Scotto (Pd): “Il Governo sta bloccando le sanzioni a Israele e le indagini della Procura sulla Flotilla”

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“Il Governo italiano è stitico, deve pretendere che questo processo vada fino in fondo”. Per MAGNETICA abbiamo intervistato Arturo Scotto, parlamentare sequestrato con la Global Sumud Flotilla, che accusa l’esecutivo di rifiutare la richiesta di rogatoria della Procura di Roma e bloccare le sanzioni a Israele.

Dormivo in cuccetta con Arturo Scotto, parlamentare del Partito Democratico, durante il nostro viaggio con la Global Sumud Flotilla, ormai un anno fa. Otto persone in pochissimi metri quadrati. Abbiamo condiviso emozioni, paura e cibo. Insieme anche agli altri componenti della missione umanitaria fummo sequestrati in acque internazionali e incarcerati dall'esercito israeliano; subimmo torture e la scorsa settimana lo ha scritto ufficialmente anche la Procura di Roma, mettendo sotto indagine 14 fra i vertici dell'IDF e del Governo israeliano.

Su quel viaggio con la Global Sumud Flotilla – a bordo della barca Karma – ho realizzato un documentario di 33 minuti con MAGNETICA, un documentario con immagini inedite sfuggite al sequestro dei militari israeliani e uscito solo qualche giorno fa per gli abbonati a Fanpage.it: "Un anno dopo la Palestina è ancora qui. Il video con le immagini inedite sfuggite ai militari israeliani".

Ho deciso di intervistare Arturo Scotto per commentare con lui la decisione della Procura di Roma e le possibili conseguenze.

Ora cosa dovrebbe fare il Governo italiano, dopo la decisione della Procura di Roma?

Dovrebbe procedere sul terreno politico, perché fra gli attivisti fermati e umiliati dall'esercito israeliano ci sono anche quelli italiani. Tu, Saverio, lo sai bene. E lo sanno le altre persone che con noi costituivano l'equipaggio della barca Karma. Non è accettabile che da parte del Governo non ci sia stata una parola né da Tajani né dagli altri Ministri.

Un Governo immobile.

Permettimi questa parola: stitico. Non agisce neanche di fronte all'evidenza. Si sottrae a ogni decisione e tenta di comprometterne alcune, positive, di altri Paesi.
Noi avevamo presentato delle interrogazioni parlamentari già nel mese di aprile, dove chiedevamo al Governo italiano di assolvere alle richieste di rogatorie che erano venute dalla Procura di Roma dopo le prime deposizioni e indagini che erano scaturite dalle denunce presentate dagli attivisti della prima Global Sumud Flotilla. Il Governo italiano non ha mai risposto.
Eppure, ora, la Procura di Roma ha individuato una vera e propria catena di comando, 14 persone comprendenti i vertici più alti della marina militare israeliana, della polizia e dell'esercito israeliano; e poi  due ministri del Governo di Benjamin Netanyahu.

Ora a che punto siamo?

La magistratura ha potuto procedere con la chiusura delle indagini e con l'individuazione dei responsabili. Ora il Governo deve fare il passo in più: deve pretendere che questo processo vada fino in fondo.

In che modo?

Deve fare degli atti conseguenti nei confronti dei vertici di Israele.

Mi fai degli esempi?

Assolvere alle richieste di rogatorie, prima di tutto. Ma non solo: il Governo italiano ancora oggi blocca la sospensione dell'accordo di associazione tra Unione Europa e Israele, che invece proprio all'articolo 2 prevede una cosa molto semplice: che se uno dei due contraenti viola i diritti umani e il diritto umanitario internazionale, quell'accordo decade. Il governo italiano si è sottratto all'applicazione di quell'articolo, a differenza ad esempio di Paesi come Francia, Olanda e Belgio, che hanno chiesto di sospendere l'accordo. Esattamente come prevederebbe quello stesso accordo.

Ti vengono in mente altri esempi?

