Tra gli operai e i lavoratori addetti della "Ferriera" di Trieste tra il  1995 e il 2007, si sono verificati in percentuale un maggior numero di casi di tumori rispetto alla media della popolazione locale. Lo ha stabilito uno studio dell'Azienda sanitaria locale che ha effettuato indagini epidemiologiche per conto della Procura della repubblica di Trieste che sta indagando sul caso. Dai dati resi noti oggi dal procuratore di Trieste, Federico Frezza, è emerso infatti che tra gli operai dello stabilimento siderurgico situato nel rione di Servola vi è un'alta incidenza di tumori ai polmoni e alla vescica. Nel dettaglio, dallo studio emerge che nel periodo considerato sono stati 47 i tumori al polmone e 23 quelli alla vescica verificati tra 1.899 lavoratori della Ferriera di Trieste. Nello stesso periodo invece,  su una platea dieci volte maggiore di "non esposti" i tumori al polmone sono stati 325 e 139 quelli alla vescica.

Lo studio ad ogni modo prosegue così come le indagini che la procura vuole chiudere entro il prossimo gennaio con tutti i dati dei lavoratori negli ultimi sette anni. "Eventuali fascicoli d'indagine per lesioni od omicidio colposo vanno comunque approfonditi dopo che la Procura abbia accertato il reato ambientale" ha precisato il procuratore di Trieste Frezza. Intanto è in fase di ultimazione un altro studio epidemiologico della Regione Friuli Venezia Giulia sugli abitanti del rione di Servola dove c'era lo stabilimento siderurgico e verrà probabilmente disposta una consulenza sullo "stress ossidativo cellulare" degli abitanti.