I farmaci per perdere peso associati a rischio rigurgito e aspirazione 11 volte superiore durante l’anestesia

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I ricercatori hanno scoperto un’associazione tra i nuovi farmaci per dimagrire della classe GLP-1 (come Semaglutide e Tirzepatide) e un rischio sensibilmente superiore di rigurgito e aspirazione polmonare durante l’anestesia. Lo studio su 47.000 pazienti.

Prima di sottoporsi a un intervento chirurgico o a un esame diagnostico invasivo che richiedono anestesia, i medici raccomandano ai pazienti di digiunare per un certo periodo di tempo. La ragione risiede nel fatto che il cibo e i liquidi eventualmente presenti nello stomaco possono essere rigurgitati come reazione al trattamento e, nei casi più gravi, finire nell'apparato respiratorio, fenomeno che gli specialisti chiamano “aspirazione polmonare”. Quest'ultima può avere conseguenze molto gravi provocando danni e lesioni al delicato tessuto dei polmoni e ai bronchi; nei casi più estremi può persino portare alla morte del paziente. Ora i ricercatori hanno scoperto che i nuovi, famosissimi farmaci per perdere peso appartenenti alla classe degli agonisti del peptide 1 simile al glucagone (GLP-1) – come la Semaglutide e la Tirzepatide – sono associati a un rischio sensibilmente superiore (ben 11 volte) di andare incontro a rigurgito e aspirazione polmonare durante l'anestesia, con tutte le potenziali conseguenze che ciò comporta.

A rilevare questa associazione tra i farmaci della classe GLP-1 e un rischio molto superiore di rigurgito e aspirazione polmonare durante l'anestesia è stato un team di ricerca internazionale guidato da medici e scienziati britannici del Dipartimento di Anestesia e Medicina Perioperatoria del Guy's and St Thomas' NHS Foundation Trust di Londra, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti la Divisione di Anestesia, Terapia del Dolore e Terapia Intensiva dell'Imperial College London, il Lewisham and Greenwich NHS Trust e la Facoltà di Medicina Duke-NUS dell'Università Nazionale di Singapore. Gli studiosi, coordinati dal professor Thomas E. Potter, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i casi di oltre 47.000 pazienti sottoposti a procedure chirurgiche o esami diagnostici con la necessità di anestesia, tutti effettuati in oltre cento strutture ospedaliere del Regno Unito.

Dei partecipanti allo studio, in 1.348 – pari al 2,9 percento, ovvero 1 su 36 – assumevano farmaci della classe GLP-1. Il più utilizzato era la Tirzepatide (70 percento circa), noto per il doppio meccanismo d'azione, poiché imita anche l'azione dell'ormone GIP (polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente. Ciò consente al farmaco di favorire un dimagrimento superiore rispetto alla Semaglutide, che invece era assunta da circa il 26 percento dei pazienti coinvolti nello studio. Nel 60 percento dei casi i principi attivi erano stati prescritti per favorire la perdita di peso, nel restante dei casi per combattere il diabete: in principio, infatti, questi farmaci erano stati ideati per contrastare la “malattia del sangue dolce”, ma le indagini sui pazienti hanno mostrato una significativa efficacia contro i chili di troppo, riuscendo a contenere l'appetito e rallentare il transito del cibo nell'apparato digerente catalizzando il senso di sazietà. Proprio questo dettaglio risulta significativo nell'ottica di un intervento sotto anestesia, per il quale, come indicato, è raccomandato avere lo stomaco il più libero possibile.

Dall'analisi statistica dei dati è emerso che nel gruppo dei pazienti che non assumeva farmaci GLP-1 si sono verificati 57 episodi di rigurgito e/o aspirazione polmonare su 45.691 pazienti, ciò significa una frequenza dello 0,12 percento pari a 1 caso ogni 802 pazienti. Nel gruppo in cui venivano assunti Semaglutide o Tirzepatide si sono verificati 19 casi su 1.348 pazienti, dunque una frequenza dell'1,41 percento pari a 1 caso ogni 71 pazienti. Le probabilità di rigurgito e/o aspirazione erano dunque superiori di 11 volte rispetto ai non utilizzatori del farmaco. Per quanto riguarda la sola aspirazione, si sono verificati soltanto due casi. Questi dati suggeriscono che le probabilità di tali eventi sono estremamente basse, ma il rischio assoluto è superiore rispetto a chi non prende questi farmaci.

È doveroso sottolineare che siamo innanzi a uno studio di associazione, che non fa emergere nessun rapporto di causa-effetto tra farmaci GLP-1 e rigurgito/aspirazione durante l'antestesia. Va anche tenuto conto che le persone che assumono questi farmaci hanno in genere problematiche che di base possono catalizzare tale rischio durante l'anestesia, come obesità, diabete e disturbi gastrointestinali. Un aspetto interessante risiede nel fatto che gli eventi si sono registrati nel 50 percento dei casi durante il risveglio dall'anestesia, dettaglio che sottolinea l'importanza anche di monitorare attentamente le fasi di estubazione e del risveglio. La sospensione dei farmaci prima di interventi che richiedono anestesia, evidenziano gli studiosi, deve comunque essere attentamente valutata dai medici caso per caso, alla luce del rischio dei picchi glicemici e altre problematiche. I dettagli della ricerca “Peri-operative glucagon-like peptide-1 receptor agonist use and outcomes: a national prospective multicentre cohort study” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Anaesthesia.

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