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Festival di Sanremo 2024

Davvero abbiamo per il 60% lo stesso patrimonio genetico delle banane? Il fact-checking di Sanremo

Durante la terza serata del Festival di Sanremo, Teresa Mannino ha iniziato il suo monologo sulla crisi climatica con quest’affermazione apparentemente bizzarra. Ma è davvero così? Ecco cosa dice la scienza sull’argomento.
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"Dobbiamo ricordarci che siamo animali umani. L’origine della vita sul pianeta è comune: il 60% del nostro patrimonio genetico è uguale a quello delle banane". Le genetica non è certo un argomento che ti aspetti da un monologo di Sanremo, eppure durante la terza serata del 74° Festival della canzone italiana Teresa Mannino, nel ruolo di co-conduttrice, è riuscita a parlare di DNA sul palco dell'Ariston e lo ha fatto senza annoiare nessuno.

Nel suo monologo, l'attrice siciliana ha parlato di crisi climatica e delle responsabilità che in questa ha avuto e ha tutt'ora la specie umana. Tutta colpa della nostra arroganza, dice Mannino: "Noi ci sentiamo superiori perché parliamo, ma gli animali o le piante comunicano in altro modo". Un concetto chiaro: gli uomini non sono migliori degli altri essere viventi che abitano il Pianeta.

Per renderlo ancora più chiaro Mannino è partita da un dato, quello secondo cui gli esseri umani condividono il 60% del loro patrimonio genetico con le banane. Il pubblico dell'Ariston ha subito riso divertito, ma l'attrice non ha tentennato un attimo: "Non è una battuta, è proprio così". Ci siamo allora chiesti se si trattasse di un'informazione scientifica o meno. Questo è quello che abbiamo scoperto.

Cosa vuol dire condividere il patrimonio genetico con le banane

Per capire se è vero che abbiamo metà del patrimonio genetico in comune con le banane dobbiamo innanzitutto chiarire cosa si intende per patrimonio genetico. Con questa espressione ci si riferisce al nostro genoma, ovvero all'insieme di geni che determinano le caratteristiche di ogni individuo, in poche parole il DNA totale di ogni organismo. È in questo, presente nel nucleo di tutte le cellule – fatta eccezione per i globuli rossi umani – che ci sono "scritte" le istruzioni essenziali per la produzione regolata delle proteine, che sono alla base del funzionamento di tutte le cellule, tessuti e organi di un individuo.

Qui inizia la parte indispensabile per capire se Mannino ha detto o meno una cosa vera. Bisogna infatti sapere che non tutto il DNA codifica proteine: le sequenze che svolgono questa informazione sono chiamate "geni". Il Progetto Genoma Umano – un programma di ricerca internazionale che aveva l'obiettivo di identificare i geni umani – ha scoperto che i geni, ovvero il DNA codificante, costituiscono solo una minima, per l'esattezza il 2%, di tutto il DNA umano.

Il resto è costituito da DNA "non codificante", pari a circa il 98%. Fino a poco tempo fa si pensava che questo fosse praticamente inutile. In realtà, poi si è scoperto che anche questo restante 98% del DNA svolge una funzione essenziale, quella di regolare l'espressione dei geni. Tutto questo per dire che "patrimonio genetico" e "geni" non sono affatto la stessa cosa.

Abbiamo metà del patrimonio genetico delle banane?

La genomica comparativa si occupa di studiare il DNA umano a partire da informazioni ricavate dallo studio del genoma appartenente ad altri organismi viventi. Da questi studi sappiamo che  il genoma o patrimonio genetico umano è identico per il 99,9% per ogni persona al mondo – è questo che ci identifica come appartenenti alla specie umana – poi c'è una piccolissima parte, pari allo 0,1%, responsabile dell'unicità di ogni persona.

Questo dato è molto forte per noi essere umani abituati a pensare di essere unici e speciali – cosa vera ma solo per lo 0,1% del nostro genoma, appunto – ma è ancora più sorprendente sapere che per il 98,8% il nostro DNA è identico a quello degli scimpanzé e infine il nostro patrimonio genetico è uguale per una parte stima intono al 40-60% a quello delle banane. Quindi possiamo concludere che sì, Teresa Mannino ha detto un dato scientificamente provato.

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