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I teatri condominiali italiani diventano Patrimonio dell’umanità Unesco: cosa sono e perché si chiamano così

I teatri condominiali italiani diventano Patrimonio mondiale Unesco: cosa sono e perché si chiamano così. Sono dieci, tra Marche, Umbria ed Emilia-Romagna, quelli che entrano nella lista.
Teatro condominiale di Offida
Teatro condominiale di Offida

Durante la 48ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco a Busan, nella Repubblica di Corea, il sistema dei Teatri condominiali all'italiana dell'Italia centrale fra XVIII e XIX secolo è stato riconosciuto patrimonio dell'umanità. L'Italia conferma, quindi, il primato per numero di beni riconosciuti, facendo salire a 62 il numero totale. La richiesta per l'iscrizione Unesco di questi diciotto teatri, dislocati in tre Regioni (14 nelle Marche, 2 in Emilia-Romagna e 2 in Umbria), era stata promossa dalla Regione Marche, coordinata dal Servizio Unesco del Ministero della Cultura, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco.

Cosa sono i Teatri condominiali

È un riconoscimento che sottolinea l'importanza di un patrimonio peculiare del nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda la storia dell'architettura e del teatro inteso come istituzione sociale e culturale. Disseminati tra piccoli paesi e borghi, questa rete, stando a quanto scrive l'Unesco, ha un'importanza particolare perché "furono tra i pochi luoghi nei quali i rappresentanti della nascente borghesia, promotori e sostenitori delle attività teatrali, potevano riunirsi e contribuire alla formazione dell'opinione pubblica". Questi teatri si svilupparono in particolare nelle province di Emilia-Romagna, Marche e Umbria a partire dalla metà del XVIII secolo e nel XIX secolo si diffusero in Europa e in Sud America.

La varietà di forme e strutture è il risultato dello scam,bio di idee tra i vari architetti, artisti e artigiani che ci lavorarono, facendone un vero e proprio laboratorio creativo italiano. Come si legge nel sito che racconta la storia dei teatri condominiali "Essi proposero nuove piante, coperture e sistemi di soffittatura, modificando il rapporto tra la sala e l’edificio che la ospitava, nonché con lo spazio urbano circostante, pur mantenendo costantemente la presenza dei palchi sovrapposti".

Il Teatro Feronia di San Severino Marche
Il Teatro Feronia di San Severino Marche

Perché si chiamano così

Ma perché si chiamano "condominiali"? Il motivo è che questo modello teatrale era promosso da società condominiali, ovvero partenariati tra istituzioni pubbliche e gruppi di privati cittadini, solitamente appartenenti alla borghesia emergente.. Questo modello superava la logica dei teatri di corte o aristocratici, introducendo una gestione collettiva affidata a società di cittadini proprietari dei palchi e aperta alla fruizione pubblica: non più quindi una versione elitaria, riservata ai vertici della società, ma un allargamento alla società civile, favorendo la fruizione da parte di differenti classi sociali. Il fatto che siano attivi ancora oggi dimostra l'importanza di questa formula e il radicamento nella vita delle comunità locali.

Perché l'Unesco li ha riconosciuti patrimonio mondiale

L'Unesco scrive che "[i teatri condominiali] condividono tutte le caratteristiche distintive sviluppatesi nei tre periodi storici considerati, dall'inizio del XVIII alla fine del XIX secolo. Ogni componente continua a svolgere la funzione per la quale è stata originariamente realizzata. Nel complesso, i beni si trovano in un buono stato di conservazione e gli eventuali interventi di tutela sono programmati" oltre a soddisfare "le condizioni di autenticità per quanto riguarda forma e progetto, materiali, uso e funzione, localizzazione e contesto".

Tutti i teatri che sono stati inclusi

Ecco quali sono i teatri condominiali italiani: il Teatro Angelo Mariani di Sant'Agata Feltria; il Teatro Pergolesi di Jesi; il Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno; il Teatro Serpente Aureo di Offida; il Teatro dell'Aquila di Fermo; il Teatro Lauro Rossi di Macerata; il Teatro Feronia di San Severino Marche; il Teatro Gentile da Fabriano di Fabriano; il Teatro Bramante di Urbania; il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto.

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