Una valanga sull’Himalaya causa 13 morti, tra questi anche un italiano

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Travolta una intera spedizione di 35 persone sul monte Manaslu. Al momento i corpi estratti dalla neve sono 13 ma il bilancio potrebbe ancora aggravarsi, diversi i feriti. L’italiano deceduto è il milanese Alberto Magliano.

C'è anche un italiano tra le vittime della valanga che ha travolto una spedizione di 35 persone sul monte Manaslu, nella catena dell'Himalaya, in Nepal. Secondo quanto riferito a Sky Sport dall'alpinista Silvio Mondinelli i morti sarebbero almeno 13. Diversi i feriti. "Siamo stati travolti. La valanga ha portato via una trentina di tende mentre dormivamo – spiega l'italiano scampato alla tragedia -.  Abbiamo perso due nostri compagni: uno sherpa e un nostro compagno di Milano". La notizia della valanga era stata anticipata questa mattina da un altro alpinista italiano Marco Confortola, sul suo sito web: "Nella telefonata di stamattina – si legge sul portale – Marco ci ha detto che una valanga, provocata dalla caduta di un seracco, ha travolto le tende del campo 3 e in parte anche del campo 2. Lui e Pasang erano al Campo Base e quindi per il momento non è in grado di darci altri dettagli".

L'italiano deceduto è Alberto Magliano. Secondo quanto riporta il sito specializzato montagna.tv, gli italiani che partecipano alla spedizione erano tre: Silvio Gnaro Mondinelli, Christian Gobbi e Alberto Magliano. I primi due "sono stati miracolosamente “sputati” fuori dalla valanga dopo essere stati travolti per 200 metri, mentre Alberto Magliano e il suo sherpa, purtroppo hanno perso la vita". Lo stesso sito, che ha seguito sempre da vicino la spedizione dei tre italiani sull'Himalaya, ha poi raggiunto telefonicamente Mondinelli. E il racconto della valanga è agghiacciante. “Erano le 4.20 – dice l’alpinista -. Stavo per uscire a fare un bisogno. Si è sentito un rumore assordante e non abbiamo più capito niente. Io ero in tenda con Christian, ci siamo ritrovati travolti e copiti da blocchi di ghiaccio e neve. Dopo 200 metri la valanga ci ha buttato fuori. Abbiamo perso tutto, eravamo senza scarpe. Era buio, non c’era luce, non si vedeva niente”

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