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Terremoto in Venezuela

Terremoto Venezuela, i morti salgono a 1.430: le persone disperse sono 68.900, ci sono anche molti italiani

Il bilancio del terremoto in Venezuela sale a 1.430 vittime, mentre continuano le ricerche dei dispersi. Tra i morti ci sono anche cittadini italo-venezuelani, tra cui Francesca Mannina e Giuseppe Colaianni. I soccorritori continuano gli interventi tra le macerie, con l’aiuto anche delle squadre italiane – tra cui i vigili del fuoco – inviate sul posto.
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Sale il bilancio delle vittime del doppio terremoto che ha colpito il Venezuela. Secondo quanto riferito dal presidente dell'Assemblea nazionale, i morti sarebbero 1.430, mentre proseguono senza sosta le operazioni di soccorso nelle aree più colpite. Le due forti scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno provocato crolli e devastazioni soprattutto nella zona costiera di La Guaira, a pochi chilometri da Caracas.

L'emergenza resta ancora lontana dalla conclusione: nella mattinata di sabato le famiglie hanno segnalato quasi 68.900 persone disperse, un numero che rende ancora provvisorio il bilancio complessivo. Tra le persone coinvolte ci sono anche cittadini italiani e membri della comunità italo-venezuelana, una delle più numerose del Paese.

La Farnesina ha confermato il coinvolgimento di connazionali: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di tre italo-venezuelani morti, cinque feriti e 35 dispersi, precisando che le verifiche sono ancora in corso.

"Non sappiamo esattamente quale sarà il numero delle vittime. Adesso siamo fermi ai soliti numeri. Ogni tanto fortunatamente si ritrova qualche disperso, ma la situazione è quella che è, bisognerà vedere alla fine e se ci saranno altre vittime italiane, perché con una comunità di 150mila persone con decine di migliaia di dispersi è difficile ora poter fare un bilancio", ha dichiarato Tajani.

Tra le vittime italiane identificate c'è Francesca Mannina, 42 anni, originaria di Balestrate, in provincia di Palermo, residente in Venezuela. La donna è stata trovata senza vita tra le macerie del residence Pin High di La Guaira, una delle strutture maggiormente colpite dal sisma. Secondo quanto ricostruito, al momento del crollo era insieme al marito Roberto Santilli, riuscito invece a salvarsi.

Tra i nomi emersi c'è anche quello di Giuseppe Colaianni, 55 anni, originario della provincia di Enna e residente in Venezuela. Le autorità italiane continuano però a raccogliere informazioni sugli altri connazionali ancora non rintracciati.

La corsa contro il tempo dei soccorritori: salvati un neonato e diverse persone intrappolate

Nonostante la gravità della situazione, nelle ultime ore sono arrivati anche importanti salvataggi. A La Guaira un neonato di appena 18 giorni è stato estratto vivo dalle macerie di un edificio crollato dopo oltre 30 ore trascorse sotto i detriti. Le immagini diffuse dall'agenzia Afp mostrano i soccorritori mentre recuperano il piccolo, avvolto in una coperta, tra gli applausi delle persone presenti. Poco dopo sarebbe stata salvata anche la madre.

Nel pieno dell'emergenza si è verificato anche un parto in condizioni drammatiche. Una donna ha dato alla luce un bambino tra le macerie, senza elettricità e senza la presenza di personale medico specializzato. I soccorritori improvvisati hanno illuminato la zona con alcune torce e protetto la madre con delle coperte durante il travaglio.

Un altro intervento ha permesso di salvare la 15enne Camila Sofía Medina Rivas, rimasta intrappolata per oltre 50 ore al nono piano di un edificio crollato a Playa Grande, nello Stato di La Guaira. La ragazza è stata estratta viva insieme alla sua cagnolina Chanel grazie al lavoro delle squadre di soccorso arrivate da El Salvador.

L'operazione è durata più di 13 ore. Dopo aver stabilito un contatto con la giovane, i soccorritori hanno dovuto rimuovere alcune parti della struttura per raggiungerla in sicurezza. Il presidente salvadoregno Nayib Bukele ha annunciato il salvataggio scrivendo: "Abbiamo salvato Camila! Grazie a Dio per averci usato in questo modo. Forza Venezuela".

Poche ore prima, nella stessa zona, le squadre di soccorso avevano liberato anche la 39enne Nayarit Colmenares, rimasta sepolta per oltre 50 ore.

Gli aiuti italiani: nuovi vigili del fuoco inviati in Venezuela

L'Italia ha rafforzato il proprio intervento nelle zone colpite dal terremoto. Il Ministero della Difesa ha comunicato la partenza di un secondo velivolo dell'Aeronautica Militare con a bordo ulteriori squadre specializzate dei Vigili del fuoco.

A La Guaira è già operativo il team Usar italiano. Il responsabile del modulo, Ciro Bolognese, ha spiegato la situazione sul campo: "I danni sono concentrati su un'area devastata. Si lavora senza sosta già dal nostro arrivo. Al momento stiamo allestendo il campo base allo stadio del baseball di La Guaira insieme con squadre da tutto il mondo".

"La situazione è molto complessa. Il nostro team ha a disposizione sia di strumenti per la ricerca, come le telecamere, sia demolitori e sistemi per il tranciamento delle barre d'acciaio", ha aggiunto.

Il ministro Tajani ha sottolineato la necessità di coordinare gli aiuti arrivati dall'Italia. "In Venezuela sono già operativi i nostri vigili del fuoco che sono arrivati e i funzionari dell'Unità di crisi sono già al lavoro", ha spiegato, aggiungendo che sono numerose anche le offerte di sostegno economico e di volontariato arrivate da cittadini italiani.

"Bisogna vedere come poter finalizzare questi aiuti perché ci sono dei problemi di sicurezza, problemi di organizzazione", ha detto Tajani, spiegando che alcune zone sono state chiuse per evitare episodi di sciacallaggio.

Il ministro ha infine ringraziato "l'Unità di crisi, il ministero degli Esteri, i vigili del fuoco, i medici, la protezione civile, cioè tutti coloro che sono operativi sul territorio venezuelano e anche coloro che stanno per arrivare", aggiungendo: "Siamo vicini a un popolo che ha subito ancora un'altra scossa di terremoto oggi e questo ci fa soffrire, ci dispiace molto. Faremo tutto ciò che è possibile per ridurre le sofferenze di un popolo fratello".

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