La Lega di Matteo Salvini ha deciso di candidare il segretario del Sindacato autonomo della Polizia, Gianni Tonelli. Tonelli è conosciuto in Italia non solo per il suo ruolo di sindacalista, ma soprattutto per tutta una serie di dichiarazioni controverse espresse in relazione alla morte di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e in merito al massacro della Scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Nel corso degli anni, Tonelli ha sempre irrotto nel dibattito pubblico difendendo pubblicamente gli agenti condannati in via definitiva per la morte di Federico Aldrovandi e gli imputati al processo per la morte di Stefano Cucchi, spesso esprimendo giudizi piuttosto duri contro i due ragazzi deceduti in seguito a dei controlli di polizia e carabinieri. Fanpage.it ha raggiunto telefonicamente Ilaria Cucchi, sorella di Stefano da anni impegnata nella ricerca della verità per la morte di suo fratello, chiedendole un commento sulla candidatura del segretario del Sap.

Come ha preso la notizia della candidatura di Tonelli al parlamento?

Purtroppo non mi ha sorpreso, in fondo parliamo di una persona che sono anni ormai che lavora per arrivare proprio a questa candidatura e che ha lavorato sulla nostra pelle per raggiungere l'obiettivo. Lui è sceso in campo puntualmente a difesa delle forze dell'ordine e ne ha preso la difesa anche nel momento in cui gli agenti sono stati condannati in via definitiva.

Si riferisce anche all'episodio dell'applauso agli agenti condannati per il caso Aldrovandi? 

Guardi, anche. Parliamo di una persona che più volte è stata querelata per diffamazione e che dovrà rispondere in tribunale delle sue affermazioni. Parliamo di una persona che da anni, a tutti gli effetti, fa campagna elettorale sulla nostra pelle. 

Quindi questa secondo lei era candidatura già da tempo nell'aria?

Io da sempre denuncio il fatto che quella di Tonelli è a tutti gli effetti una battaglia politica e non sindacale. Infatti così è stato, lui da sempre fa campagna elettorale con Salvini insultando i nostri morti, perché tanto loro non possono ormai più difendersi appunto perché non ci sono più. Tonelli ha sempre cercato di far passare un messaggio ben preciso: io sto dalla parte del bene, le forze dell'ordine fanno sempre del bene a prescindere. Sappiamo bene che in realtà le cose non stanno così, ma sappiamo soprattutto che Tonelli ha fatto tutto fuorché il sindacalista, ha fatto politica, ha cercato di accaparrarsi voti. 

Cosa si aspetta dalle prossime elezioni?

Guardi, il quadro è piuttosto triste e preoccupante. Mi rendo conto da semplice cittadina che nel prossimo parlamento non avremo nessuno che ha a cuore i diritti umani. Luigi Manconi non è stato ricandidato, dall'altro lato ci si prospetta un governo con Salvini ministro dell'Interno e Tonelli parlamentare. Allora io mi domando: ma chi sarà il nostro interlocutore nella prossima legislatura? Chi si occuperà di diritti umani senza Luigi Manconi? Abbiamo fatto fuori tutti coloro che avrebbero potuto curare gli interessi di noi cittadini, non abbiamo più interlocutori se non l'onorevole Vittorio Ferraresi del Movimento 5 Stelle o Potere al Popolo. Mi preoccupa poi anche la maniera in cui sono state proposte le candidature, hanno messo da parte la società civile, l'hanno sacrificata. 

Lei come mai non si è candidata? Nessuno le ha offerto un posto in Parlamento?

Io sinceramente, stando allo scenario che vedo, mi rendo conto che proprio non c'è spazio né per la società civile né per i diritti umani.

Nel programma del centrodestra è presente la revisione della legge che ha introdotto il reato di tortura. La preoccupa?

Questo è un altro punto preoccupante, abbiamo faticato non poco per introdurla e sebbene non sia una legge perfetta – con tutti i suoi pregi e i suoi difetti – è comunque un punto di partenza, è stato un enorme passo in avanti, un segno di civiltà. Cosa facciamo ora, dopo tutta la fatica, dei passi indietro? Ma poi, quello che mi preoccupa ancora di più è che in questa campagna elettorale non si sta proprio parlando né di diritti civili né di diritti umani.

Effettivamente anche lo Ius Soli è completamente scomparso dal dibattito pubblico, nonostante le promesse di fine legislatura

Certo, perché comunque si sta parlando alla pancia della gente e in un momento così particolare vuole sentirsi rassicurata e lo ius soli è un argomento impopolare perché si è fatta anche tantissima disinformazione sul tema.

Anche per quanto riguarda il reato di tortura, andando a vedere le dichiarazioni di Salvini e di Tonelli al tempo dell'approvazione, sono state confezionate della fake news ad hoc, per esempio il reato è stato descritto come un pericolo per le forze dell'ordine e si è addirittura sostenuto non fosse necessario introdurlo nel nostro ordinamento perché esistevano già leggi in grado di punire la tortura, cosa assolutamente falsa

Sì, loro hanno creato dei cittadini di "serie b", stanno cercando di far passare il messaggio che le vittime di percosse siano il pericolo numero uno e che per esempio mio fratello la morte se la sia meritata, questo è il messaggio pericolosissimo che vogliono far passare. Tonelli è quello che all'indomani dell'approvazione del reato di tortura disse che a causa di questa legge le forze dell'ordine non avrebbero più potuto lavorare, facendo passare le forze dell'ordine come un corpo di picchiatori. 

In questa campagna elettorale il tema della sicurezza è utilizzato proprio per parlare alla pancia della gente, molti slogan e quasi nessun approfondimento

Certo, perché in questo momento sanno che questo è quello che le persone vogliono sentirsi dire, non c'è interesse a spiegare le cose come stanno. 

Dalle parole di Salvini sembra quasi che miri a istituire una sorta di Stato di Polizia

Sì, esatto, uno stato di Polizia: "Mani libere agli agenti". E questo mi preoccupa molto proprio perché, come detto, non vedo nella prossima legislatura nessuna figura interessata a occuparsi dei diritti umani.

L'aspetto preoccupante delle dichiarazioni di Salvini e Tonelli è soprattutto uno: negano i fondamenti dello stato di diritto

Esattamente e proprio queste dichiarazioni rendono difficoltosa la nostra azione. Noi da anni ci occupiamo di diritti umani e cerchiamo di far capire alla gente che nonostante gli errori che le persone possono commettere, nulla giustifica la violenza punitiva delle forze dell'ordine. Loro però puntano alla pancia della gente con gli slogan e non si interessano dei danni che le loro dichiarazioni fanno. Che poi, ribadisco, Tonelli rappresenta un sindacato che ha 20.000 iscritti, ma non tutti i poliziotti la pensano come lui e non tutti i poliziotti sono delle persone che ambiscono a picchiare chi fermano. La politica si deve rendere conto che, nonostante la stragrande maggioranza delle forze dell'ordine sia professionale, esistono anche le mele marce e queste mele marce vanno allontanate.