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Focolaio Hantavirus su nave da crociera

Nuovo caso di hantavirus confermato, l’Oms: “Stiamo monitorando più 600 persone in 30 Paesi”

Il numero complessivo dei casi confermati di hantavirus collegati al focolaio sviluppatosi sulla nave da crociera MV Hondius è salito a 12. Il nuovo caso confermato dall’Oms è un membro dell’equipaggio e si trova in isolamento nei Paesi Bassi.
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Venerdì 22 maggio l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha ufficialmente confermato un nuovo caso di infezione di hantavirus. Si tratta – ha spiegato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus – di un membro dell'equipaggio della nave da crociera MV Hondius, dove a inizio maggio si è sviluppato il focolaio dovuto al ceppo Andes, che per diverse settimane ha messo in allerta le autorità sanitarie di tutto il mondo.

Il nuovo caso – che ha fatto salire a 12 il numero complessivo delle infezioni registrate, inclusi i tre decessi – è stato segnalato venerdì dall'Olanda. La persona risultata positiva al virus è in isolamento dal giorno in cui è rimpatriata nei Paesi Bassi dopo essere sbarcata insieme alla maggior parte delle persone presenti sulla nave a Tenerife il 10 maggio.

Cosa significa questo nuovo caso

Si tratta del primo nuovo caso confermato di hantavirus da quando sono stati attivati i protocolli di sorveglianza sanitaria internazionale, nonostante – vale la piena ricordarlo – gli esperti di tutto il mondo, Oms inclusa, avessero chiarito che non si trattava di un nuovo Covid.  A Fanpage.it la virologa Ilaria Capua aveva parlato di toni da "psicosi collettiva", dato che la malattia, per quanto molto grave, non è causata da "patogeni con dinamiche esplosive".

Inoltre il fatto che questo nuovo caso sia una persona appartenente all'equipaggio della MV Hondius non è affatto un dettaglio secondario. Secondo le linee ufficiali dell'Oms infatti tutti i suoi membri, così come tutti i passeggeri a bordo della nave, sono da considerare come "contatti ad alto rischio". Per loro è stato infatti raccomandato un monitoraggio attivo per 42 giorni dall'ultima possibile esposizione (che è stata fissata con lo sbarco a Tenerife). Questo pone quindi il nuovo caso all'interno del focolaio originario e non implica un ulteriore passaggio della catena dei contagi all'esterno.

Più di 600 persone sotto monitoraggio

In linea con le tempistiche di monitoraggio raccomandate dalle linee guida, il direttore dell'Oms ha anche detto che attualmente ci sono più di 600 persone in 30 Paesi sotto monitoraggio, mentre ancora proseguono i lavori per localizzare "un piccolo numero di contatti ad alto rischio". Mentre "nessun decesso è stato segnalato dal 2 maggio, quando l'epidemia è stata segnalata per la prima volta all'Oms".

Come hanno spiegato anche a Fanpage.it diversi virologi, tra cui Fabrizio Pregliasco e Giovanni Rezza, sapevamo già che le settimane successive allo sbarco sarebbero state decisive per comprendere l'estensione del focolaio, dato il lungo periodo di incubazione tipico di questo virus.

Inoltre, la stessa Oms subito dopo l'annuncio del focolaio in corso aveva anticipato che nei giorni successivi sarebbero stati possibili nuovi casi: "Considerato il periodo di incubazione del ceppo Andes, che può arrivare fino a sei settimane, è possibile che vengano segnalati altri casi", aveva spiegato Tedros Ghebreyesus, lo scorso 7 maggio. Il ceppo Andes, responsabile del focolaio, è infatti l'unico nella famiglia degli hantavirus per il quali è nota la possibilità di trasmissione da uomo a uomo, sebbene si tratti comunque di una modalità di contato rara e legata per lo più a "contatti stretti e prolungati".

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