Donna arriva in ospedale con una dilatazione al cuore, i medici: “È stata la felicità per il matrimonio della figlia”

Tre giorni dopo aver celebrato il matrimonio della figlia, una donna americana di 65 anni ha sviluppato un forte dolore toracico e difficoltà respiratorie, sintomi che l'hanno immediatamente convinta a recarsi al pronto soccorso di un ospedale. La paziente, con una storia di ipertensione, displidemia e diabete di tipo 2, che in passato aveva sofferto anche di dolori toracici atipici (ma con esami normali), è stata seguita con urgenza per il sospetto di un infarto del miocardio in corso. Il tracciato dell'elettrocardiogramma (ECG) nel tratto ST risultava inizialmente sollevato (ST-segment elevation anterolaterale), così come i livelli di troponina – una proteina rilasciata quando le cellule del cuore sono sotto stress o danneggiate – e quelli dell'ormone pBNP legato al ventricolo sinistro (rispettivamente 717 ng/L e 633 pg/mL). Questi esami rafforzavano l'ipotesi di un attacco cardiaco causato dall'ostruzione delle coronarie, tuttavia, quando la donna è stata sottoposta agli appositi esami strumentali, le arterie risultavano libere, non bloccate da coaguli di sangue o placche aterosclerotiche. Anche la risonanza magnetica cardiaca (MRI) non ha rilevato segni di infarto, edema o fibrosi. Poi i medici si sono accorti di un dettaglio sibillino.
Nel ventricolo sinistro del cuore della donna, infatti, è stata rilevata una evidente dilatazione a forma di sacco (Ballooning apicale con ipercinesia basale), che ha immediatamente messo i cardiologi sulla giusta strada per la diagnosi. La donna non era stata colpita da un infarto – come evidenziato anche dal riequilibro dei valori inizialmente alterati delle analisi – ma da una forma molto rara della cardiomiopatia di Takotsubo o Sindrome di Tako Tsubo, ovvero dalla Happy Heart Syndrome, la “Sindrome del Cuore Felice”.
A scatenare la condizione sarebbe stato proprio il matrimonio della figlia, che la donna ha vissuto molto intensamente e con estrema felicità. In sostanza, la troppa gioia per il lieto evento ha innescato una dilatazione nel ventricolo sinistro con sintomi assimilabili a quelli di un infarto acuto. Fortunatamente, pur non trattandosi di una condizione benigna (è infatti potenzialmente letale), la cardiomiopatia di Takotsubo è reversibile e i pazienti trattati possono tornare a casa in perfetta salute, come accaduto per la 65enne.
A diagnosticare la Sindrome del Cuore Felice (HHS) nella donna statunitense è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Dipartimento di Medicina Interna dell'Hackensack Meridian Ocean University Medical Center, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti il Dipartimento di Medicina Interna dell'Hamad Medical Corporation di Doha (Qatar), il Dipartimento di Medicina Interna dell'Università del Maryland e il Ministero della Salute della Giordania di Amman. I ricercatori sottolineano che la diagnosi della rara forma di cardiomiopatia di Takotsubo è stata determinata attraverso i criteri della Mayo Clinic, una delle più autorevoli organizzazioni sanitarie degli Stati Uniti. In sostanza, la disfunzione ventricolare sinistra con dilatazione accompagnata da assenza di malattia coronarica ostruttiva, miocardite (infiammazione del miocardio) e tumori come il feocromocitoma, oltre che da alterazioni ECG con modesto aumento della troponina, sono stati determinanti per arrivare alla diagnosi di Sindrome del Cuore Felice.
La cardiomiopatia di Takotsubo o Sindrome di Tako Tsubo è stata descritta per la prima volta da medici giapponesi all'inizio degli anni '80 del secolo scorso, osservando le peculiari dilatazioni a forma di sacco nel cuore dei pazienti. È stata chiamata Takotsubo perché la forma del sacco ricordava quello dei vasi di ceramica utilizzati dai pescatori per catturare i polpi. Ne esistono due forme: la Sindrome del Cuore Infranto, più comune, e la rara Sindrome del Cuore Felice (circa il 4 percento dei casi). La prima delle due è molto più nota al grande pubblico, perché spesso è associata a terribili casi di cronaca. Uno dei più tristi è il caso del 43 enne Joe Garcia, marito di Irma Garcia, una delle maestre uccise alla Robb Elementary School di Uvalde (Texas) insieme a 19 bambini nel 2022. L'uomo non ha retto al dolore per la scomparsa della compagna – con cui stava assieme dai tempi della scuola – ed è morto 48 ore dopo il tragico assalto alla scuola da parte del diciottenne Salvador Ramos.
Entrambe le forme della condizione sono legate all'esperienza di una fortissima e intensa emozione, negativa nel caso della Sindrome del Cuore Infranto (come un lutto, la perdita del lavoro, la fine di una storia d'amore, crisi economica etc etc) e positiva nel secondo caso (vincite alla lotteria, successi in carriera e, a quanto pare, anche il matrimonio di un figlio). La diagnosi non è semplice proprio perché la condizione mima gli effetti di un infarto acuto, inoltre, come indicato, pur essendo reversibile non è assolutamente da sottovalutare, perché l'anomalia cardiaca può sfociare in effetti potenzialmente mortali. La dilatazione, infatti, indebolisce il cuore e riduce la capacità dello stesso di pompare il sangue nel corpo.
I medici ancora non conoscono le esatte dinamiche patologiche in grado di innescare questa malformazione, tuttavia si ritiene possa esservi il coinvolgimento di un eccesso di catecolamine, disfunzioni microvascolari, spasmo coronarico e alterazioni metaboliche. L'innesco di questa cardiomiopatia da stress è legato proprio a emozioni travolgenti e improvvise. La donna protagonista del curioso caso clinico è stata fortunatamente dimessa dall'ospedale in perfetta salute. I dettagli della ricerca “An unexpected sequel to happiness: happy heart syndrome” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Oxford Medical Case Reports.