I livelli di testosterone negli uomini si sono ridotti del 54% in 50 anni: i nuovi dati all’ESHRE 2026

I livelli di testosterone negli uomini si sono ridotti del 54% negli ultimi 50 anni, con una netta accelerazione del declino dopo il 2000. È quanto emerge da una nuova analisi presentata al congresso annuale della European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE), che ha esaminato i livelli di ormone maschile nel corso di cinque decenni. L’andamento è stato ricostruito analizzando i dati di 102.334 uomini adulti coinvolti in 12 studi condotti in sette Paesi, coprendo il periodo 1972-2019.
I risultati mostrano una diminuzione significativa nelle concentrazioni sieriche di testosterone totale, testosterone libero e globulina legante gli ormoni sessuali, con il declino del testosterone totale che “ha subito una significativa accelerazione nel tempo, quasi raddoppiando negli studi successivi al 2000” si legge nell’abstract.
Presentando i nuovi dati, il professor Hagai Levine dell’Università Ebraica di Gerusalemme, ha parlato di “una grave crisi della salute riproduttiva maschile, alla quale non viene prestata sufficiente attenzione”.
“Abbiamo osservato un calo di oltre il 50% del testosterone totale negli ultimi 50 anni” ha affermato Levine in una dichiarazione riportata dal Guardian. “Ciò riflette un calo di oltre l’1% ogni anno, quindi non si tratta di una coincidenza, né di un errore statistico. È una tendenza molto marcata”.
Le possibili cause del calo del testosterone negli uomini
I risultati della nuova analisi si inseriscono in un quadro sempre più ampio sul progressivo peggioramento della salute riproduttiva maschile. In studi precedenti, lo stesso team di ricerca guidato dal professor Levine aveva già rilevato una marcata diminuzione del numero di spermatozoi negli ultimi 40 anni, e le nuove osservazioni sul testosterone forniscono un importante riscontro di una tendenza protratta nel tempo.
“Il testosterone è fondamentale per le funzioni riproduttive e non riproduttive, e bassi livelli di testosterone sono stati associati a una maggiore mortalità” ha osservato il professor Levine che, sulle spiegazioni del declino, ha indicato alcune possibili cause.
“Se dovessi fare una stima, e si tratterebbe di una stima ponderata, direi che forse da un quarto alla metà del calo sarebbe da attribuire all’obesità e alla sindrome metabolica” ha affermato.
Meno chiaro è invece il contributo dei fattori ambientali. Diversi studi hanno associato l’inquinamento e l’esposizione a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino a una peggiore qualità dello sperma ma, in attesa di ulteriori dati che ne chiariscano il ruolo nella salute riproduttiva maschile, secondo il professor Levine dovrebbe prevalere il principio di precauzione.
“Dovremmo trovare modi migliori per prevenire l’esposizione alle sostanze chimiche pericolose. E al momento non lo facciamo abbastanza bene”.