La Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci torna a Milano. Non proprio quella conservata al Louvre, di mano del grande genio toscano, ma una che la ricorda molto da vicino. Perché si tratta di una magnifica copia dello stesso periodo del dipinto opera dell'allievo Francesco Melzi, custodita nella chiesa di San Michele sul Dosso, proprio davanti alla basilica di Sant'Ambrogio e in simmetria con il luogo dove era ospitata la prima grande versione della sacra conversazione, quella ora esposta al Louvre di Parigi.

Melzi, seguace di Leonardo e suo amico, realizzò La Vergine delle Rocce del Borghetto, come una copia di alta qualità della celebre Sacra Conversazione leonardesca, conservata al Louvre di ParigiLa tela dell’allievo prediletto di Leonardo da Vinci, fedele all’originale nelle dimensioni, ma realizzata su tela rettangolare e non su tavola centinata, è stata esposta precedentemente solo per poche settimane nel dicembre 2014 a Palazzo Marino, accanto alla Madonna Esterhazy di Raffaello.

Quest'anno, per la prima volta, si rende accessibile nell'anno del cinquecentenario del grande artista, una  La Vergine delle Rocce del Borghetto resta un'opera evocativa del lavoro di Leonardo e sarà visitabile al pubblico nel complesso conventuale di Milano per tutto il 2019. Secondo Raffaella Ausenda, curatrice del catalogo edito per l’occasione da Skira – la copia di Melzi è:

straordinaria nella perfetta misura dell’opera, nel materiale pittorico e nella qualità del disegno delle figure. Sono rarissimi  i dipinti (se ne contano tre) oggi conservati in prestigiose collezioni d’arte, considerati dagli studiosi specialisti copie coeve d’alta qualità formale del capolavoro leonardesco entrato nella collezione dei re di Francia. E, anche confrontandola con queste, La Vergine delle Rocce del Borghetto le supera.