Non accenna a placarsi la polemica sui dati dell’ISTAT che hanno confermato l’ingresso del nostro Paese nella fase di “recessione tecnica” e aumentato le perplessità sulle stime di crescita inserite dal Governo Conte nella legge di bilancio 2019. Se Luigi Di Maio sostiene che la colpa sia dei governi precedenti, che avrebbero mentito agli italiani parlando di “crisi alle spalle”, completamente diversa è la lettura dell’opposizione, che ritiene completamente sbagliata la direzione intrapresa dall’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. E proprio il Presidente del Consiglio in carica è tornato sulla questione, nel corso della sua partecipazione alla trasmissione televisiva di Rai Due Povera Patria, che andrà in onda questa sera. Una lunga intervista durante la quale ha affrontato i principali temi dell'agenda politica, dalla questione migranti a quella dell'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini.

Malgrado i dati siano piuttosto negativi, Conte si dice molto fiducioso sul futuro dell’economia italiana e minimizza i dubbi sulla tenuta dell’esecutivo. Nella sua lettura, la legge di bilancio getta le fondamenta per una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi mesi: “Ci sono tutte le premesse per un bellissimo 2019 e per una ripresa che continui negli anni a seguire”. Le misure del governo, incluso lo stimolo per la domanda interna, andrebbero proprio in questa direzione, aggiunge: “L’Italia ha un programma di ripresa incredibile. C'è tanto entusiasmo e tanta fiducia da parte dei cittadini e c'è tanta determinazione da parte del governo ad andare avanti sulla strada tracciata in questi primi mesi”. La crisi economica dipenderebbe dalla guerra dei dazi e, come aveva spiegato in mattinata, la legge di bilancio contiene “misure espansive e un piano di ammodernamento delle infrastrutture, che non sono ancora entrate in vigore”.