Strana escrescenza trovata sull’osso di un dinosauro: “Lesione mai vista prima in questi animali”

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L'escrescenza sull'osso dell'iguanodonte. Credit: Royal Society Open Science
I paleontologi hanno scoperto una strana escrescenza sull’osso fossilizzato di un iguanodonte, un grosso dinosauro erbivoro vissuto nel Cretaceo. Ritengono che molto probabilmente si tratti di una lesione patologica causata da un’ulcera cutanea polimicrobica. Non era mai stato visto nulla di simile nei dinosauri.

Per la prima volta i paleontologi hanno scoperto un tipo particolare di lesione patologica in un dinosauro, una strana escrescenza su un osso provocata molto probabilmente da un'infezione batterica da ulcera cutanea acuta. L'infezione era talmente grave che si è propagata fino al tessuto osseo dello sventurato rettile preistorico. Si ritiene che soffrisse molto per il dolore e che avesse sviluppato una disabilità funzionale. Fino ad oggi non era mai stato osservato nulla di simile nei reperti fossili dei “lucertoloni” del Mesozoico.

Protagonista di questa interessante scoperta un esemplare di iguanodonte (Iguanodon bernissartensis), un dinosauro erbivoro di grandi dimensioni – poteva superare i 10 metri di lunghezza per oltre 3 tonnellate di peso – vissuto nel Cretaceo inferiore. Nel caso specifico, il fossile dell'iguanodonte fu recuperato nel sito CMP-11 (Mas de la Parreta) presso la Formazione Arcillas de Morella in Spagna. Risale esattamente al Barremiano superiore, tra circa 125 e 113 milioni di anni fa.

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Illustrazione di un branco di iguanodonti. Credit: Andrea Centini

A scoprire e descrivere la lesione patologica mai vista prima nei dinosauri è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Gruppo di Biologia Evolutiva – Facoltà di Scienze presso l'Università Nazionale di Educazione a Distanza (UNED) di Madrid, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Servizio di Radiodiagnostica dell'Ospedale Generale Universitario di Castellón. I ricercatori, coordinati dal dottor Javier Salas-Herrera, stavano analizzando la tibia destra completa del dinosauro – lunga poco più di 1 metro – associata a uno dei due scheletri parziali di iguanodonte trovati nel sito, quando si sono accorti dell'anomalia. C'era uno spesso rigonfiamento nella metà distale, con superficie liscia ed espansione corticale moderata. L'escrescenza copriva poco meno del 20 percento dell'intera tibia e non erano presenti segni di fratture o calli.

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Credit: Royal Society Open Science

Incuriositi da questa formazione, gli scienziati hanno sottoposto il fossile a una TAC presso un ospedale, facendo emergere ispessimento corticale, regioni particolarmente dense ma nessuna invasione della cavità midollare. Dopo aver escluso osteomielite, osteosarcoma (un aggressivo tumore delle ossa), callo da frattura e altre problematiche, è stato determinato che la lesione era stata provocata da un'infezione acuta del periostio, molto probabilmente innescata da un'ulcera di origine polimicrobica, ovvero causata da più specie di batteri. “Una crescita anomala nella tibia di un esemplare di I. bernissartensis viene diagnosticata come una reazione cutanea acuta, conseguenza di un'ulcera cutanea sovrastante, potenzialmente un'ulcera polimicrobica (ulcera tropicale), la cui eziologia è compatibile con un episodio traumatico-infettivo”, hanno evidenziato gli esperti.

Queste ulcere sono comuni nelle aree calde e umide del pianeta (tropicali) e i loro effetti vengono documentati regolarmente sia sugli esseri umani che negli altri animali. Anche la Penisola Iberica, oltre 100 milioni di anni fa, presentava queste condizioni.

Come indicato, si tratta della prima documentazione di un'infezione batterica da ulcera cutanea con periostite (il periostio è una membrana di tessuto connettivo ricco di vasi che avvolge la superficie esterna delle ossa) in un dinosauro. Le conseguenze per lo sventurato iguanodonte sarebbero state serie: dolore molto forte, ulcera estesa e cicatrizzazione avrebbero influenzato a tal punto l'azione dei muscoli da determinare una “disabilità funzionale della zampa.”

In sostanza, l'iguanodonte soffriva e zoppicava, trasformandosi in una facile preda in un mondo spietato come quello del Cretaceo inferiore, dove enormi predatori erano pronti a sfruttare ogni opportunità. Non è noto però se sia stato ucciso e divorato da un grande teropode. I dettagli della ricerca “First occurrence of polymicrobial ulcer in dinosaurs” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Royal Society Open Science.

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