Un asteroide di 11 metri sta misteriosamente accelerando nello spazio, esclusa l’ipotesi cometa oscura
A milioni di chilometri dal Sole orbita un asteroide chiamato 1998 KY26 che si sta comportando in modo piuttosto strano, rappresentando un vero e proprio grattacapo per gli scienziati. L'oggetto, infatti, sta subendo un'anomala accelerazione non gravitazionale, come quella di cui si è molto discusso per l'oggetto interstellare 3I/ATLAS, a lungo accostato da alcuni esperti a una potenziale tecnologia aliena. Gli asteroidi, infatti, nel nostro sistema vengono normalmente “sballottati” e spinti dalle forze di attrazione gravitazionale del Sole e dei pianeti, quindi in genere sono piuttosto prevedibili. La difesa planetaria si basa proprio sul costante monitoraggio delle traiettorie dei Near-Earth Object (NEO), ovvero degli oggetti vicini alla Terra.
Alla luce di questa anomala accelerazione non gravitazionale, i ricercatori hanno ipotizzato che 1998 KY26 non fosse un asteroide, bensì una cometa oscura, ovvero una cometa priva delle caratteristiche chioma e coda che adornano questi splendidi oggetti. Entrambe le tipologie di comete possono subire queste accelerazioni a causa del degassamento, innescato dalla sublimazione di sacche di ghiaccio legata al riscaldamento del Sole. In parole semplici, i getti di gas espulsi da questo processo possono fungere da motori naturali in grado di deviare l'oggetto dalla sua traiettoria, stabilita dalla forza di gravità. È per questo che si parla di accelerazione non gravitazionale. Ma per 1998 KY26 c'è un problema. Un nuovo studio, infatti, ha determinato che l'oggetto è troppo caldo per mantenere sulla superficie e all'interno sacche di ghiaccio sufficienti a consentire la sublimazione. In sostanza, sarebbe privo del “carburante” necessario per generare questi getti di sostanze volatili e quindi per accelerare. Non sappiamo da quanto tempo si trovi nella sua orbita attuale, ma secondo i calcoli degli scienziati, con una simile accelerazione il ghiaccio dovrebbe consumarsi nel giro di una sessantina di anni, quindi è molto probabile che non ce ne sia più. Ecco perché 1998 KY26 rappresenta un vero e proprio enigma: gli scienziati non sanno dare una spiegazione a questa anomala accelerazione.
A determinare che l'accelerazione non gravitazionale dell'asteroide 1998 KY26 non sia spiegabile con la teoria della cometa oscura sono stati gli scienziati Korbin Hansen e Masatoshi Hirabayashi della Scuola di Ingegneria Aerospaziale “Daniel Guggenheim” presso il Georgia Institute of Technology di Atlanta (Stati Uniti). I due ricercatori sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto diverse simulazioni termiche sull'oggetto, tenendo in considerazione tutti i principali parametri fisici e chimici noti fino a oggi grazie alle osservazioni. L'oggetto è innanzitutto piuttosto piccolo, dato che ha un diametro di appena 11 metri; inoltre ruota velocemente su se stesso, completando una rotazione in circa 5,35 minuti, e presenta un'albedo elevata, cioè riflette molta luce. Ciò, secondo gli studiosi, è compatibile con gli asteroidi di tipo E, tipicamente caratterizzati da basse concentrazioni di acqua.
In presenza di questa accelerazione anomala, il professor Hansen e il collega hanno deciso di condurre simulazioni attraverso un modello termo-fisico tridimensionale, con le quali hanno calcolato la temperatura in varie zone dell'asteroide, dalla superficie fino al nucleo. Lo hanno fatto in 13 scenari differenti, variando parametri come albedo, orientamento dell'asse di rotazione, capacità termica e altro. Tutte le simulazioni sono giunte alla medesima conclusione: le temperature medie sia all'interno sia all'esterno di 1998 KY26 risultano sensibilmente superiori a quelle che permetterebbero la conservazione di sacche di ghiaccio nel vuoto dello spazio. Le zone più fredde hanno una temperatura media di -61 °C, freddissima sulla scala dei valori umani; tuttavia, affinché le sacche di ghiaccio in profondità possano sopravvivere all'interno dell'oggetto, dovrebbero trovarsi a circa -128 °C. L'asteroide è troppo caldo per comportarsi come una cometa oscura, proprio perché non ha il carburante necessario per queste accelerazioni non gravitazionali.
I ricercatori hanno calcolato che, se anche solo l'1 percento della massa dell'oggetto fosse costituito da ghiaccio d'acqua, esso si disperderebbe nell'arco di 2.000 anni, mentre quello associato all'accelerazione avrebbe una resistenza di appena una sessantina d'anni. In termini squisitamente astronomici parliamo di valori infinitesimali, considerando che il sasso spaziale potrebbe avere miliardi di anni. Non sappiamo da quando sia entrato nella sua orbita attuale e magari l'accelerazione anomala è legata al degassamento dovuto all'esaurimento delle sue ultime scorte; inoltre potrebbero essere coinvolti altri fenomeni. Fra quelli citati dagli esperti figurano la pressione della radiazione solare, l'effetto Yarkovsky con emissione termica anisotropa oppure errori di calcolo nella sua orbita. 1998 KY26 orbita tra 0,98 e 1,48 UA (unità astronomiche) dal Sole, ovvero tra circa 147 e 221 milioni di chilometri, quindi è costantemente sottoposto al riscaldamento della stella. La Terra, del resto, si trova a 1 UA dal Sole, circa 150 milioni di chilometri.
L'anomala accelerazione non gravitazionale dell'oggetto, al momento, resta priva di una spiegazione plausibile e sui social la notizia ha già attivato i complottisti che parlano di navicelle spaziali e tecnologia aliena. Circa un mese fa, l'astrofisico israeliano naturalizzato statunitense Avi Loeb, in prima linea nella divulgazione scientifica sull'oggetto interstellare 3I/ATLAS, sul suo blog Medium ha citato un articolo degli autori Hibberd e Adam Crowl, secondo i quali 1998 KY26 potrebbe in realtà essere la sonda spaziale sovietica Phobos 1, lanciata nel 1988 e persa nello spazio a causa di problemi informatici. Il mistero verrà comunque svelato molto presto: nel 2031, infatti, la sonda giapponese Hayabusa2# raggiungerà l'oggetto per studiarlo da vicino. Non resta che attendere i prossimi anni per capire esattamente con cosa abbiamo a che fare. I dettagli della nuova ricerca, “Thermally unfavorable conditions of volatile existence in near-Earth asteroid 1998 KY26, the Hayabusa2# extended mission’s target”, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Icarus.