Prende il testosterone e inizia a delirare: “Sento le voci di Dio, vi benedico”. Uomo ricoverato per psicosi

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Un uomo di 45 anni, sottoposto a una terapia a base di testosterone, ha improvvisamente iniziato a manifestare comportamenti anomali e deliri religiosi, credendo di sentire le voci di Dio e di poter elargire benedizioni grazie a poteri speciali. L’uomo, che non aveva patologie psichiatriche pregresse, è stato ricoverato in ospedale dopo una segnalazione dei vicini. Studiando il caso i medici hanno determinato la fonte dell’evento psicotico acuto.

In India i vicini di un uomo di 45 anni hanno iniziato a notare cambiamenti repentini e anomali nel suo comportamento. Oltre a un insolito odio e sospetto nei loro confronti, accompagnati da una notevole aggressività, l'uomo – sposato ma che in quel momento viveva da solo in una fattoria – ha mostrato anche eventi di “eccessiva religiosità”, con tanto di allucinazioni divine. Diceva infatti di sentire le voci di Dio, così come voci provenienti da alcune parti del suo corpo. Inoltre mostrava idee paranoiche e deliri di onnipotenza, credendo di poter elargire “benedizioni divine” grazie ai suoi poteri speciali. Preoccupati da questa situazione, anche alla luce dell'assenza di patologie psichiatriche pregresse, i vicini hanno allertato i famigliari che hanno convinto il quarantacinquenne a recarsi in ospedale per una visita, dove è stata rapidamente diagnosticata una psicosi acuta.

L'anamnesi, la storia clinica e gli esami a cui è stato sottoposto il paziente hanno fatto emergere un quadro piuttosto chiaro in grado di spiegare ciò che gli era accaduto. Tutto era legato alla somministrazione di testosterone (dose da 250 milligrammi a settimana per via intramuscolare) iniziata l'anno prima dopo una diagnosi di osteoporosi, ma alla base dell'evento psicotico vi era soprattutto una condizione mai rilevata prima – la Sindrome di Klinefelter – che in associazione alla somministrazione dell'ormone sessuale maschile può favorire l'innesco della psicosi. Come spiegato dai medici che hanno seguito questo caso clinico, infatti, le formulazioni iniettabili di testosterone “causano picchi e cali suprafisiologici, potenzialmente aggravando la disregolazione dopaminergica in soggetti vulnerabili.”

La Sindrome di Klinefelter, che come spiegato dall'Ospedale Bambino Gesù di Roma è la più comune alterazione cromosomica nei maschi, si caratterizza per un assetto cromosomico 47, XXY (c'è un cromosoma X in più) che si manifesta con vari sintomi e segni, non sempre lampanti. Fra essi figurano ipogonadismo (testicoli piccoli); alta statura; infertilità o ridotta fertilità; scarso sviluppo dei peli del corpo; problemi comportamentali; osteoporosi; rischio di tumori e trombosi più elevato; basse concentrazioni di testosterone; muscolatura poco sviluppata; sviluppo del seno e molto altro. Il quarantacinquenne presentava molti di questi segni, ma fino all'evento psicotico caratterizzato da “iperreligiosità” e comportamento anomalo e antisociale, con disturbi del sonno e aggressività rivolta anche al personale sanitario, non era mai stata presa in considerazione. Eppure già 15 anni prima era stato seguito per l'infertilità ed erano stati rilevati livelli di testosterone molto più bassi della norma per un uomo adulto e sano (52,86 ng/dL un anno prima e 21 ng/dL alla visita dopo il ricovero per psicosi).

L'osteoporosi a 45 anni avrebbe dovuto rappresentare un campanello d'allarme per i medici, in associazione a pelle quasi glabra, spalle piccole, testicoli di dimensioni ridotte etc etc, tuttavia si era deciso solo di intervenire con la somministrazione di testosterone per contrastare la degradazione delle ossa (osservata nella colonna lombare e nel collo del femore). I due medici che hanno seguito il caso clinico, i professori Abhijeet Anand e Shobit Garg del Dipartimento di Psichiatria presso l'Istituto di Scienze della Salute e Medicina “Shri Guru Ram Rai” di Dehradun, hanno spiegato che la Sindrome di Klinefelter da loro rilevata “comporta un rischio psichiatrico intrinseco, inclusa la psicosi”, che può essere amplificato dall'ipogonadismo sottostante “e dall'improvvisa esposizione agli androgeni.” In sostanza, la somministrazione settimanale di 250 mg di testosterone avrebbe fatto da catalizzatore per l'evento psicotico a causa della condizione genetica non diagnosticata in precedenza, configurando un classico caso da “disturbo psicotico indotto da altra sostanza psicoattiva specificata”, nello specifico il principale ormone sessuale maschile.

I medici, oltre a sospendere inizialmente il testosterone, hanno sottoposto il paziente 45enne a una terapia basata su 5 milligrammi di aloperidolo (per via intramuscolare) e prometazina da 25 milligrammi due volte al giorno, in associazione al lorazepam. In pochi giorni allucinazioni, megalomania, irritabilità e altri sintomi legati all'evento psicotico sono migliorati sensibilmente e i medici hanno potuto sospendere i farmaci iniettabili, cambiandoli con risperidone, valproato e mantenendo il larazepam. Col tempo si è normalizzato anche il sonno e i deliri sono definitamente scomparsi.

Dopo una ulteriore variazione del piano terapeutico, per l'osteoporosi i medici hanno deciso di reintrodurre la somministrazione di testosterone sotto stretto monitoraggio psichiatrico, con iniezioni non più settimanali ma una volta ogni tre settimane. Il paziente e i suoi famigliari sono stati istruiti per l'aderenza alla terapia e prevenire potenziali ricadute. Recentemente è balzato agli onori della cronaca internazionale il caso clinico di un uomo con un'anguilla viva di oltre 60 centimetri trovata nel suo intestino. I dettagli del caso clinico “Parenteral Testosterone–Induced Acute Psychosis in Klinefelter Syndrome” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Primary Care Companion for CNS Disorders.

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