Perché all’Italia non conviene acquistare gas russo come dice Meloni

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L’accordo tra Trump e Putin per immettere gasolio russo sui mercati difficilmente farà scendere i prezzi in automatico. Come ha spiegato Meloni, il costo dipende dalle quotazioni internazionali. Anche se riaprissimo il canale con la Russia, il prezzo sarebbe comunque determinato dal mercato. La questione però, divide il centrodestra.

Ieri, durante le comunicazioni alle Camere, Giorgia Meloni ha definito "molto pericoloso" l'accordo sul gas russo annunciato venerdì scorso da Donald Trump. Non solo perché rischia di legittimare l'aggressore, la Russia, a livello internazionale, ma anche perché nei fatti tornare ad acquistare gasolio dal Cremlino non farebbe scendere i prezzi in automatico.

I dettagli dell'intesa tra Russia e Usa non sono noti. Il presidente statunitense ha affermato che l'accordo prevede l'immissione immediata sul mercato americano e globale di oltre 300mila tonnellate di gasolio russo, seguite da altre 4,5 milioni di tonnellate nei mesi successivi.

L'accordo Trump-Putin non farà abbassare i prezzi

L'effetto sperato è quello di abbassare i prezzi e allentare così la pressione sulle famiglie. Un obiettivo che Trump, in forte calo nei sondaggi, spera di raggiungere il prima possibile, in tempo per le elezioni di midterm di novembre.

È improbabile però, che l'operazione porti i risultati sperati. Da una parte perché, come ha spiegato Meloni, in questo momento l'aumento dei prezzi è dovuto soprattutto alla crisi di Hormuz. "L'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa", ha dichiarato in Aula."L'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina".

Perché all'Italia non conviene tornare a comprare gas russo

Dall'altra perché non è detto che comprare gas russo convenga. Come ha ricordato più volte l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, il gas russo non è economico. O meglio, costa di meno ai russi, non agli italiani. A fare il prezzo infatti, è sempre e comunque il valore di mercato. Come ha sottolineato Meloni,"il prezzo è stabilito dalla borsa olandese del Ttf e quando arriva viene venduto a un unico prezzo. Anche negli anni di maggiore importazione del gas russo in Italia la componente russa è stata inferiore al 40% del totale, significa che il prezzo era stabilito prevalentemente da altri fornitori, quindi una nuova importazione di gas russo non comporterebbe una riduzione del prezzo, almeno non per diversi anni".

Il fatto che i prezzi praticati all'interno della Federazione Russa siano più vantaggiosi è legato a dei costi di produzione più bassi. Se tornassimo a comprare gas dal Cremlino per l'Italia non cambierebbe nulla, quantomeno nel breve periodo. Continueremmo comunque a pagare il prezzo di mercato.

Peraltro, la quantità di cui ha parlato Trump è piuttosto bassa rispetto al fabbisogno americano. Basti pensare che secondo l'EIA, l'agenzia del Dipartimento Usa dell'Energia, gli Stati Uniti consumano circa 3,8 milioni di barili al giorno. Pertanto è difficile le dosi negoziate riescano ad incidere sui prezzi e a farli scendere.

Il gas russo divide il centrodestra

Nonostante la netta presa di posizione della premier, il pensiero nel centrodestra non è unanime. Matteo Salvini, che in passato si è espresso più volte a favore dell'idea di riprendere a importare gas russo, ha rincarato la dose: "La Francia, la Spagna, il Belgio, oggi, stanno comprando energia da Putin. Quindi, io penso che abbiamo il dovere, a guerra finita, di tornare a comprare gas e petrolio laddove costa di meno". Per il leader della Lega, anche l'Italia dovrebbe farlo. "Dico solo che ci sono Paesi europei che lo stanno facendo e ci stanno guadagnando. E quindi, prima di dire dei no, guardiamoci intorno. Oggi pomeriggio Macron e Sanchez stanno comprando in Russia. I campioni del filo-Ucraina stanno comprando in Russia, stanno pagando Putin. Quindi, c'è qualcuno che dice una cosa ne fa un'altra", ha aggiunto.

È vero, come ha detto Salvini, che alcuni Paesi Ue acquistano gas naturale liquefatto da Mosca. Tuttavia, il vicepremier ha dimenticato di precisare che dal 2027 scatterà il bando europeo sul gas russo. Di conseguenza, anche quei flussi commerciali rimasti aperti dovranno essere definitivamente chiusi.

Al di là delle valutazioni economiche, ci sono delle riflessioni di carattere etico e morale. Riaprire il canale russo significherebbe riprendere il dialogo con un Paese invasore. "Il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative", ha evidenziato la premier.

Per Roberto Vannacci invece, "sulle questioni di geopolitica e di geoeconomia non possiamo fare catechismo". "Non possiamo dare delle valutazioni morali, dobbiamo essere pragmatici. Trump sta facendo gli interessi degli Stati Uniti e ci sta riuscendo molto bene. Lui ha la necessità di far scendere il prezzo del gallone della benzina e del gasolio negli Stati Uniti da qui alle elezioni di midterm, e quindi comprando gasolio dalla Russia e soprattutto congelando tutti i tipi di sanzioni alla Federazione russa per sei mesi, consente di incrementare la quantità di prodotto raffinato che viene messo nel mercato e molto probabilmente di farne scendere il prezzo", ha dichiarato ieri ospite di Rai Radio1.

In realtà, come abbiamo detto, non c'è nessuna certezza che l'accordo tra Usa e Russia avrà un impatto positivo sui mercati. Tra le promesse del tycoon e i risultati concreti restano. In ogni caso per l'Italia e per tutta l'Europa la questione costi e rischi che vanno oltre il prezzo del carburante.

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