo dentro me?" Da lì ne ho parlato sui social e sono arrivati milioni di visualizzazioni con commenti che mi hanno commosso. C'era un'intensità dietro quel ritrovarsi che ho deciso di organizzare qualcosa di più strutturato. A luglio ho annunciato la prima data e in tre giorni è andata sold out. Quindi abbiamo pianificato la seconda e sono rimasti pochi biglietti. Saranno due concerti immersivi con video e immagini, al Forum Theatre in piazza Euclide a Roma. Come un defibrillatore, spero che questi concerti risveglino in qualche modo coloro che verranno, che li aiutino a riconnettersi a qualcosa di autentico dentro di loro.

La chiusura del cerchio sarebbe andare a cantare uno dei tuoi brani ad Amici.

Non dipende da me, ma lo farei volentieri. Una cosa che farò sicuramente sarà invitare Maria De Filippi a questi due concerti perché è un compleanno anche suo, è stata determinante per l'uscita del disco "Il mondo dentro me". Ha sostenuto questo progetto, quindi è giusto che la inviti e lo farò.

E dato che non c'è due senza tre, ti piacerebbe tornare al Festival di Sanremo?

Volendo avrei anche la canzone giusta per vincerlo.

L'hai mandata a Stefano De Martino?

No, la manderò se dovessero chiedermela. Magari in futuro.

Per concludere, cosa puoi dirmi della tua vita privata?

Ho due figlie. Hanno 18 e 17 anni. Una di loro è in Spagna e tornerà proprio per assistere ai miei due concerti. L'altra vive a Roma. Se mi regge il cuore, sarà davvero emozionante cantare davanti a loro.

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