“Mi ha portato via la mia infanzia, mi violentata 3-4 volte a settimana. Per lui ero come sua moglie”. Carol Higgins ha deciso di rinunciare al suo diritto all'anonimato, nonostante il suo passato sia stato un vero e proprio calvario. Suo padre Elliott Appleyard, 71 anni, è stato condannato a 20 anni da un giudice della Corte di Leeds. Le violenze sarebbe cominciate nel corso degli Ottanta quando Carol aveva appena 14 anni. La giovane sarebbe stata costretta a indossare un anello di fidanzamento appartenente alla moglie di Appleyard, e a farsi tatuare il suo soprannome sulla spalla.  Carol Higgins, 49 anni, ha segnalato per la prima volta le violenze alla polizia nel 1985. Sostiene però che le autorità le avrebbero detto che ogni ulteriore procedimento avrebbe "oscurato il suo nome" e che c’era il rischio che potesse considerata “una bugiarda”.

Venerdì scorso, la vittima, originaria di Pontefract, era in aula quando Appleyard è stato condannato per cinque capi di stupro e 10 di aggressione indecente. "Hai distrutto la mia infanzia e mi hai trattato come una schiava. Per 35 anni sono stata costretta a subire la perdita di mio padre e della mia famiglia. Una parte di me sperava che fosse stato qualcuno per la strada a violentarmi, perché almeno avrei avuto l'amore e il sostegno della mia famiglia”, sono state le parole di Carol in tribunale. "Avrei voluto raggiungere l'interno del mio stomaco e tirar  via la follia che hai piantato dentro di me. Non sarò mai in grado di liberarmi dalle catene a cui mi hai legato” ha aggiunto la 49enne.

"Per un periodo di 12 mesi hai trattato Carol Higgins come fosse tua moglie. L'hai usata per fare sesso e l'hai maltrattata fisicamente, come hai fatto con tua moglie” ha detto il giudice Rodney Jameson durante la sentenza. “Non è sorprendente il fatto che adesso come allora, lei provi sofferenza, imbarazzo, vergogna e persino senso di colpa. È chiaro che gli effetti di questi reati sono stati profondi e duraturi" ha detto il magistrato.