Nepal, ritrovati i corpi di 5 alpinisti travolti da valanga a novembre: uno potrebbe essere di Marco Di Marcello

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Il biologo Marco Di Marcello
Sono stati ritrovati in Nepal i corpi di cinque alpinisti dispersi dopo essere stati travolti da una valanga sullo Yalung Ri nel novembre 2025. Tra loro potrebbero esserci l’italiano Marco Di Marcello, i familiari in viaggio verso Katmandu. In corso il recupero delle salme, seguirà l’identificazione.

Sono stati ritrovati dai soccorritori in Nepal i corpi di cinque alpinisti dispersi dopo essere stati travolti da una valanga nel novembre dello scorso anno, vicino al confine con la Cina. I cadaveri sono stati rinvenuti alla base del campo di Yalung Ri, nella regione di Rolwaling.

Lo ha riferito un funzionario del governo locale, citato dall'Afp. "Sono stati ritrovati cinque corpi, tre stranieri e due nepalesi, che risultavano dispersi dallo scorso novembre", ha detto Biswash Karki, il presidente della municipalità rurale di Gaurishankar.

Gli stranieri potrebbero essere l'italiano Marco Di Marcello, l'altoatesino Markus Kirchler e il tedesco Jakob Schreiber, insieme alle guide nepalesi Padam Tamang e Mere Karki.

La valanga ha travolto gli alpinisti sui versanti inferiori della vetta Yalung Ri, alta 5.630 metri, vicino al confine tra Nepal e Tibet. Nello stesso periodo altri tre italiani sono deceduti in una valanga in Nepal: Alessandro Caputo, Stefano Farronato e Paolo Cocco, i cui corpi sono già stati recuperati mesi fa.

Gli abitanti del luogo e i soccorritori hanno scoperto i cinque corpi giovedì 6 agosto, ha detto Karki, aggiungendo che le autorità locali stanno lavorando per recuperarli.

"Da quando sono scomparsi, abbiamo dispiegato l'esercito, la Polizia e le squadre di soccorso locali per cercarli, ma la neve alta aveva ricoperto i corpi", ha detto il funzionario.

"La nostra squadra di soccorso trasporterà le salme in elicottero non appena le condizioni meteorologiche miglioreranno", ha detto Manoj Kumar Lama, un alto funzionario di polizia locale.

Al momento, infatti, non ci sono ancora conferme ufficiali sull’identità delle vittime. Le autorità dovranno procedere con le successive operazioni di identificazione.

La valanga aveva travolto la squadra di alpinisti impegnata nella salita dello Yalung Ri il 2 novembre 2025, seppellendo 7 persone su un ripido pendio ghiacciato sotto la vetta. Altri cinque alpinisti erano sopravvissuti riportando ferite.

Marcello, Kirchler, Schreiber, Tamang e Karki erano dispersi da allora, nonostante l'ampia operazione internazionale avviata dopo la tragedia. Le ricerche erano proseguite per settimane sotto la guida dello sherpa nepalese Phurba Tenjing, per poi essere sospese a causa delle condizioni meteo proibitive.

Le operazioni sono riprese di recente, sfruttando la riduzione del manto nevoso che ha lentamente riportato alla luce alcune zone interessate dalla valanga.

A rendere importante la notizia per la famiglia di Di Marcello è la posizione del ritrovamento. Il segnale del suo Gps aveva continuato a indicare per giorni un’area compatibile con quella nella quale sono stati rinvenuti i resti. Il fratello e la mamma di Di Marcello sono in viaggio verso Katmandu, a quanto si apprende.

La loro partenza, che segue a poche ore di distanza quella dal Canada della moglie dell'altro disperso, fa presagire che le autorità governative nepalesi, in costante contatto con la Farnesina, abbiano elementi utili per ritenere che uno dei cinque cadaveri individuati nella neve possa appartenere al loro congiunto.

Da qui la necessità di averne conferma attraverso un riconoscimento ufficiale della salma. Da quanto si è appreso nelle ultime ore, l'ennesimo tentativo di raggiungere la quota con gli elicotteri per il recupero dei corpi è stato anche oggi vanificato dalle avverse condizioni meteo.

Un ulteriore tentativo sarà effettuato nella giornata di domani, quando in Italia sarà notte. Il Nepal ospita otto delle dieci vette più alte del mondo, tra cui il Monte Everest, e accoglie ogni anno centinaia di alpinisti ed escursionisti.

Secondo l'Himalayan Database, un archivio di spedizioni, più di mille persone sono morte sulle vette dal 1950, e quasi un terzo di esse è deceduto a causa delle valanghe.

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