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I pulcini di T. rex erano piccoli come gatti e letali, smentito Jurassic Park: “Cacciavano subito prede più grandi”

Analizzando fossili chiusi nel cassetto di un museo i ricercatori hanno identificato i resti dei più piccoli tirannosauri mai scoperti. I pulcini di T. rex avevano le dimensioni di un gatto e, secondo i paleontologi, erano già in grado di cacciare prede più grandi di loro. La scoperta smentisce la ricostruzione di Jurassic Park.
Una scena iconica di Jurassic Park: Il Mondo Perduto, la "riconsegna" del piccolo T. rex ai genitori adirati. Credit: Screenshot Youtube/Jurassic World
Una scena iconica di Jurassic Park: Il Mondo Perduto, la "riconsegna" del piccolo T. rex ai genitori adirati. Credit: Screenshot Youtube/Jurassic World

Esaminando a fondo alcuni fossili tenuti da tempo chiusi nei cassetti di un museo, i paleontologi – come spesso accade – hanno fatto una scoperta di straordinaria rilevanza. Dalle analisi, infatti, è emerso che si trattava dei resti dei più giovani e piccoli tirannosauri (Tyrannosaurus rex) mai rinvenuti dagli scienziati. In sostanza, stiamo parlando dei pulcini di T. rex poco dopo la schiusa, le cui caratteristiche stanno rivoluzionando – potenzialmente – ciò che sappiamo sulle prime fasi di vita del dinosauro più iconico e amato dal grande pubblico. Proprio in queste ore gli appassionati di Jurassic Park, dove il T. rex ha sempre svolto un ruolo da co-protagonista, stanno piangendo la morte di Sam Neill, l'attore neozelandese che ha interpretato magistralmente il paleontologo Alan Grant.

A scoprire e descrivere le ossa fossili dei più piccoli T. rex mai rinvenuti è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati britannici dell'Università di Bath, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di molti istituti. Fra quelli coinvolti il Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente dell'Università del Minnesota (Stati Uniti); il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Regina (Canada); il Field Museum of Natural History di Chicago; il Dipartimento di Scienze Biologiche dell'Università Statale della Florida e l'Università Statale dell'Oklahoma presso la Nazione Cherokee. I ricercatori, coordinati dal professor Nicholas R. Longrich, docente presso il Dipartimento di Biologia e Biochimica dell'ateneo britannico, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver rispolverato ossa fossili chiuse nei cassetti di un museo perché ritenute "poco interessanti" da altri studiosi.

Immaginavano di scovare resti di piccoli dinosauri adulti, e non quelli di piccoli di dinosauri giganteschi (nel caso specifico, il più iconico dei teropodi). I ricercatori si sono concentrati in particolar modo su un terzo metatarso, un dentario con denti in eruzione e vari denti isolati. Dalle analisi sono emerse numerose corrispondenze con le ossa dei tirannosauri adulti; ciò ha permesso di determinare la specie di appartenenza: Tyrannosaurus rex. Longrich e colleghi, grazie a questi reperti, hanno potuto stimare che i piccoli di T. rex pesassero attorno ai 2,5 chilogrammi e avessero dimensioni decisamente inferiori a quelle che si vedono in Jurassic Park: Il Mondo Perduto, secondo capitolo della celebre saga cinematografica. Si tratta dei T. rex più piccoli mai individuati in assoluto. I ricercatori hanno determinato che alla schiusa i pulcini avrebbero avuto un peso di appena 1,6 chilogrammi e una lunghezza simile a quella di un gatto, come mostra la grafica qui di seguito.

Confronto tra un gatto e i piccoli T. rex. Credit: Biology
Confronto tra un gatto e i piccoli T. rex. Credit: Biology

Basandosi sui dati di uccelli e coccodrilli, gli scienziati hanno anche ipotizzato che T. rex deponesse dalle 20 alle 30 uova – con possibilità teorica fino a 100 uova per nidiate eccezionali – con un peso singolo compreso tra i 2,4 e i 3,8 kg. Ciò cambia completamente ciò che si ipotizzava fino ad oggi sulla strategia riproduttiva degli iconici predatori del Cretaceo, raccontata proprio ne Il Mondo Perduto, in cui si osservano genitori inferociti di T. rex che fanno di tutto per proteggere il proprio piccolo (e lo accudiscono con cure parentali). Longrich e colleghi ipotizzano che invece i piccoli tirannosauri non fossero nidicoli, ma nidifughi (come i cavalieri d'Italia che abbiamo recentemente fotografato al Parco Nazionale del Circeo) già in grado di predare animali più grandi di loro.

Il ricordo della coppia di Tyrannosaurus rex in Jurassic Park: Il Mondo Perduto è ancora viva nella nostra memoria, attenti genitori che mettono a soqquadro foreste e città per il proprio pulcino”, ha raccontato a Fanpage.it il dottor Filippo Bertozzo, paleontologo presso il Royal Belgian Institute of Natural Sciences di Bruxelles (Belgio). “Però – prosegue il ricercatore – il nuovo studio di Longrich e colleghi sembra ribaltare questa idea. Studiando frammenti di piccole ossa lasciate ad impolverarsi nei cassetti museali, si è scoperto come le uova deposte dalla madre fossero numerose, molto di più di quelle che pensavamo prima basandoci sulla misurazione delle ossa (nb: nessun nido di tirannosauro è stato finora trovato).

I pulcini di tirannosauro sembrano essere precoci, pronti a lasciare il nido velocemente, già in grado di cacciare prede anche più grandi di loro. Per i ricercatori, questo parrebbe spostare una strategia di riproduzione "k" (pochi cuccioli, elevata cura parentale, bassa moria infantile come nel nostro caso e negli elefanti) ad una riproduzione "r" (moltissimi cuccioli, poche cure parentali, alta moria infantile, come fanno ad esempio le tartarughe marine), cambiando così l'idea che si aveva della relativa "socialità" del tirannosauro. Una risposta più concreta arriverò quando si riuscirà a scoprire un nido con uova fossilizzate (come già successo per altri gruppi di dinosauri), ma questa scoperta mostra ancora una volta come alcune delle più grandi scoperte scientifiche non sono fatte scavando sul campo ma rispolverando esemplari abbandonati nei cassetti museali e ritenuti ‘inutili' in passato.

Secondo gli autori del nuovo studio, la strategia riproduttiva dei tirannosauri emersa dalle nuove analisi rappresenterebbe una sorta di fase di transizione tra quella tipica dei rettili più primitivi (come coccodrilli e tartarughe) e quella dei “moderni” come gli uccelli, che sono dinosauri a tutti gli effetti dal punto di vista tassonomico. Come evidenzia il dottor Bertozzo, tuttavia, potremmo avere risposte più chiare solo dopo l'eventuale scoperta di nidi e uova di tirannosauro.

Ricordiamo che proprio in queste ore la casa d'aste britannica Sotheby's batterà all'asta l'esemplare di T. rexGus valutato circa 30 milioni di dollari (è uno dei più grandi e meglio conservati). Recenti studi hanno invece determinato le origini del T. rex, svelato il “mistero” delle braccia minuscole e fino a quale età continuavano a crescere questi magnifici dinosauri teropodi. I dettagli della nuova ricerca “Hatchlings of Tyrannosaurus rex and the Evolution of Dinosaur Reproductive Strategies” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Biology.

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