“Mi chiamo Simone Remigi e sono un ragazzo che ha difficoltà motorie.” Inizia così il video-appello diffuso sul web dal ragazzo che vive a Castelsantangelo sul Nera, in provincia di Macerata, nelle Marche. Il suo territorio è stato tra quelli colpiti dal terremoto del 2016, una tragedia della quale tutt’oggi si portano i segni e per la quale si pagano ancora le conseguenze, compreso quella di vivere una quotidianità più complessa. Se poi sei disabile, figuriamoci, in un paese così difficoltoso da girare tutto si complica ancor di più.

Simone nella sua denuncia lanciata in rete racconta come il suo sogno più grande, quello che ciascuna persona con disabilità come lui vorrebbe poter vivere, sia al momento sospeso in aria in mezzo a tanti punti di domanda e nessuna risposta, ma solo lunghe attese. Il ragazzo infatti dallo scorso dicembre ha preso il foglio rosa, superando la teoria per poter guidare una macchina accessibile alle sue esigenze fisiche. La nota dolente, però, è che ad oggi non ha potuto fare nemmeno una guida pratica: l’unica macchina disponibile per lui in motorizzazione ha il cambio rotto e dev’essere riparata.

“Non posso usare bene le gambe, per queste difficoltà devo avere una macchina con i comandi alle mani. Dalla scuola guida però mi hanno detto che la macchina adeguata è rotta ed è dal meccanico, così sono cinque mesi che sto aspettando di prendere la patente ma il tempo sta ancora passando…”

Purtroppo il foglio rosa di Simone scadrà il prossimo 21 Giugno. Per questo motivo la risposta che si è sentito dare dalla motorizzazione come “soluzione alternativa” in attesa di risolvere il suo problema è stata, a suo dire, inaccettabile.

“Mi hanno detto di prolungare il foglio rosa attraverso una nuova visita: mi sento preso in giro! Questa è ancor di più un’umiliazione nei miei confronti.”

Simone vive in un luogo dove spostarsi è difficile, ma per una persona con disabilità essere un po’ più liberi e non dover dipendere da qualcuno dovrebbe essere un diritto garantito, proprio in nome di quel concetto di autonomia che tanto dovremmo raggiungere all’interno della società, abbattendo barriere non solo architettoniche ma anche culturali, rendendo le persone tutte uguali grazie ai giusti strumenti.

“Chiedo solo di prendere la patente, niente di complicato. Ne ho bisogno, per me rappresenta la libertà. Finalmente potrei essere più autonomo e più libero di fare quel che devo.”

In pochi giorni il suo video ha superato le 25.000 visualizzazioni, dando vita ad un fiume di solidarietà e comprensione, tra offerte di passaggi e proposte di prestiti di automobili senza barriere. Ma in tutto questo Simone ci tiene a precisare che non chiede alcuna donazione o aiuto esterno, ma semplicemente che vengano tutelati i suoi diritti. Un motivo in più per ascoltarlo e velocizzare questi dannati tempi burocratici.