Sembrava che l'intesa fosse ormai ad un passo, che la quadra del rebus per la presidenza delle Camere fosse stata trovata tra centrodestra e Movimento 5 Stelle. Ma a soli due giorni dalla prima seduta parlamentare della nuova legislatura, nell'abito della quale andranno eletti i presidenti di Camera e Senato, le trattative sembrano essere in alto mare. Dopo il vertice della coalizione di centrodestra tenutosi oggi a Palazzo Grazioli, i leader Salvini, Berlusconi e Meloni hanno dichiarato: "Il centrodestra propone ai capigruppi parlamentari un comune percorso istituzionale che consenta alla coalizione vincente (il centrodestra) di esprimere il presidente del Senato e al primo gruppo parlamentare M5s il presidente della Camera. A tal fine, anche per concordare i nomi i leader del centrodestra, invitano le altre forze politiche ad un incontro congiunto domani".

La Lega di Salvini, puntando alla premiership, ha lasciato la partita della presidenza del Senato all'alleato Silvio Berlusconi, il quale è intenzionato a proporre e far eleggere Paolo Romani a Palazzo Madama. Il Movimento 5 Stelle, però, come anticipato nei giorni scorsi, rifiuta qualsiasi accordo a sostegno di candidati che risultino indagati o condannati in passato, dunque rifiuta il sostegno a Romani in quanto condannato in via definitiva per peculato.

Dopo la diffusione del nome deciso da Forza Italia, i capigruppo pentastellati di Camera e Senato – Giulia Grillo e Danilo Toninelli – hanno rifiutato la proposta e dichiarato: "Vogliamo dare il via a questa legislatura, per questo ci siamo confrontati e continueremo a farlo con tutte le forze politiche. Allo stesso tempo però non veniamo meno ai nostri principi, per cui non voteremo persone condannate o sotto processo. Gli italiani hanno bisogno di risposte ai loro problemi, concentriamoci su quello".

Il possibile accordo tra Movimento 5 Stelle e centrodestra che si sta delineando in queste ore non è visto di buon occhio dal Partito Democratico, che per stasera ha convocato un vertice al Nazareno. Secondo fonti del Partito Democratico diffuse dalla stampa l'intesa comunque non sarebbe solida sia proprio per il nome di Romani tanto caro a Berlusconi quanto contestato dai pentastellati, sia perché questo accordo "porterebbe quasi sicuramente a un governo poggiato sulle stesse basi e questo aprirebbe una prateria per il Pd". Stasera alle 21 i vertici del Pd si riuniranno al Nazareno per una riunione convocata dal segretario reggente, Maurizio Martina e saranno presenti i leader della minoranza Michele Emiliano e Andrea Orlando, nonché Dario Franceschini, Graziano Delrio, Lorenzo Guerini, Ettore Rosato, Luigi Zanda e Matteo Orfini.