Scoperta la prima pista di impronte fossili di un T. rex adulto: come camminava il tirannosauro

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Le impronte fossili del T.rex. Credit: Journal of Vertebrate Paleontology/Falkingham et al.
Un insegnante delle scuole superiori ha scoperto la prima pista di impronte fossili attribuita a un Tyrannosaurus rex adulto. Il paleontologo Filippo Bertozzo a Fanpage.it: “Guardando i segni lasciati sul terreno ci viene facile pensare a questo gigantesco animale bipede che camminava tranquillamente nelle piane nordamericane del Cretaceo Superiore.” Cos’hanno scoperto gli scienziti.

Nel Nord Dakota, negli Stati Uniti d'America, è stata rinvenuta la prima pista di impronte fossili attribuibile a un tirannosauro (Tyrannosaurus rex) adulto, una scoperta straordinaria che sta emozionando gli appassionati di dinosauri in tutto il mondo. Le orme dei giganti del Mesozoico, infatti, possono fornire ai paleontologi diverse informazioni sul loro comportamento, come ad esempio la velocità, la direzione, l'ampiezza della falcata e in alcune circostanze anche cosa stessero facendo (scappando, inseguendo, svoltando etc etc). Sono tutti dati che non possono essere ottenuti dai “semplici” scheletri fossilizzati. E poi parliamo del dinosauro più amato e conosciuto di tutti, del quale ad oggi erano note solo isolate impronte di esemplari giovani o subadulti.

A rendere queste impronte ancor più speciali vi è il fatto che i ricercatori le hanno datate a 66,5 milioni di anni fa, nel Cretaceo superiore, a ridosso dell'Evento di Chicxulub, l'impatto di un gigantesco asteroide – si stima tra i 10 e i 14 chilometri di diametro – che si schiantò in quella che è l'attuale Penisola dello Yucatan (Messico) determinando l'estinzione dei dinosauri non aviani (T. rex compreso) e la scomparsa del 75 percento delle altre specie viventi sulla Terra. Queste impronte, di fatto, sono una delle ultime e più interessanti testimonianze dell'esistenza di queste meravigliose creature, giunte comunque ai giorni nostri grazie ai dinosauri aviani (gli uccelli).

Le orme sono state scoperte dall'insegnante Kent M. Hups della scuola superiore Northglenn High School nel 2025, mentre passeggiava in un terreno federale a Marmarth. Non si trovava in un luogo qualsiasi, bensì nel sito della Formazione Hell Creek, una delle più famose al mondo – se non la più conosciuta – per la ricchezza di fossili di dinosauri. Proprio qui sono stati rinvenuti numerosi resti di tirannosauro, uno degli elementi che suggerisce la paternità delle impronte. A descriverle è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati britannici della Liverpool John Moores University, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi statunitensi del Dipartimento di Scienze della Terra del Denver Museum of Nature & Science.

I ricercatori, coordinati dal professor Peter Falkingham, docente di paleobiologia presso l'ateneo inglese, hanno determinato che la pista contiene quattro gigantesche impronte tridattili (due destre e due sinistre) ed è lunga circa 7 metri. Ciascuna impronta è lunga poco meno di 1 metro e ha una larghezza compresa tra i 60 e gli 80 centimetri. Sebbene siano molto erose ed è impossibile scorgere i dettagli fini, appartengono chiaramente a un gigantesco dinosauro teropode, essenzialmente carnivori bipedi: si distinguono chiaramente le digitazioni II, III e IV. Le impronte sono conservate come concrezioni di arenaria cementate con carbonato di calcio e risultano più dure della roccia che le circonda.

I ricercatori hanno determinato che il T. rex che le ha lasciate aveva una falcata di 4 metri e che stesse camminando con un'andatura tranquilla, circa 1,5 – 2 metri al secondo, ovvero tra i 5 e i 7 chilometri orari. Insomma, non stava correndo per inseguire una preda o per altre ragioni. I dati suggeriscono anche che l'anca del dinosauro fosse a 4 metri di altezza e che l'animale avesse un peso di 6–7 tonnellate. Si tratta dunque di un adulto di grandi dimensioni, ma non del più grande mai trovato. Sue, lo scheletro di T. rex meglio conservato, in vita era lungo 12,3 metri e aveva un peso di 8-9 tonnellate, mentre Scotty, il più maestoso, era lungo 13 metri e aveva un peso stimato di 9,5 tonnellate.

Fino a pochi giorni fa – ha spiegato a Fanpage.it il dottor Filippo Berozzo, paleontologo presso la Sociedade de Historia Natural (Portogallo) – Tyrannosaurus rex era conosciuto per molti scheletri, alcuni anche ben completi, ma delle loro impronte si sapeva ben poco. Il che rende queto fatto uno dei più peculiari nell'ambito della paleontologia dei dinosauri. Tanti scheletri, numerose ossa (come molti denti), ma pochissime impronte, isolate e non in sequenza. Finalmente, però, la pubblicazione dello studio su questa nuova pista di impronte di T. rex ci dà una visione più viva di questo famoso predatore. Guardando i segni lasciati sul terreno ci viene facile pensare a questo gigantesco animale bipede che camminava tranquillamente nelle piane nordamericane del Cretaceo Superiore. I passi, infatti, suggeriscono un movimento tranquillo e regolare, anche se ulteriori scoperte nella zona in futuro potrebbero mostrare diversi tipi di comportamento."

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Le impronte fossili del T.rex e la scnasione digitale. Credit: Journal of Vertebrate Paleontology/Falkingham et al.

Le ossa ci rivelano moltissime informazioni su questi animali, ma le impronte catturano un momento preciso del loro comportamento. Grazie a una serie di impronte, possiamo effettivamente seguire un animale mentre si muoveva sul territorio. Questo è incredibilmente raro per il T. rex”, ha affermato in un comunicato stampa il dottor Tyler Lyson, curatore senior di paleontologia dei vertebrati presso il Denver Museum of Nature & Science. Per studiarle a fondo, il team si è basato su scansioni digitali in 3D che permettono un'analisi accuratissima anche senza mai vederle dal vivo, come accaduto all'autore principale dello studio, il professor Peter Falkingham dell'ateneo inglese.

Per quanto concerne l'attribuzione, chiaramente sotto le impronte non c'è la “firma” del dinosauro che le ha lasciate, ma i paleontologi sono praticamente certi che si tratti di un tirannosauro, per tre ragioni: le dimensioni sono molto più grandi di quelle lasciate da altri tirannosauridi; nella Formazione Hell Creek l'unico grande teropode presente è il T. rex; e nella zona sono stati scavati molti resti fossili di questa iconica specie.

Molta soddisfazione per la scoperta è stata espressa anche dal professor Kent M. Hups che le ha effettivamente trovate: “Come insegnante, dico sempre ai miei studenti che la scienza inizia con la curiosità, la passione e un'attenta osservazione. Non avrei mai immaginato che questo potesse portarmi a una scoperta come questa.” Tre delle quattro impronte dovrebbero essere prelevate e trasferite presso il Denver Museum of Nature & Science. I dettagli della ricerca “A large tridactyl trackway from the Upper Cretaceous Hell Creek Formation of North Dakota, likely attributable to an adult Tyrannosaurus rex” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Journal of Vertebrate Paleontology.

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