Chi è e cosa ha fatto Raphael Claus, l’arbitro dei Mondiali che per Trump “ha un passato sospetto”

"Se volete vi mostro il suo passato". Nello Studio Ovale Donald Trump ha parlato dell'episodio più controverso dei Mondiali, la grazia a Folarin Balogun dopo il cartellino rosso rimediato ai sedicesimi di finale contro la Bosnia. Avrebbe dovuto saltare la partita contro il Belgio, ma la sua squalifica è stata sospesa dalla FIFA che è intervenuta per rivedere la decisione di campo di Raphael Claus, contestato pubblicamente dal Presidente degli Stati Uniti che non si fa problemi ad ammettere di aver fatto pressioni su Infantino.
In conferenza stampa ha gettato ombre sulla sua carriera dell'arbitro, sostenendo che è "un po' sospetto, se controllate il suo passato" e sollevando una polemica che in realtà non esiste. La Casa Bianca si è informata sui trascorsi del fischietto brasiliano, uno dei più autorevoli di tutto il Paese, che si è ritrovato al centro di alcune controversie arbitrali che Trump ha utilizzato a suo favore per far togliere il cartellino rosso all'attaccante statunitense.
Chi è Claus, l'arbitro del rosso a Balogun
L'arbitro brasiliano ha un passato come calciatore, ma si è ritirato a 20 anni per cominciare la sua nuova carriera: per qualche anno Claus ha arbitrato nelle serie minori prima del salto di qualità che lo ha portato nel professionismo nel 2010. È diventato internazionale nel 2015 e da allora si è affermato come uno degli arbitri più importanti di tutto il Sudamerica accumulando esperienza nei tornei più importanti. Claus è stato premiato come miglior fischietto del campionato brasiliano per tre anni consecutivi, dal 2016 al 2018, ed è stato convocato dalla FIFA per questi Mondiali con alle spalle un grande bagaglio di esperienza. Non avrebbe mai immaginato che un cartellino rosso, per quanto discutibile, lo avrebbe portato al centro della cronaca sportiva.

Qual è il passato di cui parla Trump
I Mondiali fin qui non hanno presentato grandi casi arbitrali, in netto contrasto con i campionati nazionali che si sono conclusi da poco, e quella di Claus è la prima grande controversia che ha scatenato un putiferio perché coinvolge il Presidente degli Stati Uniti in persona. Trump ha detto che il brasiliano ha un passato un po' sospetto, chiarendo anche di avere delle prove che può mostrare ai giornalisti racconte in questi giorni e che riguardano le controverse arbitrali degli ultimi anni. La vicenda più nota riguarda le accuse di manipolazione del campionato brasiliano avanzate da John Textor e che hanno fatto finire l'arbitro al centro del dibattito pubblico per una presunta corruzione.
Sui social circolavano già da alcuni giorni le presunte prove del suo illecito (poi smentito), per screditare il suo lavoro e alludere a una sorta di corruzione per sfavorire gli Stati Uniti, privandoli di uno dei migliori giocatori per la partita contro il Belgio. I dubbi sul suo passato alimentati da Trump nascondono una storia un po' diversa che risale al 2024 e sulla quale all'epoca è già stato fatto ampiamente debunking per raccontare la verità. Due anni fa Claus è stato ascoltato come testimone per un caso di partite truccate in Brasile, ma formalmente non è mai stato incriminato: le fonti brasiliane di quegli anni sottolineano che era stato chiamato perché era uno degli arbitri di spicco del Paese e in realtà non è mai stata aperta nessuna indagine contro di lui.
Erano circolate diverse fake news, tutte smentite, e si era creata confusione sulle accuse rivolte a un altro arbitro, Glauber do Amaral Cunha, che aveva avuto una conversazione con uomo misterioso riguardo a una partita truccata. I funzionari brasiliani hanno smentito che potesse trattarsi di Claus che infatti non è mai stato sanzionato da parte della Federazione. È rimasto un arbitro d'élite, tanto da partecipare a due Mondiali consecutivi, e a parte i soliti dibattiti legati alle decisioni arbitrali più o meno sfavorevoli (che monopolizzano il dibattito in tutto il mondo) non esiste nessuna inchiesta di cui sarebbe protagonista. Il passato evocato da Trump di fatti non esiste perché quelle polemiche non sono mai sfociate in accuse formali.