"Se i politici non fanno niente, è mia responsabilità morale fare qualcosa. E poi perché dovrei andare a scuola? I fatti non contano più. Se i politici non ascoltano gli scienziati, perché mai dovrei studiare?", così Greta Thunberg racconta la sua singolare protesta solitaria che a soli 15 anni la vede da giorni mettere sotto accusa la classe politica locale, additata perché incapace di far fronte all'inquinamento crescente. Accade in Svezia dove l'adolescente da due settimane è seduta per terra davanti al Parlamento di Stoccolma dove consegna volantini e mostra cartelli per sensibilizzare l'opinione pubblica locale sui cambiamenti climatici. "Lo faccio perché gli adulti stanno sputando sul mio futuro", ha spiegato l'adolescente, raccontando di avere deciso di agire dopo aver osservato quella che è sta descritta come l’estate più calda da  quando gli svedesi hanno cominciato a tenere conto della temperatura, frutto di un cambiamento climatico radicale.

"Tornerò a scuola dopo le elezioni" ha annunciato la ragazzina che ha l'appoggio della famiglia e anche di alcuni suoi professori. Accanto a lei infatti si è schierato un docente 26enne, sceso in sciopero per gli stessi motivi. "Greta è una rompiscatole, ma in questi casi l’unica cosa ragionevole da fare è essere irragionevoli" ha spiegato il professore, aggiungendo: "La nostra incapacità a fermare il global warming ricorda quella dell’Europa negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale. Tutti sanno e nessuno reagisce". "Greta ci ha costretto a cambiare vita, Prima di ascoltare mia figlia non sapevo nulla di clima" ha rivelato invece il padre della 15enne che ora appoggia la protesta dell'adolescente. "Abbiamo un’impronta ecologica tra le peggiori del mondo, non mi fermerò" ha assicurato Greta.