Onu, Zelensky: “Putin deve essere fermato”. Il presidente iraniano contro Trump: “Ci difenderemo dai bulli”
Quello del presidente ucraino Volodymyr Zelensky era tra i discorsi più attesi dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il conflitto tra Ucraina e Russia, iniziato con l'offensiva delle truppe di Vladimir Putin nel febbraio 2022, è uno dei dossier più pesanti della politica internazionale, e le parole di Zelensky hanno confermato che lo scontro alle porte dell'Europa è destinato a proseguire, almeno fino a quando i leader mondiali non interverranno: "Putin va fermato".
Dopo, è stata la volta della seconda guerra più attenzionata dall'Occidente, quella tra Iran e Usa. Oggi, infatti, è intervenuto anche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian con parole molto dure nei confronti di Donald Trump. Una risposta alle parole molto dure pronunciate ieri nel corso della medesima assemblea dal presidente statunitense, il quale ha promesso all'Iran che l'avrebbe "trascinato all'inferno".
Zelensky: "La Russia ha usato contro di noi oltre 21mila missili"
Il discorso al Palazzo di Vetro di Zelensky si è concentrato tutto sul conflitto che vede coinvolta l'Ucraina da ormai quasi quattro anni. "La Russia ha utilizzato contro di noi oltre 2.100 missili. Più di 950 di questi erano missili balistici – ha detto – Lanciano missili Shahed a propulsione a reazione ogni ora. Noi li combattiamo 24 ore su 24, 7 giorni su 7″.
E ha messo in guardia tutti i leader internazionali sostenendo che a Putin non basterà il Donetsk, ma "punterà ad altre città". Parole che incutono timore alla luce dell'incursione di oggi, quando un elicottero militare russo ha violato lo spazio aereo della Polonia. Sono stati solo 42 secondi durante i quali l'elicottero è entrato per circa 300 metri nel territorio polacco dalla vicina enclave russa di Kaliningrad. L'episodio però si inserisce in un quadro di crescente attenzione lungo il fianco orientale della Nato.
“Vi prego, tutti voi presenti, non siate gli ultimi a unirvi a coloro che difendono la vita. Siate i primi a dire ‘noi garantiamo la sicurezza'. Grazie a tutti coloro che ci aiutano e a tutti coloro che sono al nostro fianco, al fianco della nostra gente, al fianco dei nostri figli".
Secondo Zelensky, "una vittoria parziale" non sarebbe sufficiente per placare Putin, e per tale motivo ha richiesto un intervento globale.
Presidente iraniano: "Nostro popolo vittima del terrorismo degli Usa"
Durante un discorso fiume di 40 minuti all'Onu, Donald Trump si è scagliato contro l'Iran. Non è una sorpresa: i botta e risposta tra i due paesi durano dall'avvio del conflitto. All'ultimo intervento di ieri, però il presidente iraniano Masoud Pezeshkian non ha risposto attraverso le agenzie di stampa, ma presentandosi a sua volta al Palazzo di Vetro.
La chiusa del suo discorso era diretta proprio a lui: "L'Iran non è mai stato un aggressore, non ha mai iniziato una guerra e ha sempre mostrato il suo impegno al tavolo dei negoziati. La nostra resistenza aumenterà di fronte alle sanzioni e ai bulli". Riferendosi all'attacco congiunto Usa-Israele ha detto: "Ci hanno imposto la guerra, ma abbiamo dimostrato di non aver paura di difenderci e lo faremo fino all'ultimo respiro".
Ha poi affermato che il suo popolo è stato "vittima del terrorismo" perpetrato dagli Stati Uniti, e ha mostrato immagini del defunto Ali Khamenei, insieme a quelle di oltre 150 scolari uccisi solo nei primi giorni del conflitto.
Centrale anche la questione dello Stretto di Hormuz: "L'amministrazione Usa deve soddisfare le condizioni dell'Iran, altrimenti non verrà riaperto e non ci saranno negoziati". Il riferimento è all'ultimatum dello scorso agosto, e alle trattative che si sono arenate tra i due paesi per la gestione della via commerciale.