Il mondo cattolico ha accolto con grande freddezza le notizie relative all’approvazione del reddito di cittadinanza da parte del Governo Conte. Il giudizio più netto lo ha espresso il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, l’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, che ha dichiarato senza mezze misure che “abolire la povertà sarà difficile” contestando le parole del vicepremier Luigi Di Maio. “Quello che si fa per aiutare i poveri sempre ben venga” ha chiarito monsignor Bassetti, precisando che però “ci sono fasce talmente profonde e incancrenite di povertà” a cui sarà impossibile risolvere ogni problema con il reddito di cittadinanza.

Giudizio molto duro, invece, delle Acli, l’associazione dei lavoratori cattolici, per la quale il reddito di cittadinanza è un “passo indietro nella lotta contro la povertà, perché la norma è eccessivamente schiacciata sulla componente lavoristica. Questo diversamente dal Rei che, pur essendo una misura imperfetta e senza coperture adeguate, si basa su una visione multidimensionale della povertà alla quale si risponde con interventi e professionalità multidisciplinari”. Il rischio è che “il lavoro sulla povertà, così faticosamente costruito negli ultimi tre anni anche grazie al contributo dell’Alleanza contro la povertà, diventi inutile.”

Critico anche il Movimento Cristiano Lavoratori, associazione che, storicamente, ha sempre guardato al centrodestra. Intervistato da Vita, il direttore del caf dell’Mcl, Sergio Silvani ha spiegato che il Governo, pur avendo specificato nel decreto che le domande per il reddito di cittadinanza potranno essere presentate nei centri di assistenza fiscale, non ha mai contattato la consulta dei caf per chiedere una opinione. “Abbiamo anche sollecitato il Governo su alcuni temi ma senza mai ottenere risposte. – ha dichiarato – Neanche con l'Inps, cui dovremo inviare le richieste, abbiamo mai avuto un'interlocuzione.” L’Mcl poi due problemi di non poco conto: il fatto che le risorse attualmente a disposizione dei caf come rimborso per il lavoro svolto al posto dello stato saranno sufficienti a far fronte agli impegni al massimo fino al prossimo giugno; poi, non è da sottovalutare la questione dell’accavallamento del periodo di avvio delle richieste di reddito di cittadinanza con quello di presentazione delle dichiarazione dei redditi, che rischia seriamente di ingolfare i caf".

E’ ormai innegabile che la Chiesa italiana, attraverso i propri vescovi, e la maggior parte delle realtà associative cattoliche, siano critiche, nel complesso, nei confronti dell’operato del Governo giallo-verde. Negli scorsi giorni Azione Cattolica e gli scout dell’Agesci avevano pesantemente attaccato le politiche migratorie dell’esecutivo. Appare evidente che questa opposizione “bianca” ed extraparlamentare sia, giorno dopo giorno, sempre più strutturata.