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A me non frega niente che le opposizioni condannino le violenze in piazza

Giorgia Meloni, presidente del Consiglio
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio
Io voglio che le opposizioni parlino della tragedia della dispersione scolastica. Della violenza di affitti che si prendono metà stipendio. Della violenza fra dovere scegliere di curarsi o mangiare. E poi, se avanza tempo, parliamo pure di quel povero cassonetto bruciato, va bene.

A me non frega niente che le opposizioni condannino le violenze in piazza. Anzi: se quella è la prima cosa che qualcuno ha da dire, allora è meglio che stia zitto.
Non perché io sia favorevole ai cestiti divelti o ai vestiti di marca rubati dagli scaffali, ma perché mi sembra come quelli che prima di condannare con due parole lo sterminio di massa del popolo palestinese, sentono il bisogno di fare un monologo di due ore su quanto sia brutta e cattiva Hamas. Cioè, sarei d'accordo con voi, ma se non state sul punto secondo me volete dire altro. Mi volete prendere per il culo.

Passo avanti.
Come MAGNETICA stiamo lavorando per raccontare le storie di chi decide di ribellarsi usando la violenza. Se avete qualcosa da condividere: magnetica@fanpage.it .

Passo indietro.
Se ragazzini di 11, 12 o 15 anni si mettono un cappuccio in testa e assaltano un negozio, e pensate che sia esclusivamente un problema di ordine pubblico, il problema principale siete voi. Perché sono anni che qualunque cosa accada in questo Paese il Governo parla di "sicurezza" e "ordine pubblico", e il risultato è che i reati sono aumentati. Significa che tutte le ricette che il Governo ha adottato per garantire l'ordine pubblico e la sicurezza si sono rivelate fallimentari. Ohibò, proprio come qualcuno aveva detto.

Io voglio che le opposizioni parlino della tragedia della dispersione scolastica. La violenza di un affitto che si prende metà stipendio. La violenza fra dovere scegliere di curarsi o mangiare. E poi, se avanza tempo, parliamo pure di quel povero cassonetto bruciato, va bene.

La sicurezza è la distrazione di massa perfetta di questo Governo. Perché se ci pensate, da sola, non significa niente.

Il Governo attua sempre il solito giochino, e noi ancora una volta rischiamo di caderci con tutte e due le scarpe. Puntuale come un orologio svizzero, anche questa volta a dare il via alla danza del cerino era stata Giorgia Meloni, chiedendo alle opposizioni di dissociarsi dalle manifestazioni violente. Ma le opposizioni, in piazza, avevano manifestato pacificamente. E allora da cosa si sarebbero dovute dissociare? Secondo il Governo da chi ha spaccato le vetrine e da chi ha attaccato la polizia. Ma fra queste persone c'erano esponenti del Partito Democratico? No. C'erano militanti di AVS? Non risulta. Erano in piazza con la CGIL? Neanche. Ma per Giorgia Meloni e il suo Governo, Elly Schlein doveva condannare le violenze un minuto dopo e a gran voce, altrimenti la leader dell'opposizione sarebbe diventata come coloro che avevano frantumato le vetrine poco prima.

A Giorgia Meloni non importava davvero della condanna, ma che si parlasse di questo. Voleva scegliere il terreno sul quale scontrarsi con le opposizioni.

Provo a spiegarla in altre parole: l'obiettivo del Governo non è mai stato quello di aumentare la condanna sociale verso un reato (spaccare vetrine o attaccare la polizia) a cui nessun esponente d'opposizione aveva partecipato, ma creare abbastanza confusione perché si parlasse di quello, e si associasse in qualche modo l'opposizione di sinistra al teppismo. Anche se non ci avevano partecipato, anche se non li avevano convocati, anche se probabilmente molti di quelli che hanno attaccato la polizia neanche conoscono Elly Schlein (e forse in qualche caso l'avrebbero probabilmente trattata come hanno fatto con le vetrine).
Ma Giorgia Meloni ha scelto di trattare la leader dell'opposizione come fosse la capo dei casseurs, per dirla alla francese. Cioè dei teppisti e dei saccheggiatori.

Attraverso questa continua operazione di distrazione di massa, il Governo non si sente costretto a parlare degli stipendi fermi da anni. Del lavoro povero. Del costo della vita insostenibile per milioni di persone. Del costo del carburante. Della mancanza di case a prezzi decenti. Di una sanità pubblica a cui vengono tagliate risorse a favore dei privati. Della scuola pubblica malmessa e vandalizzata dalle scelte di Valditara.
Il Governo, ancora una volta, è riuscito a non parlare di quei ragazzi scesi in piazza per vandalizzare e rubare. Ha parlato solo delle loro azioni. Perché i modi sono pessimi (dobbiamo condannarli di nuovo?) ma il disagio è reale, e la politica si dovrebbe occupare del disagio anche quando questo non sa esprimersi nei modi che riteniamo corretti.

