Spagna, la tragedia del treno. Il macchinista ripeteva: “Voglio morire”
"Voglio morire, voglio morire". Sarebbero queste le parole che il macchinista del treno deragliato in Spagna, Francisco José Gazón Amo, ripeteva ai primi soccorritori subito dopo lo schianto. Lo ha riferito una coppia di sposi, di ritorno dal viaggio di nozze. "Quando ci siamo avvicinati per aiutarlo a uscire – hanno riferito ai microfoni di Tve – era disorientato e ripeteva ‘Voglio morire, voglio morire' ". Parole agghiaccianti di un uomo (indagato) che qualche tempo prima della peggior sciagura ferroviaria che la Spagna ricordi dal 1944, si vantava sul suo profilo Facebook (ora oscurato) della velocità raggiunta e aveva postato una foto del contachilometri di un treno che viaggiava a 200 km/h. Quasi la stessa velocità a cui viaggiava il convoglio prima dell'impatto due giorni fa. In quel tratto, nella zona de Angrois, a circa 4 chilometri della stazione di Santiago di Compostela, vi è un limite di 80 Km/h sia per la forma del tracciato sia perché non vi sono tutte le caratteristiche di una linea ad alta velocità.
Intanto, il bilancio delle vittime è confermato: 80 morti e 178 feriti, di cui 36, compresi 4 bambini, gravi. La Farnesina sta inoltre verificando l'eventualità di un italiano tra i morti: si tratterebbe di un giovane siciliano che viveva all'estero. Ma non vi è ancora conferma ufficiali. Il premier Enrico Letta ha inviato al primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy (protagonista di una gaffe sul messaggio di cordoglio), una lettera di condoglianze. Anche il Papa "si unisce al dolore delle famiglie delle vittime" dell'incidente del treno in Spagna. Lo ha comunicato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, precisando che Francesco "partecipa a questo evento triste per tutta la Chiesa".
