Dopo aver dato vita alla quarta manifestazione, il movimento dei gilet gialli francesi si appresta ad incassare i primi significativi risultati politici di una lotta che, settimana dopo settimana, ha saputo resistere agli arresti e alla repressione messa in campo dal governo. Emmanuel Macron, rimasto in silenzio all'Eliseo negli ultimi giorni, si si appresterebbe a fare importanti concessioni ai gilet gialli per evitare che sabato prossimo prenda forma un quinto appuntamento con la guerriglia a ridosso di Natale. Duramente criticato in Francia, e con una popolarità ai minimi termini, il Presidente della Repubblica francese ha messo a punto i ritocchi agli annunci che farà stasera, rivolgendosi finalmente ai francesi in tv alle 20.

Il capo dello stato dovrebbe annunciare tagli alle tasse, aumento dei sussidi e delle pensioni minime, rinuncia all'ecotassa, o addirittura rimpasto di governo e siluramento di Edouard Philippe, primo ministro in carica: già domattina Macron riceverà all'Eliseo le alte cariche dello Stato, i partiti, i sindacati e tutti i partner sociali per illustrare loro, in anteprima, il suo piano per disinnescare il grande conflitto sociale. "Ho fatto degli errori, ci sono troppe tasse in questo Paese", avrebbe ammesso durante uno sfogo venerdì scorso incontrando i sindaci, secondo la ricostruzione offerta stamattina da Le Parisien. E ora sembra deciso a porvi rimedio.

Nel frattempo la rivolta dei gilet gialli è stata utilizzata come strumento di propaganda anche oltreoceano. In un tweet, infatti, Donald Trump ha solidarizzato con i manifestanti spiegando che la loro è rabbia contro l'accordo di Parigi sul clima, da lui osteggiato. Una presa di posizione che – comprensibilmente – non è piaciuta ai vertici francesi: "Noi non interveniamo sulla politica interna americana e ci piacerebbe fosse reciproco".