Tanti alberi secchi e dall’aspetto autunnale: “La colpa è di un insetto che attacca gli olmi”

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Olmi secchi a Roma. Credit: Andrea Centini
Lungo i viali e nei giardini della Capitale non è inconsueto imbattersi in tanti alberi secchi e dalle foglie marroni, tanto che in alcune zone sembra autunno. Si tratta di olmi, colpiti da un coleottero che ne se nutre quasi esclusivamente. La spiegazione dell’ecologo Andrea Bonifazi e le foto di alberi e insetti.

Passeggiando per giardini e vie alberate di Roma in questo periodo dell'anno ci si accorge di una situazione peculiare: alcuni alberi risultano secchi e con le foglie marroncine (quando ci sono), dettaglio che conferisce loro un aspetto tipicamente autunnale, come mostrano le foto che trovate nell'articolo. Curiosamente le piante limitrofe sono verdi e rigogliose, come dovrebbe essere durante la bella stagione. Gli esperti di botanica e gli appassionati di piante riconoscono immediatamente che il problema riguarda uno specifico genere di alberi, gli olmi (genere Ulmus), appartenenti alla famiglia delle ulmacee (Ulmaceae).

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Olmi secchi a Roma. Credit: Andrea Centini

La specie più comune – e frequentemente colpita – nella Capitale è l'olmo campestre (Ulmus minor) tipico dell'Italia centrale e abbondante lungo le strade e nei parchi cittadini, ma sono coinvolti anche l'olmo montano (Ulmus glabra), l'olmo bianco (Ulmus laevis) e altre specie non autoctone ma piantate in giardini, ville e parchi della città, dove possono evidenziare danni più o meno estesi. Cosa sta succedendo a questi alberi? Perché stanno soffrendo enormemente mentre le piante nei loro pressi – come l'invasivo ailanto – godono invece di ottima salute?

La risposta, come spiegato dall'ecologo e divulgatore scientifico Andrea Bonifazi, fondatore della pagina “Scienze Naturali”, risiede in uno dei più affascinanti (e distruttivi) rapporti specie-specifici della Natura. In questo caso è coinvolto un piccolo coleottero appartenente alla famiglia dei crisomelidi (Chrysomelidae), la galerucella dell'olmo (Xanthogaleruca luteola), che è letteralmente in grado di devastare questi alberi quando è presente in abbondanza. Questo insetto, infatti, si nutre quasi esclusivamente di olmi, disinteressandosi delle altre piante. È proprio per questo che a Roma – ma anche altrove – si possono notare queste piante estremamente sofferenti e il verde vicino sano e rigoglioso, che è l'effetto di una piaga molto selettiva.

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Galerucella dell'olmo su una foglia morta. Credit: Andrea Centini

A rendere particolarmente “letale” l'azione di questo insetto, il cui adulto è lungo 6-8 millimetri e presenta una elegante livrea giallognola con bande scure, vi è il fatto che si cibano delle foglie sia gli esemplari maturi che le larve. Come sottolineato dal dottor Bonifazi in un post su Facebook, le larve divorano le foglie “lasciandone intatte solo le nervature e l'epidermide della pagina superiore”, mentre gli adulti fanno il lavoro completo creando una pletora di buchi e scheletrizzandole. Le foglie colpite diventano marroni e si staccano, impedendo all'olmo di fare la fotosintesi e sottoponendolo a una grave difficoltà. “Dove passa questo coleottero sembra autunno”, spiega il ricercatore, aggiungendo che nemmeno un incendio farebbe simili danni.

Una singola galerucella dell'olmo non rappresenta un problema, ma quando sono abbondanti diventano catastrofiche. Anche noi ci siamo imbattuti a Roma in diversi esemplari di olmo campestre devastati dall'attacco dei coleotteri, di cui ne abbiamo visto in azione alcuni esemplari. Purtroppo per le piante si tratta di insetti decisamente prolifici, dato che come spiegato da Bonifazi possono dar vita fino a tre generazioni nell'arco di un anno. “Questo piccolo e innocuo – almeno per noi – coleottero incarna alla perfezione il modo di dire ‘l'unione fa la forza‘”, ha spiegato a Fanpage.it il ricercatore romano. “Infatti, sebbene da solo non crei alcun danno, quando diventa abbondante può rivelarsi una vera e propria piaga in grado di defogliare interamente gli alberi, con tutte le ovvie conseguenze per la loro salute.” “Tuttavia – aggiunge Bonifazi – da un punto di vista ecologico rappresenta un meraviglioso esempio di rapporto specie-specifico, nutrendosi quasi esclusivamente di olmo. Una delle tante ed affascinanti sfaccettature della Natura.

Negli ultimi anni l'azione della galerucella dell'olmo nella Capitale sembra più estesa e devastante, tuttavia il problema pare non sollevare particolare attenzione (anche mediatica). Le piante secche e sofferenti, fra l'altro, in queste condizioni sono esposte agli attacchi di altri fitofagi secondari e patologie come la grafiosi, aggravando ulteriormente la situazione. L'olmo siberiano, un'altra specie del genere Ulmus introdotta nella Capitale, fortunatamente risulta resistente rispetto a questa seria malattia.

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Galerucelle dell'olmo su foglie vive. Credit: Andrea Centini

Bonifazi, che definisce il coleottero una “piaga quasi biblica” per gli olmi, sottolinea che non conosce le ragioni dell'aumento di questi insetti, né sa se fattori come l'aumento delle temperature siano coinvolti; ciò che è certo è che sempre più viali di Roma, in primavera ed estate, risultano colpiti da questi attacchi massicci. L'esperto sottolinea che nei casi più gravi si potrebbe intervenire chimicamente o con la lotta biologica, preferendo quest'ultima e con le larve come bersaglio.

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