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Cos’è l’infezione respiratoria di Papa Francesco e quali sono rischi per la sua salute

Si tratta di una malattia infettiva a carico degli organi e dei tessuti che compongono l’apparato respiratorio, come la gola, le vie respiratorie o i polmoni. Possono essere causate da virus, batteri e altri agenti infettivi ma nel caso del Pontefice non si tratta di Covid.
A cura di Valeria Aiello
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Le notizie sulle condizioni di salute di Papa Francesco, ricoverato da ieri, 29 marzo, al Policlinico Gemelli di Roma per un’infezione respiratoria, stanno sollevando non pochi dubbi sul malore che ha colpito il Pontefice dopo l’udienza del mercoledì. La pluralità di patologie associate alle infezioni dell’apparato respiratorio ha infatti costretto la Sala Stampa del Vaticano a precisare che è “esclusa l’infezione da Covid-19”, mettendo da subito in evidenza come comunicazioni vaghe e incomplete siano soggette ad ambiguità che creano soltanto confusione sulla reale entità della situazione. Oltre a far emergere l’ingenua intenzione di sminuire il pericolo rappresentato dalle altre infezioni respiratorie, soprattutto in età avanzata. Ma come sta davvero Papa Francesco? E che rischio rappresenta un’infezione respiratoria per la sua salute?

Cos’è un’infezione respiratoria: cause e sintomi

Le infezioni delle vie respiratorie superiori o inferiori, a seconda dell’area colpita, sono infezioni che coinvolgono i diversi organi e tessuti che compongono l’apparato respiratorio, come naso, seni nasali, faringe e laringe nelle infezioni delle alte vie respiratorie, e trachea, vie aeree e polmoni nelle infezioni delle basse vie respiratorie. A causarle possono essere diversi batteri, virus e altri agenti infettivi – attualmente sono noti oltre 200 patogeni correlati a infezioni respiratorie – che riescono a superare le difese del sistema immunitario.

I virus più frequentemente associati alle infezioni del tratto respiratorio sono gli adenovirus,i  bocavirus, i coronavirus, gli enterovirus, i virus influenzali e para-influenzali, i rinovirus e il virus respiratorio sinciziale (RSV). Le infezioni batteriche più comuni sono invece causate da diversi ceppi di Streptococco (S. pneumonie, S. pyogenes, S. pneumonia) e da Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus, batterio emofilo dell’influenza (Haemophilus influenzae) e Mycoplasma pneumonia.

Le diverse infezioni possono essere classificate con nomi che variano in base all’agente infettivo (ad esempio, influenza) oppure in base al tipo di malattia (ad esempio, raffreddore, faringite, bronchite, polmonite). Anche se agenti patogeni specifici in genere causano manifestazioni cliniche caratteristiche (ad esempio i rinovirus sono responsabili del raffreddore comune, il virus respiratorio sinciziale causa generalmente la bronchiolite), ognuno di essi può provocare più sindromi respiratorie virali, come precisato nella panoramica sulle infezioni respiratorie dei Manuali MSD.

Pertanto, i sintomi delle infezioni respiratorie sono diversi e possono includere mal di testa, febbre, tosse, starnuti, naso chiuso o che cola, ma anche dolori muscolari, affanno, dolori al petto, respiro sibilante e sensazione di malessere generale.

Bronchite e polmonite

Le infezioni delle vie respiratorie inferiori (che includono bronchite, bronchiolite e polmonite) sono le più gravi, in particolare la polmonite. La bronchite, come la bronchiolite, comporta l’infiammazione dell’albero bronchiale e, generalmente, è preceduta da un’infezione del tratto respiratorio superiore o si manifesta come conseguenza di altre infezioni, compresa l’influenza. A scatenarla possono essere anche altri virus, inclusi i virus della parainfluenza, gli adenovirus (così come occasionalmente M. pneumoniae). La polmonite, d’altra parte, è un’infiammazione del parenchima polmonare, ossia di tutta la regione dei polmoni intorno all’albero bronchiale, e può essere frequentemente associata alla pleurite, un’infiammazione della pleura, la membrana che ricopre i polmoni.

