“Bitini, pisciaseduto e crocierista”, la Global Sumud Flotilla secondo gli odiatori seriali
È uscito il primo documentario di MAGNETICA a un anno esatto dalla Global Sumud Flotilla. Abbiamo ricostruito in un video di 33 minuti il viaggio che ho compiuto, tramite immagini sfuggite ai militari israeliani e fino a oggi in gran parte inedite.
Per realizzare questo documentario siamo partiti da una domanda: oggi cosa è rimasto di quella missione umanitaria, la più estesa della Storia? Che cosa non è stato ancora raccontato? Perché possiamo parlare di "evento mondiale", e in che modo il viaggio della Global Sumud Flotilla ha cambiato il genocidio ancora in corso in Palestina e nella Cisgiordania? Cioè: davvero lo ha cambiato?
Per dirla senza giri di parole: a cosa è servita la Flotilla, se oggi continuiamo ad assistere a "un'operazione di pulizia etnica a bassa intensità"?
Partiamo da qui: nelle opinioni di chi odia, la Global Sumud Flotilla non è servita a niente. Nelle opinioni di chi odia non saremmo neanche dovuti partire, di più: non avremmo mai dovuto pensare a una missione umanitaria. Gli odiatori pensano alla loro pancia piena e se la grattano mentre scrivono "vi siete fatti la crociera".
Ma cosa vuol dire "Bitini"?
"Bitini" è parola probabilmente traducibile come "imbecille, stupido", e che oggi migliaia di persone trovano divertente usare per appellarmi, su una quantità di pagine social e anche fra i commenti a quasi tutti i miei post.
In altre parole: mi chiamano con l'insulto che l'esercito israeliano mi obbligava a ripetere, di fronte a soldati che se la ridevano mentre mi picchiavano sulla schiena e sulla testa. Lo dico con chiarezza: tutto questo si chiama violenza.
Non è una questione personale, tra l'altro io ho la scorza dura, mi tange in modo limitato e lo rilevo soltanto perché penso sia giusto dirlo. Lo rilevo perché mai qualcuno possa pensare che sia invece normale un tale tentativo di delegittimazione. Il fatto che a me non procuri l'ernia alla pazienza (o almeno non più di tanto) e che anzi io mi senta in grado di utilizzare questo fatto per aprire porte invece che per chiudermi a riccio o per ammazzarmi, non significa che questa violenza non sia indegna e che qualcun altro in condizioni simili non possa arrivare a uccidersi. Perché fidatevi: quella che praticano è violenza.
Magari non ci pensi quando leggi scritto "bitini". Ma dietro "bitini" ci sono dei mondi che agiscono non per satira, ma per scartavetrare la pelle delle persone più fragili. Mondi che proteggono il potere e si muovono in gruppo, e che spesso da questo potere ottengono una forma di gratificazione, non necessariamente economica.
Certo, qualcuno mi scrive bitini "tanto per fare". In pochi non sanno cosa significhi, ma è possibile che alcuni lo scrivano semplicemente per emulazione. Ma c'è gente che uccide, per emulazione. Qualcun altro, poi, lo scrive senza pensarci. Ma smettere di pensare assumendo il linguaggio di chi è abituato a torturare fisicamente i palestinesi, e con gli occidentali non può e allora s'inventa torture psicologiche come il cambio di nome e le botte sulla schiena, significa avere scelto di diventare complici. Come agiscono? Si mettono d'accordo sui gruppi Telegram e poi vengono a colpire dove fa più male. Lo fanno con me, in particolare, ma anche con altre persone politicamente esposte. Individuano gli obiettivi e prendono la mira. Poi alzano gli insulti tutti insieme.
Chi sono questi odiatori seriali?
Stiamo parlando (anche) dei nostri vicini di casa o di pianerottolo. Spesso partecipano alle nostre stesse cene di Natale o Capodanno. Fanno scoppiare i petardi per far ridere i figli, li tengono in braccio orgogliosi durante le foto ricordo; qualche volta li accompagnano ai compleanni. Non hanno la coda biforcuta e non sono verdi. Non sono diavoli e non sono extraterrestri. Sono odiatori seriali. Gente normale.
Gli odiatori seriali, quelli che lanciano sanpietrini a forma di parole, se non vi fanno così tanto orrore quando li leggete (o addirittura vi sembrano sopportabili e qualche volta "simpatici", certamente "innocui"), è perché non se la sono mai presa con voi. Pensateci.
Perché usare ossessivamente la parola "Bitini" per insultarmi, cioè – come ho raccontato – il termine che i soldati mi obbligavano a ripetere prima di entrare nel carcere israeliano, dopo avermi tolto il mio nome e ogni documento di riconoscimento (mai più restituito), è una forma di violenza. Farlo in centinaia o migliaia, coordinati, non è bullismo. Si tratta di pianificazione politica per distruggere chi (evidentemente) con le sue parole riesce ad arrecare qualche fastidio alla loro narrazione.
E perché mi scrivono pisciaseduto?
Perché per loro "fare pipì da seduti" è da femmine. In barca non c'era alternativa al fare pipì seduti, a causa delle onde. E allora prendermi in giro per qualcosa che nella loro testa "fanno le femmine e non dovrebbero mai fare i veri uomini" secondo loro è molto divertente.
Gli odiatori seriali se la prendono sempre con la parte più fragile del carro, e in questo modo tutelano chi ha potere. Sono la scorta di chi è già protetto. Soccorrono le potenze nel momento del piccolo bisogno, quando magari un articolo li mette a nudo.
Gli odiatori seriali che scrivono "bitini" o "crocierista" non stanno con chi subisce un genocidio, o con chi ha osato raccontarlo mettendoci il corpo e le parole e navigando in direzione Gaza; gli odiatori seriali non stanno con chi prova ad aprire un corridoio umanitario portando aiuti con la Global Sumud Flotilla. Gli odiatori stanno con i carnefici, al caldo delle loro comode case mai bombardate.
Anche per questo l'enorme lavoro di ricostruzione video che abbiamo fatto credo valga la pena di essere visto. Perché gli odiatori stanno dalla parte dei silenzi e della compromissione del racconto. Questo video, invece, vi porta dentro una storia che mai vi era stata raccontata in questo modo, con le immagini che ero riuscito a salvare dal sequestro dei soldati israeliani durante il mio viaggio sulla barca Karma, con la Global Sumud Flotilla.
Un anno dopo, la Palestina è ancora qui.