I due marò italiani in India sono liberi. Ecco ora cosa li aspetta

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A cura di Redazione
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Massimiliano Latorre e Salvatore Girone scarcerati dopo il pagamento di una cauzione.

Non sono in Italia, ma sono almeno parzialmente liberi ed era ciò che più desideravano. Nel giorno della Festa della Repubblica termina la detenzione in India di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri di Marina, coinvolti il 15 febbraio scorso a Kochi, in India, in una sparatoria che ha ucciso due pescatori indiani inizialmente individuati quali possibili pirati e poi risultati assolutamente estranei.

I marò sono stati per 104 giorni sottoposti a varie forme di carcerazione: dalla camera detentiva all'albergo sorvegliato dal quale non poter uscire. Ieri l'udienza in cui la ‘session court' di Kollam ha fissato per il 18 giugno il primo capitolo del processo che li coinvolge per la morte di due pescatori indiani, facendoli uscire dopo il pagamento di una cauzione. Fra le condizioni poste per il beneficio della libertà dietro cauzione (quasi 290mila euro) c'è quella di non allontanarsi oltre la zona di competenza del Commissariato di Kochi.

"Un obiettivo importante della nostra azione è stato raggiunto – ha detto il premier Mario Monti -. Ma la conclusione finale che vogliamo, per la quale abbiamo lavorato fin dal primo giorno con determinazione nei confronti delle autorità indiane di ogni livello è il ritorno in Italia dei nostri militari".

Il processo si basa su un dossier accusatorio che accusa i militari di omicidio volontario. Il legale dei marò aveva provato a convincere il giudice a non fissare subito la prima udienza del processo di primo grado, visto che la Corte Suprema a New Delhi si accinge a discutere (il 26 luglio) una petizione italiana che sostiene l'incostituzionalità di tutto l'operato della polizia e della magistratura del Kerala. Ma il giudice ha disposto ugualmente l'apertura del dibattimento processuale.

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