Certo. L'Italia non si è unita ai 12 Paesi, fra cui Canada, Francia e Gran Bretagna, che hanno deciso di emettere delle sanzioni verso i coloni e di interrompere qualsiasi flusso commerciale con i prodotti degli insediamenti illegali.
Non solo: il governo italiano ha dimostrato una certa stitichezza anche nella condanna delle sanzioni inflitte da Donald Trump alla Corte Penale Internazionale pochi minuti dopo che il Comitato per il Nobel di Oslo aveva insignito Navi Pillay del Premio Nobel per la Pace 2026.

Ricordiamo chi è Navy Pillay?

È giudice della Corte Penale Internazionale e presidente della Commissione Indipendente delle Nazioni Unite che ha stabilito, insieme a 70 personalità indipendenti, che a Gaza c'è stato un genocidio.

Tra l'altro la Commissione europea avrebbe la possibilità di rendere inefficaci le sanzioni di Trump verso la Corte Penale Internazionale.

Esatto. Anche in quel caso l'Italia non si è unita ai Paesi europei che spingono la Commissione a usare il cosiddetto statuto di blocco, che appunto consentirebbe alla commissione europea di bloccare le sanzioni di Donald Trump alla Corte Penale Internazionale. Potrebbero rendere inefficaci quelle sanzioni, dato che la CPI opera sul territorio, e dunque all'interno della giurisdizione, dell'Europa.

Perché l'Italia ha questa timidezza nel riaffermare dei principi di semplice carattere umano?

Il Governo ha fatto altre scelte: ad esempio quella di spendere 14 miliardi di euro in due anni per riarmarsi. Ha scelto la logica della potenza.

Eppure il principio umanitario dovrebbe essere nella tradizione del nostro Paese.

Esatto. La Corte Penale Internazionale è nata a Roma, il trattato è stato firmato alla fine degli anni '90 nella capitale d'Italia. È figlio della migliore giurisprudenza italiana, penso a Cassese e penso a Conso. Ed era nata innanzitutto per dare giustizia alle vittime dei crimini di guerra. Il fatto che l'Italia non avverta questo legame storico con il diritto internazionale spiega la qualità delle alleanze che ha stabilito in questi anni. Sono alleanze figlie di un asse politico e culturale con una destra estrema che oggi nel mondo sta prendendo spazio e spesso lo governa: da Trump a Putin, da Netanyahu passando per Bolsonaro. Presidenti che vogliono far saltare l'armatura del diritto internazionale, che dopo la Seconda Guerra Mondiale i nostri nonni e le nostre nonne si erano dati.

Mi fai qualche esempio di degradazione del diritto internazionale?

Pensa alle Nazioni Unite, un organo ormai senza potere. Addirittura la Presidente del Consiglio italiano, prima volta nella storia, non è andata nemmeno all'assemblea generale annuale delle Nazioni Unite, preferendo partecipare alla Milano fashion week. È il segnale che le Nazioni Unite sono considerate un organo che non conta più niente. Ma lo ripeto perché voglio che sia chiaro: tutta quell'armatura ha significato Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, ha significato le leggi contro il genocidio, ha significato Corte Penale Internazionale, ha significato garanzia perché le guerre non tornassero a essere la levatrice della Storia e i genocidi non potessero più determinarsi dopo la Seconda guerra mondiale. E invece oggi ci troviamo di fronte al tentativo di segare l'albero sul quale siamo seduti, mettendo in discussione i capisaldi del diritto internazionale. Questa trasformazione del ruolo e della funzione del nostro Paese è il segnale di un cambio di regime pericoloso, che va contrastato con forza perché rischia di portarci fuori dalla nostra tradizione e fuori dalla nostra Storia.

Ho un'ultima domanda, se vuoi più personale. Ti è piaciuto il documentario di MAGNETICA sulla Global Sumud Flotilla? Ci abbiamo lavorato a partire dalle immagini che avevo salvato dal sequestro dei soldati israeliani. Ci sei ovviamente anche tu, eravamo sulla stessa barca.

Lo proietteremo al Parlamento italiano, ti va?

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