Venezuela, nuova scossa di magnitudo 5.1 fa tremare La Guaira: ancora paura dopo i due terremoti devastanti

Una nuova forte scossa di terremoto ha colpito il Venezuela, riportando paura tra una popolazione già provata dai due violenti sismi registrati nei giorni scorsi. Il Servizio geologico colombiano ha rilevato una scossa di assestamento di magnitudo 5.1 con epicentro vicino a La Guaira, lo Stato settentrionale che ha subito i danni mggiori dopo il devastante doppio sisma del 24 giugno.
Il movimento tellurico è stato avvertito chiaramente anche a Macuto, sempre nella zona di La Guaira, proprio mentre i soccorritori erano impegnati nelle operazioni all'interno di un edificio dove si temeva fosse rimasta intrappolata una donna insieme a due dei suoi tre figli. Dopo la nuova scossa, i vigili del fuoco hanno interrotto temporaneamente le attività e si sono allontanati dalla struttura per motivi di sicurezza. Non sono stati segnalati feriti.
La scossa, una delle più forti tra quelle di assestamento registrate dopo il sisma principale, ha riacceso l'allarme in tutto il Paese. Molte persone sono tornate in strada per il timore di nuovi crolli, mentre nelle aree già devastate continuano le operazioni di ricerca tra macerie e palazzi danneggiati.
Il bilancio dopo i due terremoti di mercoledì
La nuova scossa arriva a pochi giorni dai due terremoti che hanno colpito il nord del Venezuela mercoledì scorso, con magnitudo 7.2 e 7.5. Le autorità continuano a fare i conti con una situazione estremamente complessa: secondo i dati ufficiali, le vittime sarebbero oltre 1.450, mentre i feriti avrebbero superato quota 3.300. Si parla inoltre di quasi 70.000mila dispersi.
Il bilancio, però, potrebbe essere destinato a crescere. Secondo Tom Fletcher, responsabile degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, almeno 50mila persone risultano disperse, soprattutto nell'area di La Guaira, una delle zone maggiormente colpite dal sisma.
Tra le località più danneggiate c'è anche Catia La Mar, città affacciata sul Mar dei Caraibi, dove alcuni residenti raccontano di aver iniziato a scavare con mezzi improvvisati per cercare parenti e amici rimasti sotto le macerie. I soccorritori continuano a lavorare tra edifici crollati e strutture pericolanti, in alcuni casi anche a mani nude.
Proprio a Macuto stanno lavorando anche i vigili del fuoco italiani, arrivati in supporto ai soccorritori locali e impegnati insieme ai Bomberos dell'Ecuador. Le immagini delle operazioni sono state diffuse dalla Protezione civile italiana sui propri canali social.
La situazione resta critica anche per la mancanza di beni essenziali. In alcune zone sono stati segnalati episodi di saccheggio legati alla scarsità di cibo e acqua, mentre molte famiglie cercano ancora informazioni sui propri cari.