Il Presidente Robert Mugabe e il generale Constantino Chiwenga
in foto: Il Presidente Robert Mugabe e il generale Constantino Chiwenga

Un tentativo di golpe sarebbe in corso in Zimbabwe, dove sono state udite alcune esplosioni nella capitale Harare, mentre carri armati e soldati sono schierati in strada e stando alle fonti locali avrebbero preso il controllo della rete tv Zbc. A denunciarlo sono diverse fonti locali, riprese dal quotidiano britannico Independent. Secondo alcuni esperti di politica locali, si tratterebbe di una prova di forza del capo dell'esercito, Constantino Chiwenga, nei confronti dell'eterno presidente Robert Mugabe e della sua consorte e potenziale erede, Grace. Lunedì, Chiwenga aveva intimato indirettamente al presidente Robert Mugabe di fermare l’epurazione che ha portato alla fuga del vicepresidente, potenziale successore dell’ultranovantenne capo di Stato, Emmerson Mnangagwa. Secondo i militari, Mugabe sarebbe "sano e salvo". Lo stesso esercito però ha cercato di tranquillizzare tutti annunciando che non si tratta di "un golpe militare" e che il presidente e la sua famiglia sono al sicuro. "Stiamo prendendo di mira solo i criminali e chi li spalleggia nel commettere crimini che causano sofferenze sociali ed economiche al Paese, per portarli davanti alla giustizia".

Avvertimento a Mugabe: "Stop a epurazioni"

“Quando si tratta di proteggere la nostra rivoluzione, l‘esercito non esiterà a intervenire", aveva allertato Chiwenga riferendosi all’ipotetico futuro di Mnangagwa che dopo 50 anni passati al fianco di Mugabe era stato cacciato con l'accusa di tramare contro il capo di Stato anche con l'ausilio di “stregoni”. Il partito di Mugabe (che coi suoi 93 anni risulta essere il più anziano capo di Stato al mondo) ha definito "tradimento" le dichiarazioni del generale Chiwenga, le cui posizioni sono "chiaramente volte a minare la pace e la stabilità della Nazione" e tese "a incitare all'insurrezione". Dichiarazioni che erano arrivate dopo giorni di polemiche tra il vicepresidente Mnangagwa e la First Lady Grace Mugabe, 52enne, candidata di punta alla successione del marito e che per la prima volta sembra aver ricevuto l'appoggio esplicito da parte del  Capo dello Stato.

I motivi del caos e la politica di Mugabe

Lo Zimbabwe, dunque, è in pieno caos, ma i motivi di questa delicata situazione politica sono da ricercarsi nel passato e in una politica, quella messa in campo dal presidente Mugabe, al potere dal 1987, che ha portato al progressivo isolamento internazionale e all'impoverimento interno: l'economia, tra le più floride d'Africa, è ormai al collasso ed anche gli aiuti umanitari faticano a giungere a destinazione, dal momento che il regime tende a dipingere gli stranieri come sabotatori. Per questo proprio a Mugabe e al suo braccio destro Perence Shiri è vietato l'accesso nell'Unione europea e negli Stati Uniti, e anche nel continente africano i rapporti con i paesi vicini sono difficili, in particolare con il Botswana e con il Sudafrica, a causa della crisi dei rifugiati. Ma Mugabe non è ben visto, ormai, neanche dal suo stesso partito, lo Zanu-Pf, da molti visto una proprietà personale del presidente e di sua moglie Grace, considerata dai vertici di governo l'erede politica del marito. Intanto, cresce anche l'opposizione, riunita nel partito Movement for the Democratic Change, MDC, il cui leader è Morgan Tsvangirai e che è appoggiata anche dai bianchi. Ma la rivolta dell'esercito delle scorse ore ha alterato una situazione già molto precaria. È questa la prima volta che i militari intervengono in modo così diretto nella politica dello Zimbabwe da quando è al potere Mugabe. In più di 30 anni avevano sempre sostenuto il presidente e le sue politiche, consentendogli di fatto di instaurare il regime durato finora.

L'avviso della Farnesina: viaggiare con cautela

Intanto, dalla Farnesina mettono in guardia tutti gli italiani che nei prossimi giorni si sarebbero dovuti recare in Zimbabwe o che si trovano in quelle zone per motivi personali e di lavoro. "A seguito degli eventi delle ultime ore – si legge sul sito ufficiale -, si registra nel Paese un contesto politico in evoluzione. Si raccomanda massima cautela, di evitare qualsiasi assembramento e di limitare gli spostamenti, in particolare nella Capitale, seguendo  l’evoluzione attraverso i media". Per eventuali emergenze l'Ambasciata d'Italia in Harare è raggiungibile ai numeri +2634498190/4497373/4497200/4498327 o da cellulare al numero + 263772249460. Anche l'ambasciata degli Stati Uniti ha chiuso per motivi di sicurezza e ha invitato i cittadini statunitensi a mettersi al sicuro, mentre preoccupazione è stata espressa anche dall'Unione europea, che ha invitato le distinte forze al dialogo e a trovare una risoluzione pacifica alla crisi scoppiata. "I diritti fondamentali di tutti i cittadini devono essere rispettati e ordine costituzionale e governance democratica devono essere sostenuti", ha dichiarato una portavoce della Commissione.