Albero bioclimatico, come funziona la struttura di raffrescamento evaporativo davanti alla stazione di Roma Termini

Roma prova a combattere il caldo con una soluzione di raffrescamento evaporativo: davanti alla stazione Termini, nello slargo pedonale di piazza dei Cinquecento, è prevista l’installazione temporanea di un Albero Bioclimatico, una struttura che promette di abbassare la temperatura dell’aria in uscita di circa 10 °C. Inizialmente pensato per piazza San Pietro, l’Albero Bioclimatico è stato inserito all’interno del piano di riqualificazione di uno dei punti più assolati e affollati della Capitale per creare un microclima più fresco senza consumare un solo watt di elettricità.
Simbolo di innovazione sostenibile, il progetto nasce da un’intuizione di Wittfrida Mitterer, direttrice del Master in Bioarchitettura della LUMSA Master School, sviluppata insieme all’architetto tedesco Martin Haas dello studio Haas Cook Zemmrich di Stoccarda, con il contributo di Transsolar Klima Engineering, dell’Università LUMSA e della Fondazione Bioarchitettura.
Lo stesso Haas ha raccontato come l’idea abbia iniziato a prendere forma durante un soggiorno nella Capitale. “Ero a Roma in una giornata di giugno e sono rimasto colpito dal caldo, era già insopportabile all’inizio del mese. Abbiamo iniziato a chiederci come creare ombra e, allo stesso tempo, rendere più fresco lo spazio. Una semplice copertura avrebbe prodotto ombra, ma non avrebbe offerto la qualità di un albero. Così abbiamo cercato un modo per rendere la copertura evaporativa”.
Come funziona l’Albero Bioclimatico contro il caldo

Il principio su cui si basa l’Albero Bioclimatico è quello del raffrescamento evaporativo, un processo che sfrutta l’evaporazione dell’acqua per sottrarre calore all’aria, abbassandone la temperatura. “Produrre aria fresca con l’evaporazione non è un’innovazione, esiste già. Il problema è che il vento la porta via, limitando l’efficacia del sistema. Per questo abbiamo puntato a mantenere il raffrescamento il più a lungo possibile e proteggere l’aria fresca” ha spiegato Haas.

La soluzione individuata è una struttura che integra il “motore” dell’evaporazione all’interno della struttura stessa, un cilindro di laterizio riciclato. “Invece di essere nebulizzata nell’aria, l’acqua bagna il materiale poroso, che la assorbe e ne favorisce l’evaporazione grazie al sole e alle variazioni di temperatura”.
Il sistema prevede un ventilatore che genera un leggero movimento d’aria nel cilindro, alimentato direttamente da un tetto fotovoltaico, per cui funziona autonomamente senza bisogno di collegamenti alla rete elettrica. L’aria fresca, grazie all’effetto camino, scende verso il basso. “La struttura crea ulteriore ombra, aumenta l’evaporazione e protegge il flusso d’aria dai venti laterali, formando una sorta di ‘lago” di aria fresca sotto la copertura”.
Nelle intenzioni dei progettisti, la struttura non è soltanto un dispositivo climatico, ma anche il manifesto di un nuovo modo di progettare le città. “Abbiamo pensato che gli alberi potessero diventare uno strumento di narrazione: un simbolo della sostenibilità e di un nuovo modo di costruire. Al mondo non esiste un luogo migliore di Roma per mostrare come l'architettura sostenibile possa diventare parte dello spazio urbano”.
A che punto è il progetto e quanto costerà
L'installazione dell'Albero Bioclimatico in piazza dei Cinquecento a Roma, è ora nella fase degli approfondimenti tecnici ed economici necessari alla sua realizzazione.
Come precisato dall'assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, il Comune sta valutando la sostenibilità dell'intervento, il cui costo è stimato in circa 500mila euro. Solo al termine di queste verifiche sarà possibile definire tempi e modalità di realizzazione della struttura.