Nella giornata di venerdì 30 giugno saranno staccati i macchinari che tengono in vita il piccolo Charlie Gard, il bambino di dieci mesi ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra per una rara malattia che per i medici non si può curare e lo costringe a soffrire troppo. Ad annunciare che domani verrà staccata la spina sono stati i genitori del bambino, Chris Gard e Connie Yates, che hanno perso la battaglia legale arrivata fino alla Corte europea dei diritti umani. Volevano portare a proprie spese il bimbo negli Stati Uniti e sottoporlo a una cura sperimentale. “Noi e soprattutto Charlie siamo stati terribilmente abbandonati lungo tutto il processo”, hanno detto Chris e Connie ringraziando invece tutti quelli che hanno dato sostegno, anche economico, alla loro causa. I genitori di Charlie hanno fatto inoltre sapere di voler trascorrere le ultime preziose ore col piccolo che – hanno detto – “ci lascerà sapendo di essere stato amato da migliaia di persone”.

La storia del piccolo Charlie – La battaglia dei genitori per il diritto alla vita del piccolo Charlie ha scatenato un acceso dibattito in Gran Bretagna. Tutto è iniziato quando il piccolo, dopo otto settimane di vita, ha iniziato a perdere forze e peso. Nel più importante ospedale pediatrico inglese gli è stata diagnosticata una rarissima malattia genetica, la sindrome di deperimento mitocondriale, che provoca il progressivo indebolimento dei muscoli fino a impedirgli anche di respirare. Quando i medici, constatando l'inesistenza di cure, hanno deciso di staccare i macchinari che lo tenevano in vita, i genitori si sono opposti e il caso è finito davanti i giudici. Sul caso del piccolo Charlie Gard sono intervenuti anche i vescovi inglesi che hanno usato l’aggettivo “straziante” per definire la decisione adottata dalla Corte europea per i diritti dell’uomo che ha stabilito quanto già approvato dai tribunali britannici e cioè che si possono sospendere le cure al bambino.