Va in ospedale con sangue nelle urine e dolore: medici trovano aghi conficcati nel corpo, uno anche nel cuore

Immagine
La scansione mostra un ago di quasi 4 centimetri piantato nel ventricolo sinistro del cuore. Credit: Ren et al./BMC Cardiovascular Disorders
Un uomo cinese di 35 anni con deficit cognitivi si è recato in ospedale con dolore durante la minzione e copiosa perdita di sangue nelle urine: i medici, dopo averlo sottoposto a TAC e radiografie, scoprono la presenza di molteplici aghi conficcati in varie parti del corpo. Un ago di quasi 4 centimetri trovato nel cuore.

Dalla Cina giunge un raro e sorprendente caso clinico che ha coinvolto un giovane uomo di 35 anni, recatosi in ospedale con abbondante perdita di sangue nelle urine (ematuria) e forte dolore durante la minzione (disuria). Inizialmente i medici dell'Ospedale Provinciale del Popolo di Hunan hanno pensato a un qualche significativo problema alle vie urinarie, come accaduto nel caso di una donna di 55 anni trovata con una grande spina di pesce conficcata tra vescica, retto e utero, tuttavia la situazione è apparsa decisamente più enigmatica.

Dopo aver sottoposto a TAC e radiografie il paziente, con disabilità cognitiva diagnosticata sin dall'infanzia, si sono trovati innanzi a una situazione inquietante: nel corpo del trentacinquenne, infatti, erano presenti numerosi oggetti simili ad aghi metallici conficcati in più organi e tessuti. Il più pericoloso di tutti, lungo quasi 4 centimetri, è stato trovato infilzato nel ventricolo sinistro del cuore, dove aveva iniziato a innescare dilatazione e altre anomalie, pur senza innescare (ancora) sintomi cardiaci.

Durante l'anamnesi, il paziente e i familiari non hanno saputo dare una spiegazione a questa situazione terrificante, ma i medici, come indicato nell'abstract dello studio pubblicato sull'autorevole rivista scientifica BMC Cardiovascular Disorders, ritengono che si tratti di un chiaro atto di autolesionismo nel contesto di una condizione nota come “comportamento di auto-inserimento” (Self-Embedding Behavior o SEB). Si tratta di una “forma estrema di autolesionismo, in cui le persone (in genere adolescenti) inseriscono oggetti in parti del corpo per ferirsi deliberatamente o mutilarsi senza l'intento di suicidarsi”, come spiegato in un articolo pubblicato su medscape. È in genere associato ad altre condizioni come disturbo depressivo maggiore, disturbi d'ansia e disturbi alimentari. A quanto appreso dai medici che hanno seguito il caso del 35enne, il paziente un paio di anni prima era stato ricoverato con altri due oggetti aghiformi nello stomaco.

A descrivere e trattare il caso clinico è stato un team di ricerca cinese guidato da medici e scienziati del Dipartimento di Medicina Ecografica del Primo Ospedale Affiliato dell'Università Normale di Hunan, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Chirurgia Cardiovascolare. I ricercatori, coordinati dai professori Xiangdang Long e Yingxin Ren, come specificato hanno sottoposto il paziente a varie tipologie di scansioni (imaging multimodale), facendo emergere la presenza di numerosi corpi estranei in varie parti del corpo: vescica; ossa e muscoli dell'anca; parete addominale; bacino; pene e soprattutto cuore. Un ago metallico di 3,6 centimetri era piantato direttamente nel ventricolo sinistro, rappresentando un potenziale rischio per la vita, alla luce delle anomalie innescate (come una pericolosa dilatazione). Particolarmente preoccupante anche un ago nel lume della vescica, che aveva iniziato a incrostarsi con formazioni simili a calcoli; avrebbe potuto provocare una grave infezione e altre serie problematiche urinarie.

Immagine
Le scansioni mostrano i vari aghi conficcati in più parti del corpo. Credit: Ren et al./BMC Cardiovascular Disorders

I medici hanno inizialmente deciso di concentrarsi sull'ago piantato nel cuore, sottoponendo il giovane a un delicato intervento chirurgico con apertura dello sterno. “Il paziente è stato sottoposto a sternotomia mediana elettiva per la rimozione del corpo estraneo cardiaco sotto guida ecocardiografica transesofagea (TEE) intraoperatoria”, hanno scritto Long e colleghi nell'abstract dello studio, specificando che l'ago metallico “nero e corroso è stato estratto con successo dalla porzione mediana della parete anteriore del ventricolo sinistro.” Pochi giorni dopo l'intervento i medici hanno rilevato una protrusione nel ventricolo sinistro e la sospetta presenza di un trombo, legati sia all'irritazione miocardica cronica dovuta al corpo estraneo che da un acuto “stress chirurgico perioperatorio.” Ciò ha determinato una significativa riduzione della funzione sistolica (FEVS 45%), spiegano i medici cinesi. Gli altri aghi sono stati trattati in un momento successivo. Dopo aver stabilizzato la situazione clinica, gli specialisti hanno dimesso l'uomo dall'ospedale nove giorni dopo, che è rimasto in buone condizioni per un periodo di follow-up di nove mesi.

“L'auto-inserimento di corpi estranei nel cuore (CFB) in pazienti con deficit cognitivo può essere clinicamente occulto, richiedendo un elevato indice di sospetto clinico quando è difficile ottenere un'anamnesi definitiva”, hanno sottolineato gli autori dello studio, evidenziando l'importanza dell'immaging multimodale per far emergere potenziali atti di autolesionismo. In letteratura scientifica, dagli anni '60 del secolo scorso ad oggi, si contano circa una trentina di casi di aghi conficcati nel cuore. I dettagli della ricerca “Multi-organ needle foreign bodies with postoperative left ventricular apical outpouching and suspected mural thrombus: a case report” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica BMC Cardiovascular Disorders.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views