Ucraina, Lavrov avvisa Kerry: “USA costringano Kiev a fermare blitz”
UPDATE ORE 18.00 – Lavrov: "Usa fermino blitz ucraino" – In una telefonata con il segretario di Stato Usa John Kerry, il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov ha invitato gli Usa "ad usare tutta la loro influenza per costringere" Kiev "a cessare immediatamente le azioni belliche nelle regioni sud-orientali ucraine, a ritirare le truppe e a liberare i partecipanti alle manifestazioni di protesta".
UPDATE: Sono stati liberati i sette membri dell'Osce sequestrati dai filorussi la scorsa settimana. Malgrado ciò l'esercito continua il suo attacco alle città filorusse: alcune fonti parlano di almeno 10 vittime stamattina.
L'Ucraina sempre più nell'orlo della guerra civile. Dopo la giornata di ieri e l'attacco delle forze governative alla città filo-russa di Slaviansk, l'esercito ha annunciato che non intende fermarsi e proseguirà le azioni a Kramatorsk. Arsen Avakov, ministro dell'interno, ha reso noto che i militari hanno preso il controllo di una torre televisiva: "La fase attiva delle operazioni è continuata all’alba – ha scritto il ministro sulla sua pagina Facebook – non ci fermeremo". Il numero delle vittime non è ancora noto, ma i media russi parlano di nove feriti e un morto.
Il bilancio dei due giorni tuttavia è molto pesante. La situazione è precipitata ieri, quando kiev ha lanciato la massiccia offensiva nelle città orientali filorusse: le vittime accertate sono state 50, incluse le 38 che hanno perso la vita in un incendio a Odessa, all'interno della casa dei Sindacati: le fiamme sono state appiccate dalle frange neonaziste dell'esercito ucraino ed hanno causato una carneficina proprio mentre i sindacalisti stavano festeggiando la festa dei lavoratori. Una vera e propria strage che ha mandato su tutte le furie Mosca, che si è detta indignata per i crimini commessi ed ha chiesto "a Kiev e ai suoi sostenitori occidentali di assumersi le loro responsabilità". Il Cremlino ha quindi aggiunto che il blitz dell'esercito ucraino mette fortemente a repentaglio gli accordi di Ginevra, chiedendo un intervento dell'Osce e una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu contro quella che viene considerata come un'"operazione punitiva e criminale" da parte di Kiev.
E mentre la Russia lancia l'allarme sulle violenze indiscriminate nelle città orientali dell'Ucraina, dagli Stati Uniti Obama e Merkel inviano un nuovo monito al Cremlino, annunciando che l'Occidente è pronto a far scattare nuove sanzioni qualora la Russia provi ad ostacolare le elezioni del 25 maggio e non solleciti la liberazione dei membri dell'Osce in mano ai filorussi.