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7 Settembre 2022
18:22

Suora italiana uccisa in Mozambico, prete in fuga: “Mi stanno per uccidere: ci vediamo in paradiso”

“Qui sparano, ci vediamo in paradiso”, così uno dei due preti in fuga dall’attentato in Mozambico in cui è stata uccisa suor Maria De Coppi.
A cura di Chiara Ammendola
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Suor Maria De Coppi, foto da Facebook
Suor Maria De Coppi, foto da Facebook

Aiutava gli ultimi suor Maria De Coppi, la suora italiana rimasta uccisa in un attentato in Mozambico. Classe 1939, era nata a Santa Lucia di Piave, ma aveva lasciato l'Italia alla volta del paese africano nel 1963, con l'intento di portare a termine la sua missione, aiutare i bisognosi, incontrare le persone e dare loro conforto. Una vita la sua, spezzata la scorsa notte da un gruppo di terroristi che ha assaltato la missione nella città di Chipene nel nord del Mozambico uccidendo la missionaria e costringendo alla fuga il resto del gruppo.

Due sacerdoti sono riusciti a scappare e sono stati messi in salvo dal vescovo di Nakala, mentre suor Maria è stata uccisa da un colpo di pistola, probabilmente mentre usciva dall’ala femminile della parrocchia. “Don Lorenzo e don Loris sono vivi! Ringraziamo Dio! – si legge in un post condiviso su Facebook dal Centro missionario Concordia-Pordenone – i ribelli hanno assaltato la missione, dando fuoco a tutte le opere parrocchiali. Suor Maria, missionaria comboniana originaria di Vittorio Veneto è stata uccisa durante l’agguato. Tutti i sopravvissuti sono adesso in fuga verso Nacala”.

“Qui sparano, ci vediamo in paradiso, stanno incendiando la casa – i messaggi disperati che don Loris Vignandel ha inviato via chat alla Diocesi di Pordenone poco dopo l'irruzione dei ribelli in chiesa – se non vi risento, approfitto per chiedervi scusa delle mie mancanze e per dirvi che vi ho voluto bene. Ricordatevi di me nella preghiera. Se il buon Dio me ne darà la grazia, vedrò di proteggervi da là. Ho perdonato chi eventualmente mi ucciderà. Fatelo pure voi. Un abbraccio”.

A chiarire le sorti dei due preti è stato Alex Zappalà, segretario del Vescovo e direttore del Centro Missionario di Concordia-Pordenone: “Per fortuna, dopo un terribile e lunghissimo silenzio, verso le 9.30 abbiamo saputo che i missionari della nostra Diocesi erano ancora vivi, ma anche che suor Maria era stata uccisa – ha spiegato – ci hanno rassicurato sulle loro condizioni di salute e sull'assenza di rischi. Domani dovrebbero essere nella città di Nacala. Siamo in costante contatto grazie alla messaggeria istantanea, almeno nelle aree dove c'è piena copertura telefonica”.

Chi era suor Maria De Coppi, uccisa in Mozambico

Suor Maria prestava servizio nel barrio Muatala, nella provincia di Nampula. Aveva la cittadinanza mozambicana: “Ho vissuto in questo Paese momenti belli e difficili – le sue parole lo scorso ottobre in un'intervista – prima quelli della colonizzazione, poi della guerra, quindi della pace e, purtroppo del terrorismo”. Era scampata a un altro attentato in cui però erano rimaste uccise 17 persone: si salvò grazie all'intervento di un soldato. In quel periodo il Mozambico era una colonia portoghese e dopo aver conquistato l’indipendenza, fu attraversato da una lacerante guerra civile.

“Gli ultimi due anni sono stati molto duri – raccontava – al nord del Paese è in corso una guerra per i giacimenti di gas e la gente soffre e scappa: nella mia parrocchia ci sono 400 famiglie che arrivano dalla zona di guerra. Poi è venuto il ciclone. Infine l’anno scorso la siccità si è prolungata per tanto tempo. Oggi a Nampula c’è una estrema povertà”.

Anche il presidente della regione Veneto ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la morte della missionaria italiana: “Dal 1963 Suor Maria portava aiuto, sostegno, amore, dedizione alle popolazioni del Mozambico. È terribile, inaccettabile, dolorosissimo sapere che proprio lì, proprio mentre compiva la sua missione di pace e carità, è stata brutalmente assassinata”, le parole di Luca Zaia.

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