Cosa cambia con la legge “Liberi di Scegliere”, l’ex moglie del boss a Fanpage: “C’è più speranza per il futuro”

Il protocollo "Liberi di Scegliere", nato per salvare i minori che vogliono scappare dalla criminalità organizzata, è legge. Il via libera arriva dopo il voto unanime e definitivo di ieri 15 luglio al Senato. Ora i minori e gli under 25, ed eventualmente anche i loro genitori, che vogliono allontanarsi dalle loro famiglie mafiose lo potranno fare appellandosi a una legge in grado di garantire sia fondi che protezione. Il protocollo "Liberi di Scegliere" era nato nel 2012 grazie al lavoro del giudice minorile di Reggio Calabria, ora a Catania, Roberto Di Bella che a Fanpage.it ha commentato così la bella notizia: "Adesso chi aderirà a questa legge potrà cambiare il cognome e potrà accedere a fondi che serviranno per trovare anche una casa. Potrà essere aiutato con la ricerca del lavoro e i minori avranno anche supporto psicologico e pedagogico. Insomma, un aiuto concreto per i nuclei famigliari che vorranno allontanarsi dalla mafia. Inoltre sarà anche più facile la comunicazione tra le diverse Direzioni Distrettuali Antimafia e le Procure minorili".
Poi Di Bella ha precisato: "Adesso che il protocollo è diventata legge crescerà il numero delle persone che aderiranno. Potrà cambiare la vita di migliaia di persone e tutelare i minori. Così come quella delle donne che decideranno di allontanarsi con i loro figli dalle realtà mafiose. Potrà anche dare un colpo importante alla credibilità delle organizzazioni criminali che sulla famiglia fondano la loro forza". Il magistrato precisa che nella sua esperienza a Reggio Calabria e a Catania i minori che hanno aderito al protocollo "Liberi di Scegliere" dal 2012 ad oggi sono 200, le donne sono 34 di cui 7 sono diventate collaboratrici di giustizia. E tre importanti boss hanno deciso di collaborare dopo l'intervento sui figli e il loro allontanamento dal contesto mafioso.
Numeri che ora cresceranno perché "ogni volta che ci saranno indagini di criminalità organizzata o di narcotraffico che riguardano maggiorenni che hanno figli minorenni (e se venisse applicata la misura cautelare), partirà la comunicazione immediata agli uffici giudiziari minorili", ha aggiunto Di Bella.
Infine: "Ci tengo a ringraziare tutti i colleghi con cui ho lavorato. Così come la presidente della commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, la senatrice del Pd Enza Rando, il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari e il Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità Antonio Sangermano che con il loro contributo hanno fatto in modo che il Protocollo diventasse legge. Così come fondamentale è stata l'associazione antimafia Libera di Don Ciotti".
Fanpage.it qualche mese fa ha incontrato Cristina (nome di fantasia) che insieme ai suoi figli era riuscita ad aderire al Protocollo Liberi di Scegliere e a scappare dal marito e della sua famiglia, una tra le più importanti di ‘ndrangheta: "Avevo il desiderio di dare un futuro diverso e migliore – fatto di legalità – ai miei figli. Così ho chiesto aiuto. Ho ricevuto la convocazione tramite il servizio sociale del Tribunale dei minorenni con il presidente Roberto Di Bella. Qualche giorno dopo mi comunicano che ci sono i biglietti dell'aereo e che mi sarebbero venuti a prendere la mattina presto. Quel giorno ho svegliato i miei figli, ho detto loro che dovevamo partire. Che saremmo andati al Nord. Qui ci hanno accolti i referenti di Libera: in quel momento da un lato mi sono sentita libera, dall'altro comunque avevo paura, tanta paura. Però la voglia di un futuro diverso e tanto sperato batteva la paura che avevo".
Oggi Cristina, sempre a Fanpage.it, commenta così la bella notizia della nuova legge: "Ieri 15 luglio è una di quelle giornate che non si dimenticano. Quello che per anni è stato un sogno, un progetto e una battaglia finalmente il progetto Liberi di Scegliere è diventato legge. È una giornata storica per tante donne, per tanti bambini e per tanti ragazzi che da oggi possono guardare al futuro con una speranza in più. Io non potrò mai dimenticare il giorno in cui il nostro cammino è iniziato e il Presidente Di Bella è stato il primo a tendermi la mano e a credere in me e nei miei figli. Voglio ringraziare lui, don Luigi Ciotti, la senatrice Enza Rando e tutti coloro che in questi anni ci sono stati vicini hanno contribuito e stanno contribuendo a rendere i miei figli (e me con loro) liberi di scegliere!".