I sintomi principali sono tosse, dolore toracico, febbre, mancanza di respiro e produzione di espettorato. In caso di polmonite “i pazienti sono tachicardiciprecisano gli esperti di Microbiologia medica – . Possono essere presenti mal di testa, confusione, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea, a seconda dell’età del paziente e degli organismi coinvolti”.

Trattamento delle infezioni respiratorie

Il trattamento di un’infezione respiratoria dipende dalla causa dell’infezione stessa, per cui la terapia può essere diretta allo specifico agente responsabile oppure, nel caso in cui ad esempio non siano disponibili farmaci mirati, può riguardare la gestione dei sintomi della malattia. Ad esempio, le faringiti batteriche e le polmoniti batteriche sono trattate con antibiotici, mentre per la maggior parte delle infezioni virali si opta per un trattamento della sintomatologia associata all’infezione.

Quali sono i rischi delle infezioni respiratorie

Un recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) ha messo in evidenza come le infezioni dell’apparato respiratorio siano causa di oltre 3 milioni di morti l’anno a livello globale, soprattutto in età avanzata. A maggior parte dei decessi è causata dalle infezioni delle vie respiratorie inferiori, principalmente polmonite, che si confermano le malattie mortali più trasmissibili.

In Italia, nel 2019, sono state 16mila le morti attribuite a queste patologie, di cui più di 14mila in pazienti con più di 75 anni. In confronto, prima dello scoppio della pandemia di Covid, i decessi dovuti a infezioni delle vie respiratorie inferiori in pazienti con più di 75 anni erano stati poco più di 13mila, mostrando come in età avanzata queste infezioni siano comunque tra le principali cause di morte e disabilità.

Tra i rischi più significativi, uno studio australiano pubblicato sull’Internal Medicine Journal, ha indicato un aumentato rischio eventi cardiaci comportato dalle infezioni respiratorie, rilevando che il pericolo di infarto aumenta di ben 17 volte nella settimana successiva a un’infezione delle vie respiratorie inferiori. Anche i pazienti con patologie infiammatorie a carico delle prime vie aeree (raffreddore, faringite, rinite, sinusite) sono risultati ad elevato rischio di infarto, il cui rischio sarebbe maggiorato di 13 volte. Questo perché le infezioni respiratorie possono scatenare un aumento della coagulabilità del sangue, per il danno ai vasi indotto da infiammazione e tossine, e per le alterazioni del flusso sanguigno.

Come sta Papa Francesco

Papa Francesco ha trascorso una prima notte tranquilla in ospedale, dove proseguirà una terapia per un’infezione respiratoria e continuerà gli accertamenti che, per ora, hanno escluso problemi cardiaci e polmonite. Il ricovero proseguirà “alcuni giorni”, dunque il tempo necessario a ristabilire le condizioni di salute del Pontefice, sollevando interrogativi sulle sue celebrazioni previste per Domenica delle Palme e la Settimana Santa di Pasqua. “Il quadro clinico è in progressivo miglioramento e prosegue le cure programmate – precisa l’ultimo aggiornamento diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede – . Questa mattina dopo aver fatto colazione, ha letto alcuni quotidiani ed ha ripreso il lavoro. Prima del pranzo si è recato nella Cappellina dell’appartamento privato, dove si è raccolto in preghiera ed ha ricevuto l’eucarestia”.

Da quanto si apprende, Papa Francesco avrebbe una forma lieve di bronchite, quindi di un’infiammazione delle mucose dell’albero bronchiale che conducono l’aria ai polmoni e che, come premesso, può essere scatenata da un virus che ha già colpito le prime vie aeree, come laringe e trachea, e che si estende ai bronchi. Il sintomo più rilevante è la difficoltà respiratoria, che si manifesta con un respiro sibilante, tosse, fiato corto, disturbi del sonno e senso di oppressione al torace.

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