Intesa Trump-Putin sul diesel, la Casa Bianca replica a Meloni: “È un grande accordo per il mercato”

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La Casa Bianca ha risposto alle critiche di Meloni sull’intesa energetica tra Trump e Putin, definendola fondamentale per ridurre i costi del diesel per imprese e famiglie americane e per stabilizzare il mercato globale. Mentre Mosca ha liquidato i rilievi italiani come un’ingerenza, Zelensky ha ringraziato la premier per la sua posizione.

Le tensioni internazionali attorno alla gestione del conflitto ucraino e ai rapporti con Mosca si arricchiscono di un nuovo capitolo diplomatico. La Casa Bianca è intervenuta direttamente per difendere l'intesa sul diesel siglata tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader del Cremlino Vladimir Putin, replicando alle severe riserve espresse dalla presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, che aveva bollato, appena pochi giorni fa, l'accordo come "una scelta molto rischiosa", evidenziando il pericolo di legittimare finanziariamente Mosca, indebolire le sanzioni e imputando l'aumento dei carburanti principalmente alla crisi in Iran piuttosto che al fronte ucraino. Un attrito che rischia ora di complicare nuovamente i rapporti bilaterali tra Roma e Washington in vista del vertice G20 in programma a Miami a metà dicembre, dove il capo del Cremlino è stato invitato tra le perplessità del governo italiano.

Le motivazioni di Washington: "Priorità abbassare i costi per le famiglie americane"

In una risposta fornita a Repubblica, il portavoce della Casa Bianca Taylor Rogers ha difeso con decisione l'iniziativa dell'amministrazione d'oltreoceano, presentandola come una "svolta pragmatica" a beneficio dell'economia globale e dei cittadini americani: "Il presidente Trump ha negoziato con successo un altro grande accordo per fornire al mercato globale enormi quantità di diesel e abbassare i prezzi", ha spiegato il portavoce. Rogers ha rimarcato come il contenimento dell'inflazione energetica rappresenti la bussola dell'azione di Washington: "Abbassare i prezzi per i grandi agricoltori, camionisti e famiglie americane rimane una priorità assoluta". Nello stesso intervento, ha poi reso noto che la presidenza statunitense starebbe contestualmente sollecitando sia Mosca sia Kiev a interrompere i raid contro le infrastrutture di raffinazione, indicati come causa diretta dei rincari per i consumatori. Replicando anche agli scetticismi interni al partito repubblicano, la Casa Bianca ha rivendicato la portata internazionale dell'intesa, definendola "un accordo per il resto del mondo", utile a evitare tetti o restrizioni che avrebbero penalizzato il mercato globale, e spostando la responsabilità della trattativa sul presidente Volodymyr Zelensky, esortato da Trump a concentrarsi sul raggiungimento di un'intesa concreta.

l disaccordo internazionale: la reazione di Mosca e il ringraziamento di Zelensky

La presa di posizione di Palazzo Chigi contro l'intesa sul gasolio russo ha immediatamente provocato reazioni opposte da parte delle due nazioni in guerra, rendendo ancora più evidente il contrasto tra chi chiede massima fermezza contro il Cremlino e chi spinge per soluzioni di compromesso.

Dalla Russia è arrivata una chiusura decisa: la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha infatti respinto con sarcasmo le critiche di Meloni liquidandole con un perentorio "non sono affari suoi", a dimostrazione di come Mosca intenda gestire il dialogo direttamente con Washington senza alcuna ingerenza europea. Al contrario, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso su X (ex Twitter) profonda gratitudine alla premier italiana, elogiando la linea "chiara, inequivocabile e basata su principi" del nostro Governo e ribadendo che una pace giusta si ottiene solo mantenendo alta la pressione sull'aggressore.

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