Il Governo di Giorgia Meloni, ancora una volta, ha seguito la tradizione che ha inaugurato: cercare di spostare qualunque argomento sul terreno della sicurezza, usandolo come paravento per tutto il resto. Il Governo italiano si è messo dietro le vetrine e ha iniziato a gridare "Ohi, mi fai male".
Lo ha sempre fatto, a partire da uno dei suoi primi atti, ve lo ricordate? La lotta contro i rave party. Poi il grande classico: gli immigrati. E poi i centri sociali. I rom. Coloro che manifestano. I maranza. Le seconde generazioni. Pinco e pallo. Chiunque ma non loro. Tutti ma non loro: il Governo. L'unico che dovrebbe prendersi le responsabilità perché è l'unico capace di fare le leggi, tra l'altro da quattro anni con una maggioranza che se non è bulgara allora è bolscevica.

È una tecnica, non è un caso. Facciamo qualche esempio: fra otto giorni in Israele si voterà, e due giorni fa sono stati uccisi altri due bambini. Sempre due giorni fa Donald Trump ha dato il suo sostegno pubblico al "grande guerriero Netanyahu". Ma in quelle ore Giorgia Meloni era impegnata a chiedere all'opposizione di condannare i cassonetti bruciati in piazza. Parlano dei cassonetti per non parlare dei due grandi alleati che la destra italiana da anni si è scelta e sostiene.

Ancora un esempio. La Procura di Roma ha chiesto un'indagine formale per 14 altissimi esponenti del Governo israeliano e dell'IDF per le violenze contro gli attivisti e le attiviste della Global Sumud Flotilla, ma il Governo non ha commentato, era impegnato a chiedere alle opposizioni di condannare una decina di ragazzini minorenni per le scarpe rubate dagli espositori.

Ancora uno. In Italia 5,4 milioni di persone sono escluse dalla possibilità di accesso alle cure e all'acquisto di beni alimentari anche di prima necessità, ma il Governo era troppo impegnato a chiedere alla sinistra di prendere posizione contro qualche vetrina in frantumi, altrimenti secondo il Governo la sinistra sarebbe diventata complice di quel sasso.

La propaganda è questa cosa qui: provare a spostare l'attenzione obbligando l'opposizione a difendersi da qualcosa a cui non ha mai partecipato, e che non ha mai difeso neanche a parole.

Per questo dico: non me ne frega niente che le opposizioni condannino le violenze di piazza, lo do per scontato. Io voglio che il Governo sia inchiodato alle sue responsabilità per aver permesso che questo Paese degradasse allo stato di fame persistente, e che in mezzo a tutto questo i patrimoni dei ricchi diventassero materia d'adorazione e non d'imposta.

Ricordate lo sketch di Corrado Guzzanti? Interpretava un automobilista alla guida di una vecchia Volkswagen Golf, che investiva un povero pedone sulle strisce pedonali (interpretato da Marco Marzocca). Invece di scusarsi e soccorrerlo, l'automobilista spostava immediatamente il discorso sulla politica pur di non ammettere la propria colpa. Il proprio fallimento alla guida. Così appena sceso dall'auto intimava al povero pedone di dichiararsi anticomunista. Lui non capiva e farfugliava, e allora Guzzanti insisteva urlandogli "e allora Stalin?" E alla fine il povero pedone, confuso, se ne andava.

Ecco: l'opposizione oggi rischia di essere il povero pedone, che se ne va invece di restare nelle piazze insieme a quella stragrandissima maggioranza di persone che manifesta contro i salari bassi e il costo della vita che ti rende povero anche quando uno stipendio ce l'hai, e magari fino a dieci anni fa pensavi di essere parte della "classe media". Non lo siamo più, milioni di persone oggi arrancano. Non hanno soldi per comprare un quaderno o i pennarelli nuovi alla figlia che inizia l'asilo.

Ah, solidarietà al povero cestino, ci mancherebbe altro.

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Sono giornalista e video reporter. Realizzo reportage e documentari in forma breve, in Italia e all'estero. Scrivo libri, quando capita. Il più recente è "Siate ribelli. Praticate gentilezza". Ho sposato Fanpage.it, ed è un matrimonio felice. Racconto storie di umanità varia, mi piace incrociare le fragilità umane, senza pietismo e ribaltando il tavolo degli stereotipi. Per farlo uso le parole e le immagini. Mi nutro di video e respiro. Tutti i miei video li trovate sul canale Youmedia personale.
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