Tangentopoli spagnola: “Il premier Rajoy riceveva soldi in cambio di appalti”

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L’ex tesoriere del partito popolare, Barcenas, una sorta di Lusi iberico, vuota il sacco davanti ai magistrati e punta il dito contro il primo ministro: “Ha intascato delle mazzette da me”. E Rajoy: “Non mi dimetto”.

Il governo spagnolo è sempre più a rischio dopo che Luis Barcenas, l'ex tesoriere del Partito Popolare al centro dello scandalo su fondi neri e tangenti, nell'interrogatorio di oggi di fronte agli inquirenti ha ammesso – secondo quanto scrive El Pais – di aver consegnato soldi in contante nel 2008, nel 2009 e nel 2010 all'attuale premier Mariano Rajoy e alla numero due del Partito popolare, la segretaria generale Maria Dolores de Cospedal. Il primo ministro spagnolo ha subito rigettato le accuse ("Porterò a termine il mandato che mi hanno affidato gli spagnoli. Lo Stato di diritto non cede al ricatto") e ha fatto sapere di non voler dimettersi come richiesto a più riprese dall'opposizione, ma anzi si è detto pronto a difendere "la stabilità politica". A proposito delle accuse lanciate da Barcenas, ha rilanciato: "Dico solo che la Spagna sta riuscendo ad uscire dalla crisi. Difenderò la stabilità politica. Se altri vogliono giocare ad altro, è loro responsabilità". C'è da dire che l'ex tesoriere ha ammesso anche di essere l'autore della contabilità in nero del Partito Popolare per almeno vent'anni, con importanti donazioni di imprenditori in cambio dell’assegnazione di appalti pubblici. Nelle carte degli inquirenti, si parla di un tesoretto da 7,5 milioni di euro. Danaro utilizzato in parte per pagare stipendi extra ai dirigenti del Pp, Rajoy compreso.

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